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Carpino – Il 17 marzo ricorre il 4° anniversario della morte di Andrea Sacco

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Per l’occasione il Comune di Carpino oggi ha inaugurato con l’apertura al pubblico del Palazzo Baronale a lui intestato: Centro Culturale "Andrea Sacco". Certi “anniversari”, diventano un motivo che toccano le corde non di un qualsiasi strumento musicale, ma quelle molto più complesse della nostra anima.
Per la comunità carpinese la ricorrenza della morte di Andrea Sacco è un punto di ripartenza che ci rinnova e ci rigenera. Il suo riscatto è il nostro riscatto. La sua celebrazione è il nostro modo di aprirci al mondo.

Per tutto ciò e molto altro siamo veramente felici della scelta del Comune di Carpino di dedicare alla memoria di Andrea Sacco il nuovo centro di animazione culturale situato presso il Palazzo Baronale.

Dalle mani trepidanti di Aurora Russi rivive con suggestiva espressività Andrea Sacco "Andrea Sacco – dice Aurora Russi -, padre della tarantella del gargano, forma di canto popolare con ballo; voce etnica e tagliente, ha reso Carpino punto di riferimento della musica folk italiana accordando nuove e vecchie generazioni.
Dall’iniziale lucentezza della sua chitarra battente quando fondò il gruppo dei Cantori di Carpino, alla decadenza fisica di una vecchiaia che non intaccò la sua memoria, è stato e sarà sempre protagonista e richiamo del mondo della musica.
Le sue parole "chi sone e cante non more maje" attestano che l’arte resiste al tempo e con essa storie, racconti e tradizioni possono così sottrarsi alla lunghissima agonia dell’abbandono e della dimenticanza.
Melodie e serenate risuonano a ritmo di una danza antica seguendo sinuose curve, mentre sembra di sentire la voce intonata delle corde che esalarono la prima nota."

L’artista esperta di anatomia artistica, modella corpi a tutto tondo e bassorilievi che raccontano nel paesaggio nostrano il lavoro dei nostri contadini attaccati alla vita, affrontando fatiche, dolori, con quella forza che nasce dal cuore garganico pronto a superare avversità per amore, dei figli, della famiglia.

Gennaro Martella


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