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Nasce il movimento “Gargano Libero” il 28 aprile la presentazione a Vico del Gargano

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Nasce il movimento di Nicola Vascello e Raffaele Vigilante: “Questo Gargano ha bisogno di darsi un’agenda”

 

Il 28 aprile nella Sala consiliare di Vico del Gargano ci sarà la prima uscita pubblica del movimento Gargano Libero. L’Attacco ne ha parlato con i due propulsori, Nicola Vascello e Raffaele Vigilante.

Da dove parte quest’operazione? Quali sono le suggestioni di Gargano Libero? Chi ci sarà il 28?

Vigilante:
Abbiamo invitato politici di destra e di sinistra, le associazioni, e tramite il gruppo, sono partiti gli inviti. E una pagina aperta, ogni amicizia fa girare l’invito ad altri. Abbiamo saputo che anche altri sulla nostra scia si stanno muovendo per costituire gruppi garganici,la differenza tra noi e loro è che Gargano Libero è un progetto che valica la colorazione politica, siamo pronti a difendere i diritti dei cittadini in un territorio deluso dalla politica, che ha sete di politica.
Vascello: C’è una crisi di rappresentanza uno scollamento tra la politica e la cittadinanza. L’idea di Gargano Libero nasce da una considerazione della debolezza strutturale del Gargano e dalla voglia di liberare i garganici dalla loro litigiosità. Non ci sono leader, vogliamo porre sul tavolo i problemi che non sono mai stati risolti. Problemi non più rinviabili. Non chiederemo voti o poltrone, ma incalzeremo i politici sulle questioni necessarie per sviluppare dei progetti.Tutti i consiglieri provinciali e regionali eletti sono invitati. Gargano Libero è un progetto che punta prevalentemente sul turismo, ma anche a temi quali la mobilità, la tetela ambientale,la lotta al racket.

C’è. un giudizio complessivamente negativo sulla politica? Salvate l’operato di alcuni Sindaci e amministratori?

La politica oggi è autoreferenziale, ripiegata su se stessa. Sul turismo, ad esempio abbiamo perso la grande utenza dal Nord Europa, oggi si parla di clientela di prossimità, per cui il modo di fare vacanza si è modificato. Credo che sia arrivato il momento che il Parco approvi il suo piano: vogliamo incalzare i politici sulla gestione dei rifiuti. La politica deve avere la capacità di affrontare questi problemi. Ancora l’off shore, 100 pale eoliche a ridosso di un parco sono un progetto scellerato. Gargano Libero nasce dalla rabbia di vedere cose così palesemente strampalate e assistere ad una politica così palesemente silenziosa.

Qual’è il vostro giudizio su Area Vasta?

Per non scontentare nessuno e stato accolto di tutto. Area Vasta prevedeva un finanziamento di 200milioni di euro, invece hanno raccolto progetti, parlo di Capitanata 2O2O perché di quel che è accaduto nei Monti Dauni non è dato sapere, per 3miliardi di euro, mettendo la Regione di fronte alla lista dei sogni. La Cabina di Regia ha quindi assegnato dei finanziamenti secondo le varie esigenze territoriali dando vita a tutta una serie di progetti, per carità utili, ma dal carattere per nulla strategico. Pensare che l’allungamento della pista del Gino Usa è agli ultimi posti nella classifica dei progetti significa svolgere il ruolo di Tafazzi…. Che la politica locale non parli dell’aeroporto a Bari è grave: il Gino Lisa non deve interessare soltanto per i voli civili, ma per quelli charter turistici. Qualche anno fa la pista di Grottaglie (l30milioni di euro) è stata costruita solo per supportare l’investimento di Alenia, che dà occupazione a 400 dipendenti. La Regione farebbe altrettanto bene a realizzare l’allungamento o la pista ortogonale dell’aeroporto di Foggia a sostegno di un’industria, quella alberghiera del Gargano, che ha 96mila posti letto e dà occupazione a 7mila addetti nella ristorazione e nella ricettività. Questi obiettivi costituiscono una prima agenda, ma andrebbero raccolti studi e rapporti più sinergici con alcune cattedre.

Avete già qualcuno all’Università con cui dialogare?

Vigilante:
Sì, ma questo non lo può fare soltanto Gargano Libero. La nostra azione serve per porre l’accento e per dire alla politica: oggi manca un progetto per questa terra. Noi speriamo attraverso la sensibilizzazione che siano gli enti territoriali, la Regione, la Provincia, i Comuni, il sistema turistico locale a realizzare queste idee. Ad oggi da cittadini vediamo uno scollamento.

Il Gargano ha pure il suo bel drappello di consiglieri provinciali e regionali. Quando è stato amministratore Vascello, lei ragionava con Rocco Ruo, Carmine D’Anelli? C’è stata una prima interlocuzione su questi temi?

