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Regione, proposta di legge sul conflitto d’interesse

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Già pronta, prima ancora dell’insediamento del nuovo consiglio regionale, una proposta di legge sul conflitto d’interessi. La proposta di legge è sottoscritta da Franco Ognissanti, Gerardo Degennaro, Giovanni Epifani, Nicola Canonico, Loredana Capone, Bartolo Cozzoli, e dal presidente del Partito democratico della Puglia, Michele Emiliano.  La proposta di legge presentata intende approfondire le questioni relative al possibile insorgere di un conflitto tra il perseguimento del pubblico interesse ed un qualsiasi interesse privato. La presente proposta prende spunto ed intende dare attuazione all’articolo 1 della Legge 20 luglio 2004, n. 215 che, definendo un principio generale in materia di conflitto di interessi (‘I titolari di cariche di governo, nell’esercizio delle loro funzioni, si dedicano esclusivamente alla cura degli interessi pubblici e si astengono dal porre in essere atti e dal partecipare a deliberazioni collegiali in situazione di conflitto d’interessi’) stabilisce che ‘le Regioni debbano adottare ‘disposizioni idonee ad assicurare il rispetto del principio’. Alla luce delle premesse si è voluto redigere un testo base, composto da 4 articoli che: a) definisca le categorie di soggetti, che siano consiglieri o componenti la Giunta Regionale, in potenziale conflitto di interessi, in maniera dettagliata e con limiti alle percentuali di partecipazioni societarie ampiamente sotto la soglia del 30 per cento, presuntivamente considerata dal legislatore quale percentuale di controllo; b) indichi i casi di conflitto di interessi, disciplinando gli adempimenti minimi necessari per garantire il controllo dell’Ente Regione sulle fattispecie a rischio; c) sancisca un divieto contrattuale assoluto a carico di alcune categorie produttive cui appartengano soggetti che rivestano la carica di consigliere regionale o di assessore. Vale la pena, infine, sottolineare due aspetti. Il primo riguarda il soggetto che dovrebbe essere deputato al controllo e alla gestione della problematica rappresentata dal conflitto di interesse; a differenza di quanto previsto da analoghe proposte di legge e dalla comune prassi nordamericana (statunitense e canadese), si è voluto lasciare all’interno del consiglio, delegandolo espressamente all’ufficio del presidente del Consiglio e al presidente stesso, il ruolo di controllo, evitando la creazione di Autority ad hoc, anche alla luce della difficoltà, propria del panorama italiano, per organismi di questo tipo, di difendere la propria indipendenza. Il secondo aspetto da sottolineare è l’allargamento della questione conflitto di interessi alle categorie professionali, che sino ad ora hanno goduto di una scarsa o addirittura nulla attenzione, che invece si è tutta concentrata sulla categoria imprenditore prestato alla politica.


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