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Stipendi a rischio nelle case di cura private. A causa delle inadempienze dell’Asl Foggia

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C’è un clima di esasperazione tra i dipendenti delle case di cura private e nei centri di riabilitazione accreditati della provincia di Foggia associati all’Aiop e alla Confindustria Sanità.
Lo afferma il sindacato Confail e la causa è da ricercare nelle inadempienze contrattuali della Asl di Foggia, che ha così costretto gli amministratori delle strutture sanitarie a non poter pagare gli stipendi di febbraio ai dipendenti.

A monte di questa estrema decisione, peraltro molto sofferta dichiarano gli amministratori, c’è il comportamento quantomeno anomalo della Asl, che a marzo 2010 vorrebbe sottoporre alla firma i contratti relativi al 2009.

E’ di tutta evidenza che non si può pensare di voler programmare nel 2010 le prestazioni sanitarie del 2009 e stabilire a posteriori il limite di spesa delle case di cura e dei centri di riabilitazione allorché queste strutture sanitarie accreditate hanno già erogato le prestazioni sulla base dei contratti preesistenti, rispetto alla cui eventuale ridefinizione l’Asl non si è preoccupata per tempo.

Il contratto sulla base del quale si è lavorato per tutto il 2009 – proseguono gli amministratori – non é stato messo in discussione dalla ASL neanche dopo l’emanazione del Dief, il Documento di Indirizzo Economico e Funzionale del Servizio Sanitario Regionale promulgato ad agosto 2009, malgrado la Regione avesse indicato ai Direttori Generali delle ASL un termine ben preciso per questi adempimenti.

Dopo un silenzio di circa sette mesi, l’Asl vorrebbe ridefinire le regole e sottoporre alla firma contratti che, se non sottoscritti, possono addirittura far decadere le case di cura e i centri di riabilitazione dal rapporto di accreditamento. Insomma, il buon senso dice che è possibile cambiare le regole del gioco ma non dopo che la partita è giunta al termine


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