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Consultori Familiari/ La Regione rivoluziona i consultori, meno servizi per tutti !

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A sentirle in televisione, da più di un decennio ormai, tutte le giunte regionali pugliesi hanno sempre predicato una sanità migliore, maggiori servizi ai cittadini, più vicinanza alle fasce bisognose, minori tempi di attesa, un’attenzione forte alle persone. La realtà dei fatti invece ci dice che l’unica attenzione è quella dei burocrati e dei politici che danno loro spago, compreso Vendola, che puntano a riorganizzare il tutto partendo da un semplice teorema: "Se accorpiamo i servizi e li centralizziamo risparmiamo".
Non è così ! L’accorpamento delle ASL non ha fatto risparmiare un centesimo e, forse, ha fatto precipitare la situazione delle casse regionali sulla Sanità, la sparizione degli ospedali non ha portato al risparmio sulla nomenclatura dei dirigenti e funzionari, ma ha tagliato molto semplicemente i servizi ai cittadini.
Dobbiamo convincerci, anzi, dovrebbero convincersi che i servizi sanitari vanno portati sul territorio in maniera capillare, certamente attenti al bilancio, ma con la consapevolezza che i servizi di base devono raggiungere il più possibile gli angoli più remoti del territorio.
Nell’assoluto silenzio della stampa, anche nostro, nel pieno della campagna elettorale, la Giunta Regionale guidata da Nichi Vendola ha approvato un riordino anche dei consultori familiari, chiudendone alcuni, facendone diventare ”punti accoglienza" altri, e creandone di nuovi il cui spirito e la cui creazione non ci pare abbia seguito particolari criteri geografici, ma piuttosto criteri geopolitici o "geoconoscenziali".
Per carità alla fine di questo articolo metteremo il link al bollettino ufficiale della Regione Puglia così ciascuno si potrà fare un’ idea precisa e propria su ciò che sta accadendo.
Proviamo a scendere più nei particolari arrivando in Provincia di Foggia.
Saranno consultori familiari: Cerignola, Ortanova, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Lucera, San Marco in Lamis, San Severo, Apricena, Troia, Ascoli Satriano, Vieste, Vico del Gargano, Foggia (Arpi, Cattedrale, Camporeale).
Saranno invece punti di accoglienza e cioè luoghi dove un’equipe mobile si recherà in momenti stabiliti della settimana i seguenti comuni: Stornarella, Mattinata, Volturino, San Marco la Catola, Casalvecchio, San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico, Torremaggiore, Serracapriola, Accadia, Candela, Bovino, Orsara, Cagnano Varano, Tremiti San Domino, Foggia Borgo Mezzanone.
Perderanno quindi il consultorio, giusto per fare un’esempio, città come San Giovanni Rotondo, Sannicandro Garganico, Torremaggiore, per non dire che non avranno consultori di riferimento, moltissimi comuni dell’entroterra dei Monti Dauni e del Gargano.
Da Roseto Valfortore, ad esempio, ci si dovrà recare nei giorni previsti, a Volturino o a Troia o a Lucera.
Siamo tra i primi sostenitori di chi lavora per evitare gli sprechi, ma quando gli sprechi restano tali e i servizi diminuiscono forse qualche problema c’è. E forse chi rappresenta il territorio di qualsiasi schieramento faccia parte dovrebbe essere un po’ più attento a ciò che succede.
Per chi vuole approfondire: http://www.regione.puglia.it/web/files/sanita/rete_consultori.pdf


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