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Quote rosa aggirate, stangata sui partiti

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Multe per le sproporzioni nelle liste tra uomini e donne.

 

Pioggia di multe. Ad essere infranto stavolta non è il codice della strada ma il regolamento evidentemente meno ferreo stabilito dalla legge sulle quote rosa in politica. Già, perché l’avvocatura regionale pugliese ha inviato ai responsabili dei partiti che presentarono liste nelle elezioni 2005 un sollecito per il pagamento. Il motivo? Nelle liste furono inserito troppi uomini a svantaggio delle donne. Con buona pace della parità di genere.
Le multe – riferisce una nota – furono fissate con decreto del presidente della giunta regionale del 15 dicembre 2005, vista la legge regionale n. 2 del 28 gennaio 2005. La formazione che dovrà pagare la multa più alta (12.000) è il nuovo Psi-Pri, quella che pagherà la multa più bassa sono i Ds (oggi fusi alla Margherita nel Partito Democratico): mille euro. Ne devono pagare 10.000 Forza Italia, la Puglia Prima di Tutto e l’Udc. Per l’Udeur sono 9.000 euro e 8.000 per la Margherita e l’Idv. La lista Socialisti autonomisti/Psdi/Rep.Europei e quella di Prc (che era all’epoca il partito del presidente, Nichi Vendola) dovranno pagare 6.000 euro, mentre dovranno pagare 5.000 euro la Primavera Pugliese, Sdi, e An. Infine, il Pdci è stato multato per 4.000 euro. Se i pagamenti non saranno fatti entro trenta giorni, l’avvocatura procederà al recupero delle somme per via legale.


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