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Gargano Libero inizia da Rodi Garganico la sua mobilitazione per lo sviluppo del Promontorio

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«Siamo una idea», dicono e ripetono : «Una idea senza colore». Ed ecco Gargano libero oggi fare il suo esordio nel pomeriggio a Rodi puntando al rilancio del Promontorio attraverso un discorso di lunga gittata che debordi dalle emergenze contingenti e non abbia la lungimiranza dei miopi. Sindaci e amministratori, esponenti di partiti trasversali agli stessi partiti in nome di uno sviluppo all’ultimo stadio. «O adesso o mai più: se l’alternativa è un promontorio tagliato fuori da ogni forma di finanziamento vai la pena lottare…». Nicola Vascello, ex assessore provinciale lo dice senza mezzi termini. E Raffaele Vigilante spiega: «Gargano libero non è nè un movimento nè un partito ma una idea per il Gargano un progetto che manca da troppo tempo». Si incalza: «Ci sono alcune questioni che per il promontorio non possono essere più rinviate. La politica deve risolverli programmandoli a medio e lungo termine, invece succede solo per le emergenze. E’ successo così per il comparto agricolo di questa Provincia, dove sono tutti accorsi al capezzale del malato quando l’ammalato era già morto». Ma la vera risorsa del Gargano è il turismo, col suo trend in crescita grazie anche all’appeal molto forte che ha la Regione in questo momento. «Ma come si suol dire non è tutto oro quello che luccica», ammonisce Vascello. «Il turismo del Gargano ha delle difficoltà che vanno affrontate per tempo. E in questo contesto ci trasciniamo quel tormentone della destagionalizzazione che resta un concetto sospeso: oggi con una tendenza del turismo mondiale a vacanze brevi, un aeroporto che dista più di tre ore dalle località ci taglia fuori dalle possibilità di commercializzare una serie di prodotti che sono a disposizione. L’aeroporto degno di questo nome è la prima cosa per il Gargano: ci sarà una mobilitazione generale. O realizzare la pista ortogonale del Gino Lisa o l’apertura di Amendola ai voli civili». Andrebbe modificato il decreto del 2008. «Atteso che due o tre anni fa hanno speso 120 milioni di euro con fondi Cipe per realizzare l’aeroporto di Grottaglie, investimento importante,ma riteniamo che il turismo del Gargano sia da considerare una industria con i suoi 96 mila posti letto, il cinquanta per cento dell’intera regione e dà lavoro solo per i settori della ricettività e ristorazione a 7 mila addetti. E questo ha bisogno di essere supportato da investimenti. E’ di qualche mese fa che sempre con fondi Cipe sono stati stanziati per gli aeroporti pugliesi 205 milioni di euro: 100 a Bari, 100 a Brindisi e 5 a Foggia per i parcheggi degli aeromobili. «A noi serve un aeroporto che sia fruibile ai charter».
Ma sembra che questo esperimento per ridare slancio all’idea di sviluppo abbia gli stessi attori politici che finora sono stati un tantino in sourplace… Si replica: «Gargano libero vuole ridare ruolo alla politica. A noi non interessa la destra e la sinistra, noi siamo trasversali». Discarica di Vieste esaurita, piano parco da approvare al più presto, spettri dell’offshore da allontanare sono questi i temi da affrontare prendendoli di petto tutti insieme. Per il Gargano è un momento di verifica delle aspirazioni e confronto col suo futuro.


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