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Verso le Regionali/ La campagna grandi firme di Aldo Ragni. Fassino: “Votatelo è affidabile”

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L’ex segretario DS e le sfide della nuova classe dirigente.

 

Aldo Ragni è il più giovane candidato del PD alle prossime elezioni regionali, continua a chiamare attorno a se grossi nomi del partito. Questo pomeriggio all’isola pedonale è atteso il sindaco di Bari Michele Emiliano, al suo terzo tour in Capitanata. Nelle scorse settimane, invece, erano scesi per sostenere Ragni l’ultimo segretario nazionale dei DS, l’onorevole Piero Fassino, la vice presidente dell’Assemblea Marina Sereni. Big di rielo per un dirigente provinciale, considerato spendibile per il futuro dei democratici. L’Attacco ha intervistato Piero Fassino sui temi del mezzogiorno e sugli orizzonti possibili della classe dirigente del centrosinistra.

Onorevole Fassino, i candidati che il PD esprime nelle competizioni elettorali regionali sapranno interpretare il territorio come quello spazio in cui ricostruire il rapporto tra politica e società?

In questa campagna elettorale il PD ha dimostrato che la nostra concezione della politica parte dai problemi della gente. Al centro di tutte le nostre iniziative per chiedere il voto agli elettori abbiamo messo la crisi economica, le proposte per rendere più certo il lavoro, per tutelare i redditi, per ridurre la precarietà dei giovani, per non lasciare sole le imprese. Ci siamo sforzati di partire dalla domanda, dai bisogni, dalle esigenze dei cittadini, non accettando il tentatibo di Berlusconi e della destra di impostare la campagna elettorale soltanto sui temi che interessano a lui, che tra l’altro non sono temi che interessano all’elettorato, perché nessuno si appassiona ai processi di Berlusconi. Basta vedere le proposte che noi abbiamo lanciato: l’allungamento della cassa integrazione da un anno ad un anno e mezzo, l’inserimento di un’idennità per i giovani precari che se perdono il lavoro non hanno la cassa, il prelievo fiscale sui redditi fino a 35mila euro lordi, che significa coprire le fasce medio-basse, le proposte per un credito più facile per le piccole e medie imprese in modo tale che abbiano la possibilità di fare i loro investimenti e non siano strozzati in una fase di crisi.

Le vicende che hanno coinvolto Sandro Frisullo e l’ex responsabile organizzativo Mazzarano potrebbero depotenziare i candidati del PD?

Non c’è dubbio che quando ci sono vicende come quelle che riempiono le cronache dei giornali, questo ovviamente suscita interrogativi e anche disagio nell’elettorato. Tuttavia io voglio sottolineare l’assoluta differenza tra noi e il centrodestra. Noi, quando i magistrati aprono un’indagine su un nostro esponente, non attacchiamo i magistrati e i nostri rappresentanti si dimettono da ogni incarico ed evitano in ogni modo di stare sulla scena politica anche come nel caso di Mazzarano, il protagonista protesta la propria innocenza. Vorrei far notare che Fitto è stato oggetto di attenzioni della magistratura, ma non ha mai compiuto alcun passo indietro. Penso a Verdini, uno dei tre coordinatori del Popolo della Libertà, che è ampiamente coinvolto nella inchiesta sulla protezione Civile ed è tranquillamente al suo posto, continua a dichiarare in televisione. La differenza è tra chi, come noi, rispetta la magistratura e i cittadini e chi non rispetta nessuno. Gli elettori possono apprezzare questa differenza.

Crede che il partito debba mettere in atto dei meccanismi di controllo sui propri esponenti?
Il problema non è il controllo del partito. Bisogna essere molto rigorosi e chiedere ad ogni nostro esponente, iscritto, dirigente di attenersi alle regole, alle leggi, ai principi di sana amministrazione e di oculata gestione della cosa pubblica, di rispetto delle regole, di trasparenza degli atti. Non c’è da fare particolari controlli, non è che un partito può disporre di uno polizia privata.

Il sud e la nostra provincia in particolare hanno spesso fallito l’occasione dello sviluppo. Molte imprese hanno investito da noi senza successo. Esistono dei rimedi?

Le imprese vanno dove di creano le convenienze e le condizioni favorevoli. E chiaro che le imprese investono laddove ci sono le infrastrutture rapide per muoversi, dove ci sono servizi terziari a disposizione delle aziende a partire dalle infrastrutture informatiche, dove l’energia costa meno, dove c’è una scuola che licenzia diplomati e laureati di qualità, dove non c’è il rischio che la criminalità inquini o condizioni le attività, dove ci sono servizi sociali a favore dei propri dipendenti come gli asili nidi per le donne che lavorano.

Pensa che SeL possa erodere consenso al Pd? Rappresenta una minaccia?

Minaccia no, perché è un nostro alleato. È evidente che il buon esito della coalizione è affidato al successo di tutti i partiti che la compongono. La personalità di Vendola costituisce un elemento attrattivo, può avvantaggiare Sinistra Ecologia e Libertà. Noi abbiamo candidati forti, credibili, convincenti. Penso ad Aldo Ragni, che è un uomo che ancorché sia giovane ha maturato una forte esperienza come uomo politico, amministratore. Ha radici profonde nella provincia di Foggia, ma può ben rappresentare in Consiglio regionale pugliese. Così come penso ad Angelo Riccardi, candidato sindaco a Manfredonia, che è un altro uomo, che ha radici forti nella sua città, tra la gente e che ha fatto in maniera eccellente prima l’assessore comunale, provinciale: è un altro che merita la fiducia dei cittadini. Sono due esponenti del Pd, l’uno candidato alla Regione, l’altro al Comune, che possono ben chiedere un voto per loro e per il Partito democratico in modo credibile.

Quali sono le loro caratteristiche peculiari, che li rendono dei perfetti candidati di Area Democratica?

Lasciamo stare Area Democratica. Noi chiediamo il voto per il Pd. Aldo Ragni, così come Riccardi a Manfredonia, sano due candidati forti perché hanno radici nella società e fanno politica in modo pulito perché concepiscono la politica al servizio dei cittadini e nel farla mettono al centro della loro azione i bisogni, le domande, le esigenze dei cittadini. Penso che questa sia una garanzia per gli elettori, che possono votare con fiducia.

Qualcuno sostiene che si possa ripresentare il rischio di una alleanza troppo larga come quella dell’Unione. E’ d’accordo con questa tesi?

Questo rischio in parte è evitato dal fatto che esiste il Partito democratico, che unendo Ds e Margherita, ha spinto tutti ad aggregarsi. Dopo il Pd, è nato il Popolo della Libertà, le forze della sinistra radicale si sono unite in Sinistra Ecologia e Libertà. La nascita del Pd ha spinto verso una semplificazione del sistema. Non dimentichiamoci che fino al 2008 in Parlamento avevamo 39 partiti, oggi ce ne sono 6. Questo cambia sia la credibilità del sistema sia la formazione delle alleanze. Noi ci siamo avviati su una strada in cui il bipolarismo non si riduce a due soli partiti, ma nemmeno a quaranta. Le nostre alleanze odierne sono solide.

Il Partito Democratico a Foggia non esibisce numeri competitivi…

Noi puntiamo a crescere, naturalmente. Penso che candida-ture come quella di Aldo Ragni possono attrarre, proprio in ordine all’affidabilità e alla credibilità della persona, molti voti.

Antonella Soccio
L’Attacco


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