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Il Distretto turistico territoriale. Verso l’offerta integrata di beni culturali, ambientali

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A due anni dalla scomparsa di Carlo Nobile: Lazzaro Santoro ne rimarca l’intuizione. Riceviamo e pubblichiamo.

 

Ho avuto modo di intuire la visione di Nobile studiando gli atti del Comune di Vieste, messomi gentilmente a disposizione da Michele Lapomarda. Come sottolinea Mimmo Prudenza, c’è un legame che lega Nobile e Vascello: i sogni. Non posso farvi sognare ma posso augurarvi una buona lettura. 
E’ gradito ricevere un parere da Vascello.

L’aggregazione delle organizzazioni e delle imprese turistiche specializzate nel  provvedere ai bisogni del turista, qualifica una porzione di territorio e gli fa assumere la “dimensione” di distretto turistico. Il distretto può essere definito come «una porzione del sistema turistico, nel senso che si identifica con il sistema di offerta di beni e servizi in grado di soddisfare i bisogni connessi con il soggiorno temporaneo del turista».
Il modello del distretto turistico in una prospettiva incentrata sull’offerta ha influenzato il legislatore nazionale che ha definito (Art. 5 della legge 135 del 29 marzo 2001 “Riforma sulla legislazione nazionale del turismo”) i sistemi turistici locali «contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate». La definizione, in una logica di attrattive e servizi offerti in un territorio, mette in evidenza l’importanza degli elementi storico sociali nel definire la delimitazione geografica propria di un distretto turistico. E’ la “funzione ospitale” (qualità ospitale) o capacità di un luogo di proporre servizi e fattori di attrattiva efficienti, che può dare valore e carattere culturale, psicologico, socializzante all’esperienza turistica, qualificare il distretto turistico e differenziarlo da una località qualsiasi garantendogli così il successo. In questi termini, il distretto è un sistema locale di offerta turistica che si fonda su due  concetti fondamentali, qualità locale e cultura dell’ospitalità, ed è finalizzato a creare un nuovo modello di offerta per intercettare nuovi segmenti di domanda. Il turismo è un settore produttivo appartenente all’economia dei servizi. Poiché le attività terziarie sono di tipo relazionale, il successo del turismo è funzione del capitale sociale. L’insieme delle relazioni sociali che gli attori individuali e collettivi attivano in un determinato momento, costituiscono il capitale sociale. Il capitale di relazioni «alimenta la formazione di risorse cognitive, come le informazioni, o normative, come la fiducia, che permettono agli attori di realizzare determinati obiettivi». L’economia dei servizi, quindi anche di quella turistica, è intesa come metafora dell’economia come relazioni. Nel suo ambito successo o insuccesso sono funzione della produttività (efficienza) sistemica che deriva dalla qualità relazionale (dei servizi turistici, ambientali, sociale, estetica) che se è diffusa e percettibile nel territorio lo connota come “unico” e non ripetibile.
Nel contesto attuale, caratterizzato dalla perdita di competitività del settore turistico
nazionale, molte sono le aspettative riposte nella capacità del distretto turistico di generare lo sviluppo sostenibile di aree (specialmente quelle dove il settore industriale non è determinante per la crescita dei luoghi) che hanno una dotazione naturale di risorse ambientali, naturali e storico culturali. La garanzia che il distretto turistico possa assecondare uno sviluppo sostenibile fa leva dalle sue capacità di sviluppare un sistema di interrelazioni, momento di partecipazione sociale e di cittadinanza attiva, tra i vari settori economici locali, capace di spalmare gli effetti del benessere sull’intero sistema produttivo (agroalimentare, artigianato, costruzioni). Una sostenibilità economica e ambientale da perseguire attraverso la “costruzione” di un prodotto di qualità locale, che passa per l’integrazione delle offerte (tra turismo ed altre attività produttive) per superare la frammentazione delle attività produttive, l’integrazione dei territori vicini per soddisfare le esigenze della domanda interessata a un “prodotto territoriale”, la rete tra le imprese private, la razionalizzazione amministrativa del territorio per eliminare enti inutili, l’approccio sistemico all’ambiente.
Un elemento essenziale della capacità del distretto turistico di garantire la sostenibilità delle attività turistiche, è la partecipazione degli enti locali nel sistema reticolare delle imprese. La concertazione  tra attori pubblici e privati è fondamentale per la produzione di “beni collettivi locali”  dedicati  alla comunità locale (ad esempio formulazione di politiche pubbliche). L’integrazione del patrimonio ambientale culturale e delle infrastrutture territoriali con le imprese, in un’ottica collaborativa e secondo una strategia coordinata e condivisa da tutti gli attori privati e istituzionali, in una visione delle sviluppo di lungo periodo, può garantire il raggiungimento della sostenibilità ambientale, economico e sociale dell’area.
La cultura locale, che attribuisce un particolare status alla collaborazione, allo sviluppo economico e sociale di una comunità, è il collante del distretto turistico improntato su un modello partecipativo sociale, è il tassello fondamentale per generare obiettivi e strategie comuni tra le imprese del distretto e gli enti locali e garantisce un prodotto distrettuale capace di incrementare le presenze in un’ottica di lungo periodo.
I comportamenti d’acquisto dei turisti posti in essere nelle località di villeggiatura, alimentano una serie di consumi in funzione della presenza numerica e della spesa media. Le loro preferenze danno luogo a una variegata offerta di beni e servizi capace di soddisfare la domanda specifica. Un distretto turistico è economicamente sostenibile quando i beni richiesti dai turisti vengono prodotti sul luogo o nelle immediate vicinanze. In quest’ottica, il settore turistico deve farsi promotore della crescita di altri settori produttivi locali. Tanto maggiore è il grado di interdipendenza tra il comparto turistico e l’economia locale, tanto più rilevante sarà la ricaduta economica delle attività turistiche sull’intera economia locale. Questo presuppone misure e interventi idonei a favorire la competitività delle aziende locali.
Questa nuova visione di “fare turismo” mette in evidenza la centralità delle imprese, l’offerta come sistema di qualità territoriale, la centralità del turista, le identità locali, l’intersettorialità del turismo nel costruire un innovativo modello di vacanza. Il protagonista di questo metodo innovativo di progettazione socio economica è il territorio. Esso è il risultato dell’azione intenzionale di una pluralità di attori che decidono di costruire e di consolidare una rete di relazioni economiche, sociali, culturali all’interno di una data area al fine di tutelare, valorizzare e promuovere un patrimonio economico, ambientale, culturale, professionale, sociale, attraverso progetti condivisi. La territorializzazione del prodotto turistico è una risposta all’omologazione e standardizzazione dell’offerta e concepisce come prodotto il territorio nella sua interezza.

Lazzaro Santoro

Il Gargano Nuovo febbraio 2010


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