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Valutazione ambientale e sviluppo sostenibile: no al petrolio

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Il presidente della Provincia di Foggia, Pepe, ha affermato in un recente comunicato stampa che bisogna “interrogarsi anche attraverso una lettura ed uno studio accorto del progetto, sulle conseguenze connesse ad una eventuale firma del decreto autorizzativo da parte del ministro dell’Ambiente dopo il via libera arrivato dalla Commissione tecnica". Il sindaco dell’amministrazione comunale delle Isole Tremiti, Calabrese, ha recentemente tuonato: “la nostra decisione e la nostra determinazione devono venir fuori. Roma deve capire che ci deve ascoltare”. Ho letto e studiato la documentazione. Dalla lettura della delibera della Giunta Regione Puglia “Parere di compatibilità ambientale – Permesso di ricerca per idrocarburi d 498 B.R.-EL al largo delle coste della Regione Puglia (Isole Tremiti), proposto dalla Petroceltic Italia S.r.l.”, si evince quanto segue:
·    “Con nota prot. n. 11042 del 25.09.2009 il Servizio Ecologia invitava la società proponente a depositare gli elaborati concernenti l’intervento proposto presso gli altri enti interessati dall’intervento in argomento e cioè l’amministrazione comunale delle Isole Tremiti e l’amministrazione provinciale di Foggia. Con la stessa nota invitava i predetti enti ad esprimere il parere di competenza in merito”;
·    Nella seduta del 24.03.2010 il Comitato Regionale V.I.A. [..], “prende atto che alla data del presente provvedimento non risultano pervenuti i pareri dell’amministrazione comunale delle Isole Tremiti e l’amministrazione provinciale di Foggia”.
Vorrei che il presidente Pepe e il sindaco Calabrese, prima di prestare tanta attenzione ai media,  mi spiegassero il perché di quelle mancate valutazioni di merito.
In data 31.07.2009 , Petroceltic Elsa S.r.l. (che poi si chiamerà Petroceltic Italia S.r.l.) presenta al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ai sensi del D.L. n. 4 del 16/01/2008, lo studio di impatto ambientale per il progetto “Permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassosi d 498 BR-EL”.
 Dalla lettura del documento “Petroceltic Elsa S.r.l., permesso di ricerca d498 BR-EL, studio di impatto ambientale, sintesi non tecnica” si evince che “l’area in istanza è ubicata nell’off-shore medio adriatico, al largo delle coste pugliesi, e occupa una superficie di 526,8 km2., la distanza dalla costa delle isole Tremiti è di circa 4 km, non rientra in nessuna zona di tutela biologica, non ricade in zona marina protetta per il ripopolamento, non costituisce parco marino, non è parte di area naturale protetta e non è sottoposta a misure di salvaguardia e non rientra nelle zone archeologiche marine tutelate dalla legge 1089/39”.
Dalla lettura del “Permesso D 498 B.R.EL Valutazione di Incidenza” si evince che   la presenza nelle vicinanze della Riserva Marina delle Isole Tremiti e il sito sic/zps IT9110011 – Isole Tremiti, impone alla Petroceltic Elsa S.r.l., ai sensi del DPR n 357 del 08/09/97, la presentazione di una valutazione di incidenza che integra lo studio di impatto ambientale. In realtà il  DPR n 357 del 08/09/97 è stato modificato e integrato dal decreto del Presidente della Repubblica 12 marzo 2003, n. 120. Non è un errore di poco conto in quanto l’art. 6 del DPR 12 marzo 2003, n. 120 ha sostituito l’art.5 del DPR 8 settembre 1997, n. 357. Il DPR 357/97 è stato oggetto di una procedura di infrazione da parte della Commissione Europea che ha portato alla sua modifica ed integrazione da parte del DPR 120/2003.
Mi manca la documentazione tecnico amministrativa del  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare della valutazione di impatto ambientale del progetto “Permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassossi d 498 BR-El Petroceltic Elsa S.r.l.”. Sarebbe stato interessante confrontarla con la documentazione tecnica del Comitato V.I.A. della Regione Puglia sintetizzata nella delibera della Giunta Regionale che esprime “parere sfavorevole di compatibilità ambientale per il progetto concernente il permesso di ricerca idrocarburi denominato d 498 B.R. – EL da realizzarsi al largo delle coste della Regione Puglia (Isole Tremiti) e Regione Molise (Termoli)”. Sono incredibili , imbarazzanti e oggettive le lacune del “Permesso di ricerca idrocarburi liquidi e gassossi d 498 BR-El Petroceltic Elsa S.r.l.” secondo il Comitato VIA della Regione Puglia.
