The news is by your side.

Riceviamo e pubblichiamo/ LETTERA APERTA DI UN SANGIOVANNESE

56

Noi sangiovannesi che NON CI RICONOSCIAMO nelle polemiche contro la traslazione del corpo di San Pio da Pietrelcina nella nuova e aggiungo più confacente cripta. Troppe false generalizzazioni, troppe false notizie o non notizie.
SANGIOVANNESI e NON SOLO, direi devoti tutti di Padre Pio, non lasciamo più che gli altri parlino per noi!! Dicono che non siamo d’accordo, che stiamo preparando una sommossa, ma da noi quasi neanche se ne parla, i più sono tranquilli, le preoccupazioni sono ben altre!!
L’esigenza di scrivere qualcosa e diffonderla è nata dall’indignazione suscitata in me da diverse cose lette in rete, in base alle quali noi sangiovannesi e devoti di San Pio, avremmo fatto e detto e/o staremo per fare, tutte supposizioni legate ad un presunto comune sentimento di disaccordo con la traslazione del corpo di San Pio da Pietrelcina (digitate sui motori di ricerca “traslazione di San Pio”e navigate).
MA NON È COSÌ!! E non voglio fare la parte di chi vive il tutto con indifferenza, anche perché certe incongruenze potrebbero essere causate proprio della mia noncuranza.
Siamo alle solite pagliacciate, le stesse che hanno accompagnato l’ostensione del corpo. Il demonio che si diverte a creare confusione!!

Non avendo altro mezzo se non la rete e facebook per farmi sentire, vi chiedo di aiutarmi a diffondere questo messaggio e non solo in rete, se volete fatelo vostro, credo sia importante e forse ne vale anche la nostra credibilità di credenti. Facciamoci sentire, non lasciamo parlare gli altri di noi e della nostra comune fede in Gesù, soprattutto non lasciamolo fare in modo impreciso, cerchiamo quindi di aiutare la diffusione delle buone notizie e non delle cattive, sarebbe una bella testimonianza.

Basta, sono stanco, e non potendo mettere i bavagli a nessuno (ognuno è libero di esprimersi), vorrei che almeno si sappia che c’è gente molto più attenta e rispettosa del nome e del messaggio di Padre Pio, di San Giovanni Rotondo e della missione dell’accoglienza affidata a questa città dal cielo, e in ultimo, ma non meno importante, rispettosa dei frati cappuccini, che stanno portando avanti un grande lavoro per rendere i luoghi di Padre Pio più ACCOGLIENTI e ATTENTI, soprattutto da un punto di vista dottrinale, alla diffusione di una seria devozione al santo.

Che non si dica che i frati sono soli in questo evento!
Da sangiovannese fa male avere la sensazione che i frati abbiano dovuto inviare una lettera aperta al popolo sangiovannese per scongiurare sommosse e polemiche. Non voglio averla questa sensazione mi crea disagio, specialmente se so bene che nelle reali intenzioni dei frati, in quella lettera c’è semplicemente una cosa bella e graditissima e cioè, il desiderio di comunione piena con il popolo di San Giovanni Rotondo, per vivere insieme e in armonia questo evento e li ringrazio per questo.
Ecco, che così come loro hanno inviato una lettera aperta al popolo sangiovannese, anche io ne invio una, che spero vogliate tutti fare vostra, anche ma non solo, per dire:
“CARI FRATI SIAMO CON VOI E C’È COMUNIONE”.

Credo che le polemiche nascano anche dall’idea sbagliata che la traslazione possa dipendere dal solo parere dei frati, ma non è così, le decisioni sono molto più in alto, e tengono in considerazione fattori molto più seri di certe polemiche.
La traslazione del corpo di un santo non toglie nulla a niente e a nessuno, non cambia niente alla nostra fede e non sarà di certo un luogo che farà la differenza, anzi. Io so soltanto che da secoli è consuetudine da parte del popolo santo di Dio, compiere quest’atto, riservare onori particolari e luoghi che in qualche modo possano descrivere e testimoniare al meglio la gloria della grandezza di Cristo che si manifesta nella santità degli uomini. Cosa c’è di male in questo?

