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Regione Puglia: stop a assunzioni e a nuove spese

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 Niente assunzioni, niente nuovi debiti, limiti precisi agli impegni di spesa. La Puglia ha superato il Patto di stabilità, e quindi nel 2010 via Capruzzi dovrà tenere ben saldi i cordoni delle casse pubbliche. Negli scorsi giorni la Regione ha impugnato il decreto ministeriale davanti al Tar del Lazio, ma martedì una e-mail del direttore della ragioneria ha avvertito i manager: stop a tutte le delibere di spesa ad esclusione di quelle obbligatorie. E tra i primi provvedimenti ad essere bloccati c’è anche il monitoraggio dei risultati elettorali. Il Patto di stabilità (in estrema sintesi si tratta di un rapporto massimo tra entrate e uscite) è il meccanismo attraverso cui lo Stato tiene sotto controllo i conti delle Regioni e degli enti locali. Per chi supera i parametri, che cambiano ogni anno (e che non comprendono la spesa sanitaria), sono previste una serie di sanzioni.

La Regione (si veda intervista a fianco) dice di aver superato il Patto in piena coscienza: per rispettarlo, avrebbe dovuto bloccare i pagamenti negli ultimi tre mesi dell’anno a discapito dei creditori (che sono soprattutto imprese). E, una volta ricevuto il decreto ministeriale, lo ha impugnato di fronte al Tar: gli uffici di via Capruzzi, infatti, non condividono l’interpretazione della norma applicata dai tecnici di Tremonti.

Ma nel frattempo, bisogna fermarsi. E in una mail mandata l’altroieri a tutti i direttori d’area, il capo del Bilancio è stato categorico: «Questa Ragioneria – ha scritto Rocco Spinelli – è costretta, al fine di non compromettere il perseguimento dell’obiettivo imposto dalla normativa vigente in materia di mancato rispetto del patto di stabilità interno, a istruire soltanto le proposte di deliberazione e le determinazioni dirigenziali che dispongano adempimenti contabili di assunzione degli impegni di spesa corrente sui capitoli del bilancio regionale classificati “obbligatori e d’ordine” ed a trattenere tutti gli altri provvedimenti in attesa di conoscere gli esiti e le decisioni dei competenti organi». Traduzione: non si paga più.

Sempre la stessa mail, riassume anche il problema delle «esigenze spese elettorali». Il 4 febbraio la Regione aveva infatti approvato una convenzione da 250mila euro con Innovapuglia per il servizio di raccolta dei dati elettorali presso le prefetture. Non si tratta di una spesa obbligatoria, e quindi non si può andare avanti: al dirigente Leo Volpicella, che chiedeva chiarimenti in merito, il dirigente di ragioneria Rocco Spinelli risponde che la delibera deve essere bloccata, almeno fino a quando la conferenza dei direttori d’area non prenderà una decisione in merito.


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