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La Marcegaglia a Bari «La crisi non è finita»

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«Sono dati che ci aspettavamo, perchè l’Italia è stata colpita duramente da questa crisi. C’è qualche miglioramento rilevato negli ultimi mesi, però siamo ancora nell’ambito di una congiuntura complessa, dove i miglioramenti, appunto, saranno lenti». Così il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ha commentato i dati Istat sul fatturato e gli ordinativi che nella media del 2009 hanno segnato un crollo, mentre hanno registrato una ripresa nel mese di dicembre.  Il presidente di Confindustria, a margine di un convegno alla Fiera del Levante, ha anche sottolineato «l’impatto sull’occupazione. Siamo ad un tasso di disoccupazione all’8,5%. Nei prossimi mesi dovremmo gestire situazioni complesse di ristrutturazioni. L’importante – ha detto – è farlo insieme, governo, istituzioni, sindacati e Confindustria, cercando però non di salvare stabilimenti che non possono stare in piedi, ma assolutamente salvando i posti di lavoro e cercando di reimpiegare le persone», ha concluso Marcegaglia.

ORE 15:15 – VENDOLA: SIAMO LA REGIONE CHE HA DETTO MOLTI SI’ ALLE RINNOVABILI
«Siamo stati una Regione in grado di dire molti sì. Sì alle energie rinnovabili dall’eolico al fotovoltaico». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nel suo discorso di saluto al convegno organizzato da Confindustria a Bari sul tema ‘Il Sud aiuta il Sud – Un nuovo giorno per il Mezzogiorno’, nell’ambito delle celebrazioni del centenario dell’organizzazione degli imprenditori.
Secondo Vendola, che ha parlato dopo il presidente della Confindustria di Puglia, Nicola De Bartolomeo, occorre puntare su «innovazione e qualità. Il Sud ha tanti difetti, piaghe, patologie, dolori – ha concluso Vendola – eppure non è solo un cumulo di ombre ma ci sono tante luci, ad esempio la capacità di lavoro e di mettersi in discussione».

ORE 15:30 – VENDOLA, IL SUD HA TANTI DIFETTI MA C’È ANCHE TANTA LUCE
«Il Sud ha tanti difetti, tante piaghe, tanti dolori, tante patologie, eppure è anche tante cose positive, non è soltanto un cumulo di ombre c’è anche tanta luce che dovrebbe illuminare anche di fronte all’opinione pubblica nazionale il lavoro duro, l’intrapresa, la creatività». Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, nei saluti d’apertura della cerimonia organizzata a Bari da Confindustria per il centenario.
Per Vendola, il Sud ha anche «capacità di mettersi in discussione, di rompere pigrizie culturali» e bisogna capire «che il Sud non sarà salvato da nessun Dio che non sia la comunità del proprio popolo, dei propri attori fondamentali». «Bisogna anche capire che è arrivato il momento di chiudere con la stagione delle prebende, delle elemosine e dell’assistenzialismo – ha proseguito – e di cominciare con la stagione in cui si cammina con le proprie gambe e si assume la responsabilità di governare con coraggio i processi di innovazione». «La sopravvivenza – ha detto ancora – significa essere già morti, per vivere bisogna osare l’innovazione, la qualità, osare il futuro: come pubblica amministrazione, per quello che potremo fare, cercheremo di esserci». 

ORE 15:40 – COPPOLA, IL PRIMO IMPEGNO DEL SUD E’ SU LEGALITÀ 
Il sud deve cambiare e il «primo impegno» deve essere quello di ricostruire la fiducia e la legalità. Ma non solo, va recuperata l’efficienza nella Pubblica amministrazione e nella gestione delle risorse, partendo dalla costituzione di una ‘Cabina di regià per «un uso efficace dei fondi comunitari». Questi alcuni dei punti contenuti nelle tesi di Confindustria, presentate dal vicepresidente per il Mezzogiorno, Cristiana Coppola. «Confindustria – ha detto Coppola – è convinta che il primo impegno debba essere quello di ricostruire la fiducia come collante della vita collettiva» attraverso «una decisa presa di coscienza della complessità e gravità del fenomeno criminale», considerando – come anticipato nei risultati dell’indagine condotta dal Censis sui referenti del sistema Confindustria-Mezzogiorno – che circa il 30% delle imprese meridionali subisce una qualche forma di ingerenza da parte della criminalità. Coppola al riguardo ha ricordato l’approvazione a fine gennaio della delibera con cui Confindustria «ha confermato con i fatti di schierarsi in maniera attiva al fianco dei tanti imprenditori che si impegnano per la legalità, sia prevedendo sanzioni interne che colpiscono ogni forma di connivenza con la criminalità, sia costituendosi parte civile nei processi che vedano le imprese associate parte lesa o imputata».
Quanto ai fondi comunitari «è un passaggio obbligato – ha sottolineato – per una crescita più sostenuta e territorialmente equilibrata del Mezzogiorno». A tal fine, bisogna «superare un approccio ‘localisticò, concentrando le risorse su pochi, ma selezionati obiettivi strategici: dalla ricerca e innovazione al capitale umano; dalla creazione di moderne reti infrastrutturali all’efficienza energetica; dall’ambiente alla semplificazione su base automatica delle misure a favore degli investimenti». Per questo, ha sostenuto Coppola, «un coordinamento centrale affidato a una Cabina di regia può mettere Governo e Regioni nella condizione di selezionare e concentrare i fondi sulle priorità condivise, aprendo la definizione di priorità e criteri di intervento anche al contributo delle parti economiche e sociali».

