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Foggia/Arriva la salsiccia «light» inventata dall’Università

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La salsiccia senza grassi dell’università di Foggia ha trovato un cliente. Giangiuseppe Gramegna, responsabile commerciale delle Fattorie Chiarappa (gruppo Marte-Anselmi) ha comprato ieri per 16.500 (più Iva) il brevetto depositato il 14 gennaio 2008 dall’ateneo dauno, al termine di un progetto di ricerca coordinato dal centro interdipartimentale Bioagromed e diretto dal professor Alessandro Del Nobile. Ieri con una simbolica cerimonia in rettorato è stata formalizzata la cessione. La salsiccia senza grassi è simile nell’aspetto anche (dicono) nei contenuti a quella comune, ma ha una particolarità: sostituisce il grasso animale con olio extravergine. Dunque dovrebbe costare un po’ di più di quella comunemente in commercio anche se il prezzo non è stato ancora stabilito. Ma questo, dice Gramegna, non è dovrebbe essere un problema. «Ci rivolgeremo alla grande distribuzione organizzata, privilegiando inizialmente i supermercati poi via via gli ipermercati. Queste catene, lo so per esperienza, rivolgono molta attenzione al consumatore moderno che richiede cibi nutrienti, genuini, ma con limitato contenuto di grassi».

Gramegna precisa pure che la salsiccia «made in Foggia» non è un prodotto dietetico, «ma salutistico». «Verrà presentata sul mercato con il marchio “Gusto snello” così come pensiamo a operazioni di co-brand con marchi di produzione di olio extravergine (possibilmente pugliese: ndr) in modo da costituire una forma di partnership sui mercati in cui il prodotto verrà proposto».

La prima uscita sarà comunque a brevissimo: l’università vuole presentare il salume «light» all’Euro&Med food in programma a Foggia dal 25 al 28 marzo, poi al Cibus di Parma. Tra tante produzioni tipiche la salsiccia senza grassi sarà probilmente la novità di punta del salone agroalimentare pugliese. L’università si lancia così ufficialmente nella ricerca che fa mercato: «E’ un primo risultato del nostro impegno sulla ricerca avanzata – spiega il rettore Giuliano Volpe – ci auguriamo che altre firme come quella di stamane (ieri: ndr) seguiranno. L’università ha ceduto a titolo oneroso il brevetto, ma si è riservata il diritto di intascare l’1% di royalties dai proventi della vendita». L’appello del rettore è rivolto soprattutto alle imprese: «Tocca a loro stimolare le competenze e le conoscenze dei nostri ricercatori, abbiamo istituito uno sportello in via Gramsci proprio per favorire il punto di contatto fra l’università e l’imprenditoria locale».

Un’intesa di cui lo stesso Gramegna, foggiano di Lucera, dice di essere orgoglioso: «Ho voluto fermamente che l’università non si limitasse a cedere il brevetto, ma continuasse a partecipare a questa operazione con tutta la sua immagine: il nome dell’ateneo dauno comparirà sulle confezioni che vedremo nei supermercati». Il manager foggiano, reduce da otto anni trascorsi in Arena, ha coltivato un’esperienza nel campo e contatti molto ravvicinati con due tra i maggiori player della grande distribuzione come Metro e Auchan. «Andremo anche nelle salumerie specializzate – sottolinea – la nostra è una scommessa che proveremo a vincere puntando le nostre carte sui modelli di marketing e comunicazione più avanzati».

Massimo Levantaci


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