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Vieste/ Venerdì 30 aprile manifestazione di intitolazione plessi scolastici (2)

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Intitolare la Direzione Didattica di Vieste alla figura dello scrittore e pedagogista Gianni Rodari rappresenta una felicissima quanto appropriata intuizione. La sua biografia e soprattutto l’attività di letterato ne stagliano il profilo di una personalità che ben si adatta a raffigurare il senso e la funzione della scuola, soprattutto quella che fa riferimento all’istruzione elementare. Vale a dire di una scuola che deve il più possibile avvicinarsi ed immedesimarsi in quello spirito dell’infantile, del fanciullesco, che non è da intendersi come sinonimo di ingenuità, ma come sinonimo di purezza d’animo, di apertura totale alla conoscenza senza pregiudizi, di voglia di insegnare e di imparare a mente aperta, dicendo le cose giuste con le parole giuste.
Questa mentalità non può che trovare nella figura del letterato di Omegna uno dei suoi interpreti più fedeli e rinomati, poiché Gianni Rodari ponendosi il problema di immedesimarsi quanto più possibile nel linguaggio dei ragazzi – così come testimonia la sua amplissima pubblicistica – ne ha svolto la missione con l’impeto del più profondo esploratore e conoscitore possibile.
La scuola deve tantissimo alla figura di Gianni Rodari. L’amore per la scrittura, per la lettura, per la poesia di molti alunni ha trovato spesso ispirazione nei suoi scritti e ne ha mosso i passi verso orizzonti ancor più eruditi. L’Italia che non si è accontentata della rappresentazione deamicisiana del mondo dei ragazzi e della scuola, ha bussato alla porta di questo straordinario scrittore per chiedere ulteriori lumi. E lui ha aperto l’uscio e mostrato le assortite stanze facendoci immedesimare – dilettandoci – in un mondo dove reale e fantasia si mescolano sapientemente, come avvolti in una danza dove vicendevolmente l’erudizione cede il passo all’immaginazione. Un plauso della medesima ampiezza merita anche l’intitolazione dei plessi scolastici elementari viestani a tre emblematiche figure che, con la loro esemplare storia di vita, popolano l’immaginario cittadino da “indimenticabili”: Don Luigi Fasanella, sacerdote e “storico” rettore della Parrocchia San Giuseppe Operaio; Carmine Fusco, Medico Pediatra tra i più stimati ed amati da schiere di genitori e figli, e Gaetano Dellisanti, insegnante e impareggiabile poeta dialettale. Sono tre personalità che, ognuno nel proprio ruolo, hanno impresso un marchio indelebile ad una esistenza e ad una “viestanità” vissuta nel segno dell’altruismo, della dedizione profonda ai propri doveri (alla propria missione pastorale, nel caso di Don Luigi Fasanella), dell’attaccamento ai valori profondi della viestanità genuina intrisa di etica radicata e profonda, nonché di laboriosità.
Don Luigi Fasanella è figura e ricordo indelebile di tantissimi viestani che hanno avuto il privilegio di annoverarlo come il proprio “tutor spirituale”. Molti adulti di oggi, ricordano nella loro gioventù la sua pacca o lo scappellotto paterno, con il quale li ammoniva a frequentare la chiesa,e a riconoscere nella stessa la casa dell’accoglienza totale. Un’ assimilazione che ben si presta all’intitolazione di una scuola a suo nome, perché anche la scuola deve sempre concepirsi come “casa dell’accoglienza totale” dove si persevera l’attenzione per tutti.
Il dr. Carmine Fusco, oltre che amatissima persona per doti umane e caratteriali, è esempio di dedizione al lavoro concepito più come missione di vita che come mero esercizio di prestazione
professionale, seppur resa con i massimi canoni di preparazione. Il camice di color bianco da egli indossato, oltre che divisa professionale, ne ha sempre simboleggiato il suo” spirito puro”, ovvero l’attitudine alla generosità pura, all’attaccamento puro ed alla comprensione e dedizione totale verso i bisogni dei suoi pazienti bambini e delle rispettive famiglie. Proprio quell’animus che si ricerca nell’istituzione scolastica e in chi la rappresenta.
Il maestro Gaetano delli Santi, oltreché esemplare insegnante, è l’indiscusso custode e divulgatore della “viestanità” a noi più cara. Scolpita in inimitabili rime e versi – che insegnano, ammoniscono, puntellano ed anche corbellano la natura profonda del nostro essere nati a Vieste -, 1’eredità di “Tanino” costituisce patrimonio mondiale di una immaginaria Unesco cittadina. Inestimabile testimonianza che ci accompagnerà per sempre e che nell’intitolazione scolastica trova “una”, (ci auguriamo non la sola) iniziativa perché se ne perpetui l’esempio, il ricordo e il carisma.

Ersilia Nobile – Sindaco di Vieste
Saverio Prencipe – Assessore P. I. – Vice sindaco –


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