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Frana e vulcano Puglia danni come  «due 11 settembre»

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Prima la frana, ora il vulcano. Se per l’Europa l’impatto economico dello stop ai voli sui cieli d’Europa per la nube di cenere generata dal vulcano islandese "è superiore a quello dell’11 settembre del 2001 (dopo l’attentato alle Torri Gemelle quando lo spazio aereo fu chiuso per tre giorni"), per la Puglia isolata da oltre un mese (anche dal traffico ferroviario) i danni sono equivalenti a «due 11 settembre». A dirlo gli operatori turistici e in gli albergatori. Che parlano già di alcune migliaia di disdette. «Un numero più preciso – spiega Pierangelo Argentieri, presidente del consorzio Welcome in Puglia e componente di Federalberghi – potremo averlo solo nelle prossime ore, quando avremo i dati ufficiali di tutte le strutture sul territorio che in queste ora stanno ricevendo una pioggia di revoche di prenotazioni».

«Nelle prossime ore – continua il presidente del consorzio turistico – chiederemo come operatori un incontro con il presidente della Regione Vendola al quale forniremo tutti i dati proveniente in particolare da quelle strutture di eccellenza quelle delle masserie che investono su un turismo di qualità proveniente dal mercato del Nord Europa. Chiederemo a Vendola affichè si faccia portavoce con il governo centrale nel prossimo incontro Stato-Regioni.

«La Puglia in particolare – conclude Argentieri – oltre ad essere penalizzata da oltre un mese per quanto riguarda il trasporto ferroviario sulla tratta per Roma a causa della la frana, oggi si trova a dover subire un altro isolamento, questa volta causato dalla nube».

«Per questo – dice il rappresentante del consorzio – chiediamo che Vendola ci riceva nelle prossime ore per studiare una soluzione che per la Puglia avrà effetti ancora più drammatici rispetto al resto dell’Europa».


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