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Situazione grottesca a San Severo Ambulanza serve per portare salme

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Da tre anni l’ospedale senza sala mortuaria. I parenti seguono in auto i cadaveri al cimitero.

 

 Viaggiano a bordo di un’ambulanza, ma non sono malati gravi, non hanno alcun bisogno di interventi urgenti o di emergenza in quanto sono morti. Il viaggio verso l’obitorio del cimitero lo affrontano, senza sirene spiegate, per circa un chilometro, tutti coloro che muoiono all’ospedale Masselli Mascia di San Severo. «E’ stata adattata un’ambulanza per il trasferimento, ma non la utilizziamo ancora. Usiamo un carro per il trasporto salme», assicura il medico legale dell’ospedale, Giuseppe Russi. Tutto ciò accade perché l’ospedale, un presidio al servizio del nord Gargano, e del Pre Appennino da tre anni a questa parte non ha più la sala mortuaria. Non ha più un obitorio, una piccola cappella dove i defunti devono restare almeno 15 ore prima della celebrazione del funerale. E così non appena il paziente è passato a miglior vita e dopo aver espletato le procedure medico-legali. viene caricato sull’ambulanza e trasferito al cimitero. Disagi soprattutto per i parenti del defunto costretti, nel momento più doloroso, a seguire il proprio caro al camposanto. Qui li attende una stanza spoglia con un tavolone di marmo, dove gli addetti alle pompe funebri una volta ricomposta la salma poggiano la bara. Se il trasporto avviene in orari in cui il cimitero è chiuso, i parenti non possono neppure seguirlo. Come in un girone dantesco, trascorso il tempo previsto per legge, le salme dall’obitorio del cimitero vengono trasportate in chiesa per il funerale e poi ricondotte all’obitorio del cimitero prima della sepoltura. Proteste, doglianze, lettere, sollecitazioni non hanno in questi anni sortito alcun effetto. Ora la palla è nelle mani del sindaco di San Severo, Gianfranco Savino che ha inviato un lettera-sollecito ai vertici della Asl Foggia, dal direttore generale Ruggiero Castrignanò al direttore sanitario, Vito Colacicco. Il sindaco denuncia la situazione di «inciviltà» e chiede l’immediata creazione di una sala mortuaria nel recinto dell’ospedale. La chiusura della sala mortuaria è avvenuta nel 2006. Fu smantellata perché ritenuta non idonea, in quanto in condizioni disastrose. La sala fu comunque ristrutturata e oggi c’è la postazione del servizio di emergenza del 118. Il nuovo obitorio doveva essere realizzato alle spalle del vecchio pronto soccorso. Il progetto è pronto, c’è anche il plastico e persino il finanziamento, 500 mila euro. «In questi anni ho fatto il dovuto chiasso all’interno dell’azienda sanitaria perché ritengo che nel momento più doloroso per chi ha perso una persona cara c’è bisogno di un atto di umanità e non di un atto burocratico», sottolinea Russi. La Asl, per sopperire a questa grave mancanza, stipulò una convenzione con il Comune per usare «provvisoriamente e in via transitoria» l’obitorio del cimitero. La provvisorietà si trascina da tre anni. Quest’anno la Asl ha pagato 10 mila euro al Comune per l’utilizzo dell’obitorio comunale.

Antonella Caruso 


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