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Regione/ Nuova giunta Vendola il “nodo” delle donne

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Solo 4 in Consiglio regionale. Minervini: “il PD sia innovativo”.

 

Innanzitutto le donne è questa la principale preoccupazione di Nichi Vendola per la formazione della sua nuova squadra di governo, visto che l’ultima tornata non ha consentito – al di là dei pronunciamenti bipartisan sul caso – l’ingresso tra i banchi del consiglio regionale di un numero adeguato di donne Sono appena su 4 su 70 o 78 e, di queste, 2 erano già presenti nell’ultima legislatura: una, Elena Gentile, già eletta nel 2005 e l’altra, Loredana Capone, subentrata come esterna al posto di Frisullo. Molto probabile, dunque, che a loro, nella cerchia dei 14 che comporranno il nuovo governo, si aggiungano la foggiana Anna Nuzziello («Puglia per Vendola») o la tarantina Anna Rita Lemma (Pd). Insieme alla «tecnica» uscente Angela Barbanente (che con tutta probabilità sarà confermata) potrebbero portare ad almeno 4 su 14 la proporzione di «genere» cui il governatore riconfermato tiene molto. Per le restanti 10 posizioni, invece, è prevedibile una conferma per il leccese Dario Stefàno (Puglia per Vendola) e per il brindisino Fabiano Amati, il super-suffragato dei Democratici. Ma è attesa una conferma anche del tarantino Michele Pelillo, uscente assessore al Bilancio in quota Pd. L’uscita, invece, di Onofrio Introna per il quale si profila la presidenza del consiglio regionale potrebbe aprire uno spazio, sempre in quota Sinistra Ecologia e Libertà per il capogruppo Arcangelo Sannicandro. Con l’ingresso del leccese Sergio Blasi alla Cultura (il segretario regionale Pd sostiruirebbe Silvia Godelli, intenzionata a mollare per tornare alla Psicologia), gli altri 5 posti in giunta si potrebbero giocare su Bari: la partita è aperta nel Pd tra l’uscente Mario Loizzo e Antonio Decaro ai Trasporti, mentre Michele Losappio (Sel) in caso di mancata conferma potrebbe far posto ad un esterno (il coordinatore del partito Nicola Fratoianni) e si confermerebbe Guglielmo Minervini (Pd) alla Trasparenza così come il «tecnico» Tommaso Fiore alla Sanità. Infine, il posto da assegnare all’Idv: a fronte dei desiderata del partito, che vorrebbero portare Lorenzo Nicastro alla Sanità, potrebbe spuntarla Il super-suffragato Giacomo Olivieri (forse al Turismo, lasciato «vacante» dalla mancata elezione di Magda Terrevoli).
«Se iniziamo la discussione su questo governo dalle persone e non dalla politica – dice Minervini – rischiamo di perseverare nell’errore. Il Vendola bis è stato “condannato” dai pugliesi ad alzare l’asticella del cambiamento nell’azione di governo e dunque a me piacerebbe che il Pd, questa volta, assolva al ruolo di forza trainante dell’innovazione, sfidando Vendola sul migliore governo possibile. Se questa è la linea, la questione delle persone verrà dopo». Quanto alle donne, «il contributo della presenza femminile nel primo governo Vendola è stato considerato unanimemente
determinante e qualificante. Anche in questo mandato – aggiunge Minervini – immagino che
Vendola voglia segnare la sua innovazione con un’altrettanto qualificante presenza di genere. Non in ruoli residuali ma in funzioni cruciali. Ne sono convinto. La Puglia migliore passa anche dalla questione di genere”.


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