Noi devoti ci apprestiamo a vivere la traslazione del corpo di San Pio, come segno della presenza del Risorto tra gli uomini, quella presenza che si rivela nella BELLEZZA del mistero di Cristo, di cui l’uomo ha sempre cercato di farsi interprete. Certamente la bellezza della santità è l’opera più bella che si possa ammirare, e Padre Pio è una delle opere di Dio, e il valore di questa cosa è incomparabile. Ma questa constatazione inopinabil, non deve indurci in errore facendoci vivere un cristianesimo per cui tutto ciò che è Chiesa, Vangelo, Gesù Cristo, deve essere ridotto ad eticismo e/o precettismo, e se non pensi solo alle pratiche sociali, ai poveri, al lavoro, non hai corrisposto a pieno agli insegnamenti evangelici. Il bello di Cristo sta proprio nella sua forza totalizzante che sa abbracciare l’uomo in tutte le sue dimensioni, rendendo più autentica e vera ogni sua espressione.
E la bellezza, nelle sue diverse manifestazioni si esprime anche nel, pur sempre, povero linguaggio dell’uomo, che a suo modo, nel corso dei secoli ha sempre mostrato di saper cogliere i riflessi della gloria di Dio, sforzandosi di comunicarli nel modo più efficace, e di farlo soprattutto attraverso le sue mani: l’arte in generale è un espressione di questa tendenza, e nel contempo, della bellezza che c’è dentro e fuori dell’uomo, quella bellezza di cui Dio ha permeato tutta la creazione.
La necessità di una nuova cripta è dettata innanzitutto da esigenze di tipo logistico, chi non lo vuole riconoscere pecca di mancanza di obiettività. I pellegrini sono milioni e se continueranno ad essere così tanti non sarà di certo per l’ingegno umano nell’attirarli, ma per volontà divina, e finché ci saranno meritano di essere accolti nel miglior modo possibile. Le fattezze della nuova cripta, immagino vogliano rispondere anche a delle esigenze di tipo spirituale e lo dico in base a quel che vedo ora. Non avrebbero senso quei mosaici, il significato che trasmettono, la tecnica con la quale sono stati concepiti e realizzati, tecniche che rispettano innanzitutto gli schemi dell’iconografia classico-bizantina, che ad esempio, vuole l’oro come colore di sfondo per ogni immagine sacra.
La nuova cripta impreziosita dei mosaici del gesuita padre Rupnik, acquista un superlativo attributo di comunicatività destinato a restare nel tempo, che va ben al di là di insulse critiche che al contrario domani nessuno ricorderà. Se ammirati con gli occhi della fede, quei mosaici parlano all’uomo, non è lo sfarzo o la faraonica grandeur di cui con tanta superficialità si dice! Quanta miseria nelle valutazioni di chi ignora e si rifiuta di capire! Le polemiche distruggono, la cripta e i suoi mosaici invece, ci sono, restano e sono visibili per comunicare al cuore dell’uomo con il linguaggio della fede. Quindi, anche a chi invoca più fede più religiosità piuttosto che “opere faraoniche che poco si addicono al messaggio francescano”, deve convenire nel credere che si persegue tutti uno stesso obiettivo, non c’è contraddizione.
Ci si preoccupa così tanto di quel che fanno a Padre Pio, si teorizza, si scrive, qualcuno addirittura gli attribuisce volontà, ma io mi chiedo: secondo certi benpensanti cosa dovrebbero riservare gli uomini al santo, al dono di Dio, Padre Pio?
La risposta dovrebbe essere a mio parere: “di corrispondere con la propria vita a cotanto esempio di santità”, e questo sarebbe auspicabile per tutti!!!