   Con il Trattato di Amsterdam del 1997 lo sviluppo sostenibile diventa il principio centrale del diritto dell’ambiente comunitario. L’art. 6 del trattato CE statuisce: ” Le esigenze connesse con la tutela dell’ambiente devono essere integrate nella definizione e nell’attuazione delle politiche e azioni comunitarie di cui all’articolo 3, in particolare nella prospettiva di promuovere lo sviluppo sostenibile”. L’obiettivo dell’art. 6 è quello di ricercare un equilibrio tra le esigenze ambientali e lo sviluppo economico. La capacità delle istanze ambientali di influenzare le politiche di sviluppo economico può delineare un conflitto tra istanze ambientali e istanze di sviluppo economico e sociale. Il trattato CE (art. 95, par. 3, art. 174 par. 1) e le sentenze della Corte costituzionale della Repubblica Italiana hanno riconosciuto all’ambiente un favor. Il principio di primarietà dell’ambiente non comporta una prevalenza dell’interesse ambientale sugli altri interessi pubblici diversi. Il favor per l’ambiente consiste nella necessaria rappresentazione delle istanze ambientali nelle politiche pubbliche, e suggerisce la necessità di integrare le esigenze di tutela ambientale con lo sviluppo attraverso il c.d. bilanciamento degli interessi, rimesso all’apprezzamento discrezionale dell’amministrazione competente, di valori costituzionali pari ordinati (la primarietà del valore ambientale non consiste in una sovra ordinazione dell’interesse ambientale sugli altri interessi in quanto non è possibile individuare gerarchie tra valori costituzionali). La ponderazione dei valori costituzionali, finalizzato a garantire il bilanciamento degli interessi, è rimesso a un sindacato di “ragionevolezza costituzionale”. I conflitti tra interessi costituzionali vanno risolti alla luce dei principi costituzionali e del contenuto essenziale dei diritti fondamentali. L’esito del bilanciamento è la determinazione di un ordine di precedenza.  Il bilanciamento, la primarietà dell’ambiente, la ragionevolezza, danno valore giuridico alla sostenibilità, qualificano giuridicamente, danno un approccio giuridico valoriale alla sostenibilità.  Affinché la ponderazione degli interessi sia ragionevole, è necessario che la soluzione adottata rispetti tre condizioni: necessità, sufficienza, proporzionalità. La necessità di dimostrare che l’interesse prefigurato dal legislatore sia di pari rango all’interesse ambientale, la limitazione dell’interesse ambientale circoscritta a quanto è sufficiente a realizzare l’interesse privilegiato, la proporzionalità nella limitazione dell’interesse ambientale al fine di salvaguardare gli elementi essenziali, i parametri di valutazione nella ponderazione degli interessi. 
E’ evidente che nel caso in questione ci troviamo di fronte a un diverso ordine di precedenza: estrazione di petrolio da parte della Commissione VIA del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e “tutela delle politiche ambientali, produttive e di sviluppo soprattutto turistico in una zona di alto valore naturalistico e turistico (a poca distanza dal Parco Nazionale del Gargano, dall’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti, dal SIC e dalla ZPS) da parte della Regione Puglia”.
   La filosofia della VIA corrisponde ad alcuni principi di azione fondamentali della politica ambientale europea (il Trattato CE individua negli articoli 174, 175, 176 i principi comunitari in materia ambientale per migliorare la qualità dell’ambiente, proteggere la salute umana e perseguire lo sviluppo sostenibile: principio di prevenzione, principio di precauzione, principio di correzione e principio di chi inquina paga). Circa il principio di prevenzione, la valutazione preventiva dei possibili danni all’ambiente ha l’intento di garantire una protezione reale ed efficace dell’ambiente evitando di ripristinare equilibri ecologici compromessi. La rappresentazione anticipata degli effetti nasce da una duplice esigenza: combattere gli effetti delle attività produttive è più gravoso che prevenire, gli effetti di determinate attività producono delle conseguenze dannose sull’ambiente che viene irrimediabilmente compromesso escludendo qualsiasi possibilità di riparazione. La logica della prevenzione è giustificata dalla dimostrazione scientifica delle conseguenze pericolose per l’ambiente di certe attività. Circa il principio di precauzione, l’incertezza scientifica nel dimostrare il nesso causale tra una situazione dannosa e gli effetti sull’ambiente richiede l’intervento di misure capaci di anticipare la soglia d’intervento dell’azione preventiva, quest’ultima impiegata in presenza della scientificità degli effetti dannosi. Con il principio di precauzione si riconosce all’ambiente un valore primario, anche in assenza di prove scientifiche delle potenziali conseguenze dannose per l’ambiente di determinate attività. La mancanza dell’impatto ambientale se “l’esito del sondaggio sia positivo e il pozzo venga avviato alla produzione” è compatibile con il principio di prevenzione?
Il recente spiaggiamento di cetacei sulle coste pugliesi e l’esame necroscopico eseguito dal prof. Sandro Mazzariol sono compatibili con il principio di precauzione?
Queste sono le domande che vorrei rivolgere alla Commissione VIA del  Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
A voi vi auguro di godervi la festività di San Giorgio e il ritorno in Eccellenza dell’Atletico Vieste. E di tenere gli occhi aperti: il Gargano non deve diventare il delta del Niger.

Lazzaro Santoro
Direttivo Comitato per la tutela del mare del Gargano


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