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Vieste/ La richiesta dell’associazione Antiracket

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“Un reparto operativo di polizia del Gargano nord"

 

Colpire la criminalità mafiosa. Le stime fornite dal sottosegretario Mantovano, ieri a Vieste, hanno un peso incisivo per trafiggere quanti si servono di intimidazione ambientale. E la presenza di una comunità salda, che spinge a moltiplicare le azioni di tutela, ciò che caratterizza una società evoluta e piena di speranza. Capace di pensare il cambiamento.

Come ha spiegato il presidente dell’associazione Antiracket Vieste Giuseppe Mascia, l’acquisizione più radicale del diritto di cittadinanza è il presupposto della vita associata. “Chiediamo uno strumento di legalità che può essere quello di un nuovo reparto operativo di polizia, totalmente assente nel Gargano Nord”. L’associazione, che ha appena  4 mesi di vita, conta oggi 28 soci. Quasi tutti imprenditori turistici e commercianti, iscritti alla Confcommercio. L’obiettivo che ha spinto Mascia e gli altri ad unirsi è la voglia, l’esigenza di far capire alla cittadinanza che occorre impegnarsi. “Abbiamo avuto già diverse denunce, per le quali stiamo costituendoci parte civile”. Se si valutano gli arresti fatti, dice Mascia, si può ben capire il senso e il valore dell’associazione sul territorio. “Ci sono parecchie persone che stanno chiedendo adesione, tanti hanno il coraggio di denunciare, ma noi diamo aiuto anche a chi non vuole aderire, dobbiamo vincere le ritrosie”. Non ammetteva certe situazione che si stavano creando, Michele Mascia. Perché il duro lavoro di chi opera in una città come Vieste non può svanire, sottolinea, per opera di persone inaffidabili. Vieste, dunque, è il primo Comune che si fa testimone di legalità nella provincia di Foggia. L’Associazione Provinciale Antiracket Antimafia, invece, è nata nel 1995 a Terlizzi per iniziativa di un gruppo di imprenditori e liberi professionisti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, per opporsi al rackete resistere alla criminalità organizzata. Tra le sue finalità principali, quella di promuovere l’elaborazione di strategie di difesa e di contrasto al racket delle estorsioni, all’usura e a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà d’impresa. Tutto ciò favorendo sia il diffondersi di nuove iniziative antiracket ed antiusura, sia attraverso la predisposizione di adeguate proposte legislative; e garantire assistenza legale e solidarietà agli imprenditori vittime del fenomeno mafioso ed in particolare a chi è colpito da attività estorsive ed usurarie. Tale attività si esplica con la costituzione di parte civile nei procedimenti penali.
 


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