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Bari/ 1° aborto con Ru486. La donna: costretta da problemi di salute

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E’ entrata in vigore la legge che introduce nelle strutture sanitarie l’utilizzo della cosiddetta pillola abortiva, la «Ru486». Il primo ospedale nel quale è stata somministrata è il Policlinico di Bari, con una giovane donna già ricoverata che l’ha assunta nel pomeriggio e dove la sperimentazione, che ha interessato ben duecento donne, è già avvenuta fin dal 2006. Dalla prossima settimana la Regione metterà a disposizione la pillola Ru486 in tutte le Asl pugliesi ORE 11:16 – LA DONNA CHE LA USERA’ VOLEVA EVITARE L’ANESTESIA
«Non ha voluto ripetere l’esperienza della sala operatoria e dell’anestesia» la donna di 25 anni alla quale tra poche ore, nel Policlinico di Bari, verrà somministrata la pillola Ru486, interrompendo così con il metodo farmacologico, la gravidanza in corso. Lo rende noto il dott.Nicola Blasi della prima clinica ostetrica del Policlinico di Bari, unico non obiettore di coscienza, che già dal 2006 utilizza questo metodo in via sperimentale, acquistando cioè il prodotto dalla Francia.

«Ora che il farmaco è in commercio in Italia – dice Blasi – abbiamo fatto richiesta ai punti di riferimento previsti e stamani è arrivato il farmaco. Sarà somministrato tra poco: la donna è già ricoverata nella struttura ospedaliera dove rimarrà tre giorni per completare tutto il trattamento. Quasi tutte le donne che si sono sottoposte finora al trattamento Ru486 – dice Blasi – erano quasi tutte già informate, già sapevano cioè dell’esistenza di questa pillola e quando hanno scelto, hanno scelto avendo già informazioni precise oltre quelle che io ho fornito loro».

ORE 12:54 – IL MEDICO: STUPITO DI TANTO CLAMORE
«Sono meravigliato, molto meravigliato dal clamore che sta suscitando la vicenda, anche se comprendo che questa, diciamo, è la prima pillola Ru486 ‘italianà che viene somministrata». Lo afferma il dott.Nicola Blasi, responsabile delle interruzioni di gravidanza nella prima clinica ostetrica del policlinico di Bari dove oggi verrà somministrata l’RU486 a una donna di 25 anni. «Siamo i primi, lo capisco, a somministrare l’Rsu486 in maniera ufficiale perchè – ha ricordato Blasi – prima noi avevamo già in Puglia il discorso della somministrazione importando il prodotto dalla Francia. Per noi è normale l’uso di questa pillola».

«Molti pensano che siamo noi qui, con il fazzoletto bianco a chiamare le donne e a dire loro di abortire: è assurdo. Sono le donne – spiega il dottor Blasi – che ci chiamano, che vengono da noi. Prima decidono in maniera consapevole per l’aborto e poi chiedono informazioni sui metodi, soprattutto, ovviamente, su quelli meno invasivi. Le donne oggi sono informate, vanno su Internet, io sono referente di ostetricia e ginecologia per Medici Italia e ricevo tantissime e-mail sulla Ru486». «Solo aumentando la contraccezione – dice Blasi – possiamo evitare le interruzioni di gravidanza. Questo battage pubblicitario tutto sommato mi fa piacere perchè si mettono al centro dell’attenzione i criteri di prevenzione dell’aborto e quindi si parla della contraccezione».

ORE 13:29 – PRESTO LINEE GUIDA PER LA REGIONE PUGLIA
La Regione Puglia emanerà le linee guida dopo una riunione che l’assessore regionale terrà con medici che si occupano di questi problemi convocata per i primi giorni della settimana prossima. Lo ha reso noto l’assessore alla Sanità della Regione Puglia, Tommaso Fiore. «E’ opportuno che la politica faccia il suo mestiere, lasciando alle donne e ai medici il loro» ha aggiunto l’assessore in merito alle polemiche che sta sollevando la somministrazione della Ru486 nel policlinico di Bari, la prima in Italia da quando la pillola è commercializzata sul territorio italiano. «L’Ru486 – afferma Fiore – è un farmaco che esiste nella farmacopea ufficiale italiana in seguito ad una regolare delibera dell’Agenzia italiana del farmaco il cui percorso durato circa 700 giorni è il triplo di quello abitualmente usato dalla stessa Aifa per l’introduzione di altri farmaci».

«Questa circostanza – sottolinea Fiore – mi fa pensare che tale organismo tecnico ha ben studiato le caratteristiche del farmaco peraltro note da circa 20 anni in tutta Europa, oltre che nel resto del mondo. Non c’è quindi alcun motivo per impedirne l’uso sul territorio nazionale ed in particolare in Puglia». «Mi permetto di ricordare che la legge 194 – aggiunge l’assessore – stabilisce che sia la donna il decisore primo delle pratiche di interruzione di gravidanza avendone ovviamente contezza attraverso una informazione sufficientemente dettagliata. Se una donna italiana decide quindi di interrompere una gravidanza non voluta e segue il percorso stabilito dalla legge ha pieno diritto di poter utilizzare un metodo chimico e non chirurgico per affrontare il suo delicato problema». 