Ho fatto l’assessore provinciale per un anno e mezzo. Credo che abbiamo costruito una consapevolezza di alcune potenzialità garganiche di un comparto turistico che non aveva e continua a non avere la giusta attenzione. Queste potenzialità le abbiamo trasferite a livello regionale. Il dato del 40% delle presenze turistiche pugliesi sul Gargano credo che non lo conoscesse nessuno. Il fatto che la provincia che destagionalizza di più sia la provincia di Foggia, anche rispetto al Salento, è un dato ignorato dai più. Il 20% del Pil in Italia è generato dal sistema turistico, nella provincia di Foggia questo numero è maggiore. Ecco, non dare attenzione ad un comparto economico che ha una valenza del genere è un delitto. Fortunatamente si tratta di un settore che non è ancora in crisi, per questo è necessario che la politica intervenga adesso.

Che giudizio ha,Vascello, degli operatori turistici del Gargano?

Ci era sembrato interessante il tentativo di Notarangelo de La Gattarella di entrare nel circuito del brand Cinemarca per ospitare produzioni televisive e cinematografiche. Però, forse, la rivoluzione epocale della prima leva di operatori turistici non è stata ancora metabolizzata.

Non c’è anche una mancanza di memoria?

C’è una buona parte di imprenditori con cui puoi interloquire ed è pronta alle prossime sfide. Un’altra parte tenta ancora di vendere il posto letto, di promuovere la propria struttura senza la promozione del territorio.

Ci sono le condizioni per replicare l’operazione avviata a metà anni novanta da Mimì Spina Diana? Lui azzerò la vecchia partitocrazia, il vecchio nobilitato. Il senso di quell’operazione fu netto: noi operatori turistici andiamo a governare direttamente la cosa pubblica, senza mediazioni e particolarismi politici. L’imprenditoria ragionava come una classe generale.

Quello che è stato fatto a Vieste nei primi anni Novanta ricalcava il sentire di quel tempo. Il paese,
la fine della Prima Repubblica, la. nascita di una politica senza partiti, meno giochi di palazzo e una democrazia più diretta. Mi sembra che dopo 15 anni il Paese si ritrovi in mutande: il divario tra politica e cittadini è diventato maggiore. Io credo che oggi ci voglia una politica che ritorni a fare gli interessi dei cittadini per ricostruire questo strappo. Il turismo sul Gargano è nato da un grande intervento dello Stato: Pugnochiuso, a dimostrazione che la politica lì è stata lungimirante e ha tracciato la strada che è stata seguita dagli imprenditori privati. La politica questo deve riprendere a fare. Deve avere e dettare una visione a medio lungo termine con delle traiettorie praticabili per il mondo imprenditoriale.

Vigilante:
Il turista va impegnato, seguito tutta la settimana, con escursioni nei parchi natura o altro. C’è un’offerta che va riqualificata.

Vascello:
l’impresa turistica inconsapevolmente ha fatto una scelta. Ha puntato su un target familiare, i giovani vanno in Salento. Non c’è una struttura, se togliamo quelle di Gino Notarangelo e Nicola Rosiello, che offre servizi per i bambini, i ragazzi, quando invece la vera maniera per fidelizzare la clientela è colpire i ragazzi. Notarangelo è entrato nella rete dei villaggi Kinder, Rosiello ha creato gli asili nido.

I grandi gruppi del Gargano si sono attrezzati: i Saccia, i Damato, i Rosiello, Turi, Martucci, Notarangelo.

Vigilante:
senza l’aeroporto e la superstrada del Gargano però si può fare poco.

Perché lei insiste sempre sulla superstrada del Gargano? L’ex presidente del Parco, Matteo Fusilli, fece una dichiarazione forte. Attenzione, chi viene qui, disse, pensa ad un turismo diverso, slow.

Vigilante:
stiamo parlando dell’ultimazione della fuoristrada, congiungere Vico a Vieste. Cosa deturpa, che pregiudizi provoca? Non c’è stato nessuno, al di là di Carmine D’Anelli in Consiglio provinciale, che ha spinto su questo punto.

Le politiche di marketing sono abbastanza scadenti. Se uno dei fratelli Martucci fa scrivere al NYT su Chiusa delle More vuol dire che molto è affidato al volontarismo dei singoli. Che ne pensate?

Vascello:
Noi abbiamo fatto una operazione di promozione con l’Orienteering, che ci ha permesso di intercettare dei flussi provenienti da Paesi ricchi, ai quali si può offrire il mare anche in periodi di destagionalizzazione(si sono fatti il bagno ad ottobre, di notte). Noi abbiamo investito 20mila euro, che si sono triplicati.

Antonella Soccio
L’Attacco


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