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Foggia/ Carlo Nobile rivive in una mostra d’arte

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Foggia – venerdì 5 marzo 2010 Carlo Nobile: Uomo, artista, politico

ore 18,00 presso la Sala Grigia

del Palazzetto dell’Arte – via Galliani, 1

 

 

 

 

Turismo è cultura. Questa la politica di Carlo Nobile, dai Viestani ben conosciuto per le attività della cosa pubblica. Da nessun, foggiano noto come pittore. Per questo a due anni dalla sua morte prematura viene organizzata la sua prima mostra di pittura al Palazzetto dell’Arte di Foggia. Curatori sono Antonietta Colasanto e Michele Circiello. Venerdì 5 febbraio l’inaugurazione.
“Il messaggio che si vuole lanciare con questa mostra — spiega a l’Attacco Antonietta Colasanto – è che si può far politica anche in altra maniera. Il politico e l’artista convivevano nella stessa persona di Carlo senza stridore. Anzi ha dato una grossa spinta al turismo viestano proprio attraverso quella verve di creatività, intuito e fantasia coniugate con una grande intelligenza e capacità di guardare al di là del contingente”. 24 dei suoi quadri sono in esposizione, per far conoscere questo figlio di Capitanata alla sua terra, dal lato più nascosto della sua personalità, ma anche da quello più caratterizzante che dietro le quinte muoveva i fili delle sue scelte politiche.

Il politico
 
Lui, da giovanissimo impegnato nell’affare della cosa pubblica, a circa 30 anni ha fatto da coordinamento per AdriaLine, il consorzio tra paesi bagnati dall’Adriatico. Carlo Nobile fu sindaco di Vieste alla fine degli anni 80, socialdemocratico di orientamento centro destra. Ha ricoperto la carica di assessore alla cultura e al turismo per ben 10 anni. Il tempo di porre Vieste, finestra sul mare, in un forte circuito turistico. Punto di forza è stata l’ideazione del FilmFestival.
“Con questo evento annuale correvano a Vieste personalità di spicco del mondo cinematografico italiano — continua a spiegare Antonietta Colasanto — cito per esempio Gina Lolobrigida, Alberto Sordi, Ornella Muti, e poi Frizzi e Daniela Poggi con i quali Carlo era proprio amico L’evento del festival cinematografico deve infatti avere la forza di trasportare noti personaggi sul territorio che lo ospita altrimenti non ha senso organizzarlo. Carlo questa forza l’avuta. Era molto amico di Lucio Dalla e di Ettore Scala che quando scrivono di lui riescono ben a delineare i tratti della sua personalità. Spessore di pensiero, intelligenza e fantasia erano sue principali caratteristiche che convogliava nella politica. Lui diceva che questa non poteva esserci senza la cultura”. Carlo è stato commissario dell’Apt e componente della Giunta del Parco del Gargano.

L’artista

Poche persone di Vieste conoscevano questo aspetto della personalità di Carlo. “Io stessa, moglie di suo cugino, sono venuta a conoscenza del suo essere artista molto tardi—confida Antonietta —la sua professione principale era quella del consulente di lavoro e poi era conosciuto per aver operato in politica. In realtà lui dipingeva e realizzava sculture in vetro. Poi regalava queste opere ad amici. E da essi che abbiamo cercato di recuperare i quadri da mettere in mostra”. La sua pittura è impressionista quando riproduce il paesaggio viestano visto dal mare. Colori vivaci, immagini di case riflesse nell’acqua in continuo dinamismo di forme e colori, impressioni d’artista colte e riprodotte sulla tela. E’ informale quando butta gocce di colore sulla tela. E’ espressionista quando gioca sui pochi accostamenti di colore e comunica sentimenti. Diverse sono le tecniche sperimentate. Alle impressioni del paesaggio che non definiscono gli oggetti Carlo impone una linea di colore per definire contorni. E’ come se il sogno in apparenza indefinito possa poi trovare architettura  valida a sostenerlo, l’impegno e la determinazione. “Ho temuto per i miei sogni, scolorando nell’indifferenza, contorni di certezze su tele di culto”, scrive Carlo Nobile nella raccolta di poesie “Pensieri sparsi”. Il suo spirito artistico e profondo non si esprimeva infatti solo con l’arte pittorica e scultorea, ma Carlo era anche poeta.
“L’eredità culturale lasciataci da Carlo Nobile è difficile da sostenere — dice ancora Antonietta Colasanto — ha lasciato alla Capitanata un’impronta, fatta di eleganza, cultura, intelligenza. Per fare della buona politica occorre infatti una buona conoscenza delle specificità del proprio territorio, amore per il proprio paese, fantasia e certamente intelligenza. Sono tutte caratteristiche che Carlo aveva e ha messo al servizio dei suoi concittadini. E infatti visibilissimo nei suoi quadri l’amore che aveva per Vieste, la sua musa ispiratrice preferita. A breve appronteremo una borsa di studio intitolata a lui da assegnare a giovani universitari”.

L’uomo

“Era schivo nel parlare — descrive Antonietta—un uomo discreto che difficilmente si fregiava dei suoi successi politici. Con umiltà e nello stesso tempo con determinazione agiva. Infatti il suo non era un parlare, ma un agire. Forse per questi suoi aspetti umani esprimeva più facilmente la sua personalità più profonda attraverso la pittura, la scultura, la poesia. Non usava molte parole, ma azionava l’intuito, strumento con cui spesso risolveva i problemi. Aveva poi la capacità di trasformare i difetti di un luogo in pregi. Era marito e padre. Nell’ultimo periodo quando aveva lasciato la politica lo vedevo passeggiare con la sua famiglia lungo la spiaggia in riva al mare. Forse avrebbe voluto dedicarsi interamente alla pittura, ma questo è una mia previsione che non può avere purtroppo riscontro”.
Valeria Nanni
L’Attacco


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