ORE 16:45 – MARONI, LA CRIMINALITA’ INQUINA L’ECONOMIA LEGALE
La criminalità organizzata è «un cancro che inquina il mondo legale dell’economia». Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, partecipando al convegno ‘Il sud aiuta il sud’, organizzato nell’ambito delle celebrazioni del centenario di Confindustria. «La strada maestra» intrapresa «è l’aggressione ai patrimoni mafiosi», ha detto ancora, aggiungendo che «il compito del governo è stato assolto» mettendo a disposizione «strumenti tecnici e giudiziari». Maroni ha quindi indicato in «7,6 miliardi il patrimonio sottratto alla criminalità organizzata. Mentre se il fatturato della ‘ndrangheta è di 40 miliardi, si stima essere di oltre tre volte quello della criminalità organizzata».

ORE 17:15 – GRASSO, IL SUD PUO’ AIUTARE ILNORD
«Sì, il Sud aiuta il Sud, ma oggi è anche in grado di aiutare il Nord sotto il profilo della legittimità perchè, purtroppo sotto l’aspetto economico-imprenditoriale la criminalità si è sviluppata e si continua a sviluppare anche al Nord». Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, parlando al convegno per il centenario di Confindustria a Bari. Secondo Grasso, «il legame che c’è tra l’origine dei profitti illeciti e gli investimenti che la criminalità fa al Nord lo possiamo scoprire solo al Sud, e senza capire questo legame non potremo mai colpire quella criminalità che mette in crisi anche l’economia del Nord e lo sviluppo del Nord».

ORE 18:20 – PALESE, CON NOI LE AZIENDE NON SARANNO SOLE
«Nella Puglia del futuro io immagino imprese più libere. Noi le prenderemo per mano, non le lasceremo da sole e individueremo insieme a loro gli strumenti migliori per aiutarle. Perchè le nostre imprese sono la nostra forza». Lo ha detto il candidato presidente del centrodestra alla Regione Puglia, Rocco Palese, a margine del convegno di Confindustria ‘Il Sud aiuta il Sud’ a cui sta partecipando. «Vendola – ha aggiunto Palese – ha parlato di vita, dopo aver ucciso la Puglia economica. Ha detto ‘la Regione ci sara» dopo aver abbandonato le imprese per cinque anni; dopo averle tartassate di tasse regionali. Non è stato capace neanche di dare alle imprese i fondi europei che servivano al loro sviluppo e che, specie per le Pmi, sarebbero stati boccate di ossigeno nella crisi soffocante».

ORE 18:30 – MARCEGAGLIA, GLI AMMINISTRATORI INCAPACI VADANO A CASA
«Gli amministratori incapaci di gestire i fondi vadano a casa. Bisogna avere il coraggio di dirlo». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo al convegno ‘Il sud aiuta il sud’. Il numero uno degli industriali ha anche sostenuto che «fa un pò ridere quando sento parlare di fiscalità di vantaggio nel Mezzogiorno, perchè il sud ha una fiscalità di svantaggio: pagate più tasse del nord», ha detto rivolgendosi alla platea. Marcegaglia ha sostenuto anche la necessita di «cambiare il modo di investire i fondi Fas e strutturali e di non disperderli in mille rivoli». Nè tantomeno, ha detto ancora, «devono andare agli amici».

ORE 18:45 – FITTO, RIFLETTERE SU SUGGERIMENTI CONFINDUSTRIA
«Nel pensare alle prospettive di sviluppo del Mezzogiorno, bisogna inserire temi di riflessione sui ritardi che emergono in modo molto chiaro nel documento di Confindustria e anche sugli stimoli che Confindustria ha proposto». Lo ha detto il ministro per i Rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, a proposito dei temi affrontati oggi nel convegno per i cento anni di Confindustria organizzato a Bari nel teatro Petruzzelli. «Le parole d’ordine – ha detto Fitto – sono semplificazione, concentrazione dell’uso delle risorse, grandi progetti strategici: cioè l’opposto di quello che si è fatto sino ad ora». Per Fitto, inoltre, «è fondamentale l’idea di allontanare, abbandonare un rivendicazionismo fine a se stesso per cercare di capire quali sono i mali del Mezzogiorno». Le prossime elezioni regionali – ha detto infine – saranno l’occasione per «voltare pagina rispetto al tema dell’utilizzo delle risorse messe a disposizione delle Regioni».


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