Pertanto a quanti pensano che Padre Pio non avrebbe gradito, io rispondo che nell’economia dei santi probabilmente contano poco certi aspetti, una cripta tutta d’oro non sono che le briciole, rispetto all’importanza di corrispondere nella radicalità del Vangelo agli insegnamenti del santo.
Eppure qualcuno spreca del tempo a teorizzare su cosa sia giusto e cosa non lo sia, con la pretesa di dire la verità, o di battersi in difesa di una precettistica morale, propinata all’opinione dei più, come esclusivo appannaggio della chiesa, ottenendo il negativo effetto di mostrare al mondo una chiesa estremamente tradizionalista, che vuole difendersi dal moderno, una chiesa non rispondente a ciò che è veramente.
Poi c’è pure chi con altrettanta facilità, lancia accuse alla chiesa, senza sapere bene chi è la chiesa, e spesso siamo proprio noi cristiani che ci comportiamo così, e allora a sbagliare è il Papa, noi no, sbagliano sempre e solo i preti, i frati, noi no, etc. E i nostri errori? A quelli chi ci pensa? O non li vediamo? O anche per quelli la colpa è “della Chiesa”, oggi va tanto di moda fare questo tipo di estensioni.
No, non voglio fare il teorico! Cosa voglio dire allora? Si invoca la povertà evangelica, si invoca lo spirito francescano e l’elenco di certe invocazioni sarebbe lungo, ma si invocano sempre come appannaggio di altri e mai di se, nel nostro caso “altri” lo configuriamo con la Chiesa, sembra quasi la parolina magica che ti salva la faccia.
MA LA CHIESA SIAMO NOI!!!!
Voglio semplicemente dire che dovremmo preoccuparci di altro e che c’è già chi lo fa.
Non sarebbe meglio se tutti fossimo più consapevoli del cammino di perfezione che col battesimo siamo chiamati a fare? Smettiamola di fare gli ipocriti e di preoccuparci delle cose sbagliate, di questioni che non esistono, piuttosto cerchiamo di imparare a cogliere il bello il positivo il buono che ci circonda e alimentiamo la nostra fede di questo.
La questione traslazione non esiste, se non come fatto storico, che il popolo di Dio, fatto di uomini che sanno bene quali sono i propri limiti, ha già compreso molto meglio di qualsiasi studioso o scienziato improvvisatosi tale. San Pio è un grande santo che Dio ha donato al mondo intero, e merita molto più. Una cripta tutta d’oro, è il minimo che l’uomo in segno di ringraziamento possa riservare, è un modo attraverso il quale la creatura vuole cantare ed esaltare la bellezza del suo creatore. Nessun vitello d’oro.
Il resto, la cosa più importante, tocca a ciascuno di noi realizzarlo, e cioè che anche noi dobbiamo farci santi!!
Le polemiche non servono a nessuno. Danneggiano e basta, soprattutto quando sono montate male, senza né capo né coda.
Chi non crede può dire la sua, ma lasci fare a chi crede di fare come crede, e a chi crede e non è d’accordo (e in questa categoria ci sono le persone alle quali tengo di più a comunicare con la presente) dico di preoccuparsi delle cose vere e più importanti della fede, e di preoccuparsi partendo da se, da un’attenta e preliminare autoanalisi seguita da una coerente testimonianza di vita vissuta, solo così possiamo discutere e confrontarci seriamente.
Dopotutto è così che anche Padre Pio è entrato in comunicazione vera con gli uomini, con la testimonianza vera della sua vita. Come lui, preoccupiamoci e chiediamo di entrare di più nel mistero della Passione Morte e Risurrezione di Nostro Signore, solo così comprenderemo la bellezza di DIO, la bellezza di Padre Pio, la bellezza dell’essere cristiani.

Pace e bene
Michele Turco
Un terziario francescano


error: Il contenuto di questo sito è protetto dal Copyright