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Vieste/ Riceviamo e pubblichiamo – La mala sanità continua instancabile la sua corsa –

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Ieri per un banale cambio di catetere a  mio padre Latorre Matteo lo abbiamo trasportato al pronto soccorso di San Giovanni Rotondo.

I fatti, alle ore 10,00 l’infermiere dell’assistenza domiciliare come programmato ha tentato di cambiare il catetere non riuscendo perché a parere suo si era creato una ostruzione alla via dove inserire il catetere,  impedendo così il buon esito dell’operazione.
Dopo un mezz’ora circa si è provveduto a chiamare il 118 che prontamente intervenuti hanno inserito il catetere e sono andati via. Purtroppo dopo poco cj accorgiamo che nella sacca non arriva urina ma sangue, allarmati di questo richiamiamo il 118 con tutta risposta la dottoressa che prima ha effettuato l’ inserimento del catetere a mio padre a detto: il catetere sta messo bene vedrete che tra un po’ tutto si sistema.  Invece il tempo passava  e al posto dall’urina continuava ad uscire sangue, l’infermiere prova a chiamare altri infermieri in servizio ma inutilmente, chi era occupato chi era fuori sede. L’infermiere dell’assistenza sociale alle ore 11,30 toglieva il disturbo dicendo di aspettare un paio d’ore per vedere come si risolveva il tutto.
Altre due ore, soli senza nessuno che ci potesse aiutare, e intanto dal catetere non usciva ne sangue ne urina a dimostrazione che era stato collocato male.
Un consulto con mia sorella e anche se mio padre non può camminare invalido al 100% siamo riusciti con l’aiuto di alcuni vicini di casa a  metterlo in macchina e a portarlo al pronto soccorso di Vieste dove ancora una volta ci riceve la dottoressa che qualche ora prima aveva messo il catetere.
Lo portano sopra perché dovevano fare una radiografia per vedere il catetere se era nella posizione giusta se no dovevano intervenire per ripristinare il tutto. Un’ora di sofferenza per mio padre e noi ma alla fine la dottoressa è uscita dalla stanza dicendo di portarlo al pronto soccorso di Manfredonia o di San Giovanni Rotondo perché alla Asl di Vieste non ci sono i mezzi necessari per risolvere il problema.
Gli chiedo dopo tutte le sofferenze a mio padre e le sue patologie se era il caso di trasportarlo con l’autoambulanza, con tutta risposta la dottoressa mi dice  non è un TAXI.
Dopo preparata la carta di via la dottoressa si permette il lusso di dire: TUO PADRE NON HA BISOGNO DEL CATETERE PERCHE’ L’URINA ESCE UGUALMENTE. Vi dico solo che mio padre porta il catetere da ben sei anni.
Non voglio commentare ma voglio dare la notizia così com’ è quindi vado avanti nel racconto, ci rimettiamo in macchina aiutati da due infermieri che lo rimettono in macchina mio padre preoccupato e stanco per una giornata atroce. Sulla strada per andare a San Giovanni Rotondo sotto un caldo sole alle 15,45 arriviamo al pronto soccorso di San Giovanni Rotondo dove chiedo un aiuto all’infermiere di turno che vedendo mio padre mi dice: Ma perché non lo avete portato con l’autoambulanza? Lo portano sopra al quarto piano reparto urologia è il dottore letta la carta rilasciata dalla Asl interviene ed in pochi minuti sistema il catetere a mio padre.
Sul referto rilasciato ha scritto: SI POSIZIONA, SENZA DIFFICOLTA’, FOLEY 18 LH(catetere).
Voglio fare a questo punto un precisazione, noi viestani  dopo tutte le paure e le sofferenze del caso, risolto il problema ci lasciamo andare dimenticando tutto quello che prima di negativo era successo, dobbiamo cambiare, dobbiamo denunciare quando i servizi diventano solo disservizi quando chi è dall’altra parte non fa  il medico ma il ciarlatano, non si dimostra disponibile ma ad ogni obiezione diventa arrogante e indisponibile.
Ho voluto inoltrarvi questa mia denuncia soprattutto perché in qualche modo questa corsa della mala sanità cominci perlomeno a rallentare.

Un saluto cordiale a tutti

Piero Latorr


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