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Cagnano Varano/ Guerra delle vongole. Appello al prefetto

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Si pesca nel lago con potenti motopesca turbo soffianti.

 

Un’immediata riunione presso la Prefettura per fare il punto su quanto si sta ripetendo nel lago di Varano. La richiesta è partita dall’assessore comunale all’ambiente e ai rapporti con gli Enti locali di Ischitella, Raffaele Cannarozzi, il quale si dice molto preoccupato per quanto si sta verificando nello specchio d’acqua lagunare. C’è un vero e proprio “assalto alle vongole” da parte dei pescatori che fanno riferimento a cooperative locali e di Cagnano Varano, i quali usano macchine turbo soffianti che aspirano tutto ciò che è sul fondo della laguna, senza alcuna distinzione, dunque, anche quelle piccole che sè è vero che non vengono immesse sul mercato, pare che abbiano comunque un proprio. Infatti, verrebbero comprate da aziende di altre regioni, soprattutto del Nord, che le immetterebbero nelle lagune per migliorare la qualità del prodotto locale. La pesca con questo tipo di macchine è vietato sia dall’ente parco che dalla regione; e questo già da diversi anni. Fu il commissario dell’ente parco nazionale del Gargano, Ciro Pignatelli, ad emettere l’ordinanza di divieto assoluto di ingresso, transito, navigazione e pesca di vongole nella laguna di Varano.
Il provvedimento si era reso necessario perchè era stata segnalata la pesca di considerevoli quantitativi di vongole da parte di pescatori a bordo di barche dette “vongolari”, in assenza delle autorizzazioni necessarie. Sono, comunque, consentite tutte le altre attività di pesca con metodo tradizionale. Ricordiamo che la laguna di Varano, oltre ad essere inserita nel perimetro del parco nazionale del Gargano, ricade anche in zona sottoposta a tutela ambientale. Un passo indietro per andare alla radice del problema, partendo da quella che è diventata una delle prime risorse economiche per i Comuni di Cagnano Varano e Ischitella, cioè, la pesca delle vongole veraci nello specchio d’acqua del lago di Varano, e questo soltanto da pochi anni.
Di qui, accesi gli appetiti degli addetti alla pesca sia di Cagnano Varano che di Ischitella, nei cui territori ricade gran parte della competenza sul lago (l’altro Comune, Carpino, soltanto per una piccola fetta) e, come spesso accade in questi casi, non sempre la correttezza è figlia del buon senso.
Su questa problematica si è pronunciato anche il Tar Puglia su ricorso di una cooperativa di Cagnano Varano, che chiedeva l’annullamento dei provvedimenti di Parco e Regione, confermando la bontà delle ordinanze. Ricordiamo che è possibile soltanto la pesca delle vongole veraci, con barche a remi e utilizzando il sistema del “vecchio ferro”, una sorta di rastrello che veniva governato dal pescatore. Chiaramente un tipo di attività che si richiama a mezzi che nessuno potrebbe, effettivamente, utilizzare, per la complessità che comporta, ma anche perchè non potrebbe soddisfare una domanda di mercato cresciuta in modo esponenziale. Lo scopo è, appunto, sempre quello di porre freno al deprecabile fenomeno della pesca abusiva nelle acque lagunari, un’attività in voga da diverso tempo. Il problema esplose già due anni fa allorchè vennero denunciati gli abusi che si stavano commettendo, e che creavano non poca tensione. Fu, ancora una volta, l’assessore Raffaele Cannarozzi, che a seguitò delle continue denunce che arrivavano dai pescatori, ad occuparsi della questione, con risultati apprezzabili ma che, purtroppo, alla luce di oggi, evidentemente si ripropone.

Francesco Mastropaolo


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