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TANTO PER CAMBIARE IL CUD NON CAMBIA

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Le scadenze che valgono per i cittadini… e basta…

 

Non c’è che dire, senza voler seminare disfattismo, il nostro sembra, talvolta, essere il Paese dei ritardi, della trascuratezza e del pressappochismo a 360 gradi.
Nel fissare, al solito, il calendario fiscale, il competente Ministero dell’Economia ha stabilito, fra le altre, le seguenti scadenze: 28 febbraio, termine per la consegna del modello CUD – Certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, ai pensionati e ai lavoratori dipendenti, 30 aprile, termine per la presentazione del modello 730 (dichiarazione dei redditi) al sostituto d’imposta (n.b. a quest’ultimo adempimento, si può provvedere a partire dal 1° aprile).
Ma, qui casca l’asino. Come verificatosi negli anni scorsi, a tutto giovedì 11 marzo 2010, di CUD neppure l’ombra, tale almeno è lo stato dell’arte per chi scrive, che deve ricevere il documento dall’INPS.
Il bello, anzi il brutto, aggiuntivo è che, entrando – previa registrazione – nel sito dell’Istituto previdenziale e provando a stampare la benedetta certificazione, si impatta nel sibillino esito “Cud non stampabile, rivolgersi alla sede di competenza”.
Al che, personalmente, non ho mancato di rivolgermi alla locale sede INPS, ricevendo, ahi me, ancora una risposta che mi fatto letteralmente cadere le braccia:”Lei non può scaricare il Cud dal sito, né farselo stampare venendo qui da noi, sino a quando la Direzione Generale dell’Inps non avrà finito di inviare il Cud a tutti gli assicurati”.
A questo punto, non mi resta che rivolgere un’esortazione:”INPS, svegliati, basta cincischiamenti, fai in modo da rispettare le scadenze per la consegna dei Cud ai tuoi assicurati”.
 
 
Rocco Boccadamo
 


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