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Vico/ Il sindaco Damiani annuncia l’adozione del Pug entro un anno e mezzo

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Il mattone non è e non può essere il fine dello sviluppo ma la conseguenza dello sviluppo. Questa è la mia missione". Così Luigi damiani, sindaco di Vico, ha concluso l’incontro di metà mandato con i suoi concittadini. "Incontrare i cittadini e fornire loro informazioni- esordisce damiani – è il rispetto di un impegno che ci siamo assunti e che vogliamo mantenere. La mia amministrazione è nata sulla base di alcune priorità per fermare il degrado, lento e costante e invertire la rotta di questa comunità. Territorio, agricoltura, urbanistica, centro storico, sanità ma soprattutto un cambio di mentalità e di filosofia del fare l’amministratore che non bada al consenso ma si assume la responsabilità di indicare ed orientare lo sviluppo ordinato di una comunità. Mi assumo la responsabilità di aver avviato processi amministrativi, certamente lunghi, complessi, poco visibili o percettibili, ma concreti. I ritardi e la delicatezza del territorio richiedevano una urgente pianificazione urbanistica: siamo a buon punto ed entro un anno e mezzo adotteremo il PUG. Centro Storico: abbiamo ridato vita, dopo anni di totale abbandono, trasformandolo in luogo di eventi culturali con la bella intuizione di coniugare agricoltura e turismo con il Gargano Village; sul piano degli interventi manutentivi oggi vi sono indicazioni severe, controlli puntuali ed un manuale di interventi; inoltre siamo stati selezionali dalla regione Puglia per entare nel progetto Hospitis come centro storico pilota". Uno dei più grandi successi dell’amministrazione comunale Damiani è il Piano Sanitario attuativo Locale che "riconosce e accoglie in pieno – spiega il sindaco – tutte le carenze infrastrutturali del nostro territorio e l’urgenza di dotare di Ospedale del territorio con annesso poliambulatorio questa parte del Gargano; solo la pausa delle elezioni regionali ha fermato provvisoriamente l’iter che riprenderà immediatamente. Per quel che concerne il turismo, non può continuare a vivacchiare con le seconde case. Bisogna passare attraverso una riqualificazione che migliori la ricettività. Serve un’economia diversificata e non miope, come dice l’economista Stefano Zamagni: "nessuna economia si è mai sviluppata con il solo mattone".


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