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Dopo Elezioni/ PDL commissario in arrivo? Via la rimpasto nei territori

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Ipotesi Quagliariello per “disarcionare” Fitto. Più peso ai consiglieri regionali.

 

Scongiurare l’ipotesi «commissariamento», con un Pd pugliese nelle mani di un uomo di fiducia del Cavaliere (il più «papabile» è il vicecapogruppo al Senato Gaetano Quagliariello) che riorganizzi il partito per traghettarlo verso le politiche del 2013. E questa la nuova sfida dei fittiani» del centrodestra pugliese dopo le fibrillazioni (durate qualche giorno) per le dimissioni del ministro Raffaele Fitto, respinte dai premier.
La strada per risalire la china dopo la sconfitta di Rocco Palese contro Vendola è in realtà già intrapresa. Oggi, infatti, il candidato governatore del Pdl riunirà i 26 consiglieri regionali eletti nei banchi dell’opposizione per discutere dei nuovi assetti in consiglio (solo 3 gruppi e un’unica opzione politica, quella del Pd) e delle nuove sfide che attendono i rappresentanti dell’assise regionale. A loro, infatti, verrebbe affidato il compito di prendere le redini della politica nei territori, assumendo peso nei coordinamenti provinciali ed evitando così quella prospettiva «commissariale» che pure potrebbe tentare il Cavaliere, indispettito per non aver potuto chiudere il cerchio delle Regionali 7 a 6 per il Pd proprio a causa della sconfitta in Puglia.
I bene informati dicono che, in realtà, i rapporti tra il premier e il ministro Fitto sono rimasti inalterati dopo la scoppola delle urne. E il gesto del plenipotenziario del Pdl pugliese di dimettersi, assumendosi la responsabilità della sconfitta dopo che aveva puntato i piedi perla candidatura di Palese in barba sia a possibili esterni» sia alla possibile intesa con l’Udc, sarebbe stato molto apprezzato dal Cavaliere. Altra cosa, però, è la necessità di riorganizzare la «macchina» del partito dopo le sconfitte in sequenza alle amministrative e alle Regionali da ormai cinque anni, soprattutto per non arrivare impreparati alla sfida di Bari e recuperare gli oltre 11 punti persi nella provincia con l’ultima tornata elettorale.
Di qui i «rumors» che vorrebbero Quagliariello nelle vesti di deus ex machina, al posto di Fitto, nella riorganizzazione del partito. Rumors ai quali si contrappongono le voci di un rimpasto nei coordinamenti provinciali, a cominciare da Bari, onde disarcionare i parlamentari che sinora ne hanno retto le fila per «responsabilizzare» gli uomini del territorio ad assumerne la guida. Evitando, così, la consegna delle redini nelle mani dell’homo novus» scelto dal presidente del Consiglio e mantenendole nelle mani del ministro pugliese.
Frizioni a livello locale e divisioni sulle scelte nei territori tra il leader del partito regionale e i deputati e senatori, negli ultimi due anno, avrebbero indebolito il centrodestra nella sua ormai ex roccaforte, la Puglia. E lo stesso sondaggio Swg circolato nei giorni scorsi che ha analizzato i flussi di voto, confermerebbe l’indebolimento. Il centrodestra dalle politiche del 2008 alle regionali di quest’anno è passato dal 50,5% al 44,2%, con un tracollo del Pdl (dal 45,6% al 31,1%). Almeno 36mila voti sono stati persi a favore del centrosinistra, altri 22mla – secondo Swg – a favore di altri partiti. E dei 982mila voti presi alle europee del 2009 ne sono stati confermati con le regionali 66lmila. Quanto basta, nonostante il risultato pugliese sia stato nella media nazionale, per intervenire con un ricambio dei «colonnelli». 


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