Le Asl pugliesi, nel frattempo, si stanno procurando il farmaco «perchè – spiega Fiore – è un atto dovuto anche questo: bisogna evitare che una persona chieda di fruire di questo metodo e poi non possa per l’indisponibilità del farmaco». «In ogni caso – conclude Fiore – non prevedo assolutamente un flusso ingovernabile di richieste di Ru486».

ORE 15:12 – FUORI DAL POLICLINICO LA PROTESTA DI ANTIABORTISTI
Una decina di persone ha protestato davanti alla prima clinica ostetrica del policlinico di Bari dove oggi è stato somministrato, in regime di ricovero ordinario, il primo trattamento con la pillola Rsu486. Si tratta di appartenenti alla Comunità papa Giovanni XXIII di Bari. I manifestanti, che esibivano il cartello ‘Ru486 il veleno che uccide i bambini’, hanno gridato parole contro l’aborto, sostando davanti all’edificio. Dopo pochi minuti si sono allontanati.

La prima pillola abortiva è stata somministrata ad una donna di 25 anni. Il trattamento è stato avviato in regime di ricovero ordinario nella prima clinica di ostetricia del policlinico di Bari.

ORE 18.24 – PAZIENTE BARI INFASTIDITA MA PROTETTA PRIVACY
Ha confidato ai medici di essere “molto infastidita” dal clamore che c’è intorno a lei ma è stata comunque "protetta" da medici e personale della prima clinica ostetrica del Policlinico di Bari. La donna di 25 anni sottoposta oggi al trattamento con la pillola "italiana" Ru486 per interrompere la gravidanza, è stata tutelata da un "muro" creato dai medici e dagli infermieri che ha impedito ai numerosi giornalisti di violare la sua privacy.

Il reparto, sin dalle prime ore della mattina, è stato infatti letteralmente "invaso" da giornalisti, fotografi e operatori. Il medico, Nicola Blasi, l’unico della struttura ospedaliera che non è obiettore di coscienza, che intorno alle 13.30 ha somministrato la prima dose del trattamento, si è detto "meravigliato" del clamore della vicenda visto che da tre anni nel policlinico di Bari viene utilizzata la pillola Ru486. Solo che finora questa veniva acquistata in Francia.

Fino allo scorso mese di dicembre sono state 200 le donne che hanno scelto il metodo farmacologico per l’interruzione di gravidanza. Ai giornalisti non è stato consentito, nel modo più assoluto, di raggiungere la stanza dove è stata ricoverata la giovane donna che rimarrà nella struttura per tre giorni. Secondo quanto si è saputo, la scelta che lei ha fatto di ricorrere all’aborto farmacologico è stata originata dalla volontà di non ripetere le esperienze dell’anestesia e della sala operatoria, da lei già vissute in passato per interventi di altra natura.

Nessun commento è stato fatto da Blasi quando un gruppo di persone appartenenti alla comunità Papa Giovanni 23mo ha sostato davanti all’ingresso della prima clinica ostetrica per protestare con un cartello contro l’aborto e la Ru486. I manifestanti hanno anche esposto un crocifisso mentre alcuni di loro stringevano tra le mani un rosario. La protesta – messa in atto da una decina di persone – è durata solo pochi minuti. I manifestanti si sono poi allontanati in silenzio.

ORE 20.05 – PAZIENTE BARI: TANTO CLAMORE, SCELTA DIFFICILE
"Non immaginavo di trovare tuttoquesto. Se l’avessi saputo in anticipo, non sarei venuta qui”. Lo ha dichiarato in un’intervista esclusiva all’emittente privata Telenorba la giovane donna che oggi al Policlinico di Bari ha iniziato il trattamento farmacologico per l’interruzione volontaria della gravidanza con la pillola Ru486, riferendosi al clamore mediatico provocato dalla sua scelta. L’intervista integrale alla donna, che ha oltre 30 anni ed è della provincia di Bari, andrà in onda questa sera alle 21.05 a ‘Il Graffio", programma di approfondimento dell’emittente.

“Decidere di interrompere una gravidanza in un momento in cui le gravidanze non arrivano così facilmente – ha spiegato la donna – è una scelta difficile, combattuta”. Si è trattato però di una scelta obbligata. “Ho subito poco tempo fa un intervento chirurgico all’utero – ha spiegato la donna – che dunque non poteva sopportare una gravidanza”.

ORE 20.32 – PAZIENTE BARI HA LASCIATO POLICLINICO
La donna che si è sottoposta al primo trattamento abortivo con la pillola Ru486 ha firmato le dimissioni ed ha lasciato il Policlinico di Bari. Lo ha riferito all’ANSA il dott.Nicola Blasi, della prima clinica ostetrica del Policlinico. “Dopo la somministrazione dell’Ru – ha spiegato il medico – è libera di farlo, mette una firma e va via. Noi non la possiamo trattenere; deve però ritornare dopo 48 ore per la somministrazione del medicinale per completare il ciclo terapeutico. Altrimenti rimane incompleto l’iter dell’aborto medico”.


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