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Il Piano del Parco riveduto e corretto

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Ora tocca alla Regione esprimere il parere definitivo per l’attuazione.

 

Il piano del parco ha imboccato la strada per arrivare alla sua definizione. Un cammino però non agevole perchè ci sono ancora resistenze sull’impostazione data dall’Agriconsulting di Roma (presidente è Massimo Cordero di Montezemolo, padre del più conosciuto Luca, presidente della Ferrari), che ha redatto la bozza di piano su incarico della giunta dell’ente, guidata dall’allora presidente, Matteo Fusilli. La Comunità dell’ente parco, riunitasi a Vico del Gargano, avendo espresso, anche se a maggioranza risicata, il parere negativo dei sindaci, la “palla” passa comunque,di nuovo commissario straordinario dell’ente che dovrà inviarlo alla regione per la sua definitiva approvazione. Sembrerebbe tutto risolto se non ci fosse il dato che, per i sindaci, così com’è articolato il piano non è condivisibile, tant’è che al momento del voto c’è stato, anche se per un solo voto, il no al piano. Tutto questo mentre sono trascorsi ben sette anni dal giorno in cui l’allora presidente Fusilli commissionò, come ricordavamo, all’Agriconsulting la redazione del Piano dell’area protetta. E ne scorrerà ancora tanta di acqua sotto i ponti delle polemiche. Infatti, la Regione sarà costretta a rinviare la proposta di piano all’ente parco, perchè raccolga le osservazioni di tutti quei comuni che non condividono l’attuale impostazione e che chiedono, ancora una volta, che ci sia una rivisitazione degli attuali confini, una perimetrazione che delimita oltre centoventimila ettari”. Il commissario dell’ente parco, Gatta o chi gli subentrerà, dovrà approvare il documento con un apposito atto e poi inviarlo alla Regione.
Una volta a Bari, per il documento si aprirà la cosiddetta “fase due”, vale a dire che all’ente presieduto dal governatore Nichi Vendola, chiunque abbia un interesse in merito (ed in primis, ovviamente, i sindaci dei comuni rientranti nell’area protetta) potrà far giungere le opportune osservazioni e relative controdeduzioni. Quest’ultime dovranno essere tenute in debita considerazione dalla Regione al fine di giungere ad una definitiva quanto condivisa, da parte di tutti gli attori presenti sul territorio, adozione del Piano parco. Un cammino ancora non facile proprio perché il Gargano è un territorio pieno di differenze, abitato di valori naturali, mescolati con quelli culturali in cui, un mix di valori, mescolati con quelli cultuali in cui c’è tutto il suo contrario. Ci troviamo in sintesi, di fronte una situazione intricata al cospetto di una perimetrazione non omogenea. Il sintesi il futuro piano del parco passa per una sua rideterminazione del perimetro e con un’impostazione che sappia saper coniugare tutela, sviluppo e occupazione, cosa possibile se si riuscirà ad armonizzare le grandi potenzialità del Gargano per trasformarle in risorse significative, non trascurando la crescita culturale del territorio.

Francesco Mastropaolo
 


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