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Gargano Libero l’idea funziona

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Domani nuovo incontro a Rodi Garganico nell’ambito del progetto di rinnovamento politico. Ma non mancano le aree di dissenso. Secondo qualcuno il progetto è un contenitore vuoti propone i personaggi di sempre.

«Gargano libero», un’idea che per il momento resta un contenitore vuoto; non avendo una sua perimetrazione, cerca di alimentarsi chiedendo contributi agli amministratori dei comuni garganici. Dopo l’esordio di qualche settimana fa a Peschici, secondo appuntamento nella sala consiliare di Vico del Gargano. La proposta viene dall’ex assessore provinciale al turismo (attualmente commissario dell’azienda per il turismo), Nicola Vascello, e da un esponente del Popolo della libertà, Raffaele Vigilante.
La premessa che regge l’idea di «Gargano libero» è «di incalzare la politica a fare per questa parte della Capitanata quello che da troppo tempo non fa». Una disamina che sa tanto di ricerca di visibilità in un panorama politico esageratamente affollato, all’interno del quale le gomitate lasciano ecchimosi che richiedono tempo per restituire il colore naturale all’epidermide. Che le comunità garganiche abbiano bisogno di «liberarsi» di lacci e legacci è scontato come il sorgere del sole; ciò che non è ancora chiaro evidentemente è che lacci e legacci sono ben radicati in quel marasma che oggi è proprio la politica, trasformatasi in una galassia lontana dai bisogni dei cittadini, tant’è che costantemente crescono disaffezione e partecipazione: prova ne sono le percentuali, in negativo, che si registrano ad ogni tornata elettorale.
E che non si abbiano idee chiare lo si è riscontrato negli interventi che hanno caratterizzato l’ultimo dibattito, dove si sono raccontati e riassunti fatti di cui le cronache degli ultimi trent’anni hanno riempito pagine e pagine di giornali. Dunque, niente di nuovo. «Gargano libero» dovrebbe essere – nelle intenzioni dei promotori – quel sentire comune che vuole questa terra libera dalle speculazioni edilizie, libera dai parchi eolici off-shore, libera dal racket, libera dai rifiuti, libera da una politica troppe volte silenziosa. Per il momento, in assenza di argomentazioni che non siano però il risultato di analisi superficiali, non si aggiunge nulla rispetto a quanto da anni si discute; per questo pensare ad un organismo che vorrebbe essere «nuovo» è come credere ai fantasmi.
Il dato che si ricava da tutto questo parlare è che la stessa classe politica al governo del Gargano da anni voglia autoassolversi da tutto ciò che oggi viene denunciato come vuoto di idee e di realizzazioni che hanno fatto sì che il Gargano, a distanza di decenni, sia ancora al palo. Quindi con questa operazione sembra quasi che si voglia far calare un velo pietoso su quanto non è stato fatto, riproponendo a reggere le sorti delle comunità garganiche la classe politica di sempre. Piuttosto la politica del «fare» che viene veicolata come rivoluzionaria, si scontra con la politica del «dare», del restituire alle giovani generazioni che in numero sempre più consistente «tagliano» le radici non trovando qui quel terreno fertile per coltivare e realizzare i loro sogni, il gusto di sentirsi protagonisti di un nuovo, vero progetto «Gargano libero». Fino a questo momento di un loro coinvolgimento non s’è parlato pur in questo bailamme di interventi. Il prossimo incontro sul tema si svolgerà domani pomeriggio nella sala consiliare di Rodi Garganico.

Franco Mastropaolo


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