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Parco del Gargano/ Lite nel PDL per il commissario

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 Giandiego Gatta, l’ex commissario, attacca il primo ministro per la nomina a Pecorella.

 

«Irrituale e abnorme. La nomina del nuovo commissario del Parco nazionale del Gargano firmata dal ministro Prestigiacomo è frutto di un accordo di bottega romano». Non lesina gli aggettivi ma soprattutto critica ferocemente il ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, l’ex commissario del parco e neo consigliere regionale, Giandiego Gatta (Pdl). A far discutere all’interno del Popolo delle libertà di Capitanata e soprattutto fra i sindaci del Gargano, l’investitura dell’attuale assessore provinciale all’Ambiente, Stefano Pecorella, anche lui uomo del Pdl, che per i prossimi tre mesi sarà il commissario dell’area protetta.
In realtà il Parco da sei mesi era già in regime di commissariamento. Gatta, allo scadere del suo mandato da presidente, era stato nominato sempre dal ministro Prestigiacomo commissario. Tra un fase e l’altra del commissariamento si sono consumate le elezioni regionali e comunali, la lotta interna al Pdl di Capitanata, la vittoria di Gatta primo eletto in provincia di Foggia per il Popolo delle Libertà alle regionali; la sconfitta di Pecorella quale candidato-sindaco a Manfredonia. In mezzo la poltrona del parco nazionale del Gargano.
«Sono contrario al cumulo degli incarichi, quindi il fatto che dovessi lasciare il parco era nei fatti. Ma mi sarei aspettato la nomina del nuovo presidente – spiega Gatta – invece ho appreso dai giornali che il ministro, dopo aver fatto passare dieci giorni dalla scadenza del decreto di nomina in quanto era volata in Cina, ha nominato un nuovo commissario. Dove si è mai visto che un commissario viene sostituito da un altro commissario». Secondo Gatta non solo erano maturi i tempi per indicare il nuovo presidente ma il buon senso avrebbe dovuto spingere il ministro a valutare il percorso da intraprendere. «Un conto era scegliere il nuovo presidente, un conto è indicare un commissario per tre mesi senza conoscere che cos’è questo parco, le sue criticità, i suoi punti di forza alla vigilia della stagione estiva. Ovvero nel momento più delicato», aggiunge Gatta. Ma il vero nodo è politico e tutto interno al Pd. «Inopinatamente il ministro Prestigiacomo, che non è mai voluto venire nel Parco del Gargano nonostante i molti inviti, non ha avuto alcun confronto né con le comunità locali, né con gli organismi provinciali e regionali del partito – sottolinea Gatta – non sono mai stato ricevuto per illustrare quanto fatto in questi anni. Né ascoltato. Il ministro ha preferito le suggestioni di qualcuno a Roma che ha premuto per questa nomina». Quel qualcuno, che il neo consigliere regionale non cita esplicitamente, sarebbe il vicepresidente della Camera, il deputato Antonio Leone (Pdl). E’ noto lo stretto rapporto esistente tra Leone e Pecorèlla entrambi manfredoniani come Gatta, per altro. «Prendo atto che è stato premiato chi è stato bocciato dall’elettorato; e non si nemmeno tenuto conto del giudizio che su di me hanno espresso i cittadini di Capitanata alle regionali», conclude Gatta. Sul piede di guerra anche il presidente della conferenza dei sindaci dell’area protetta, il sindaco di Rodi, Carmine D’Anelli esponente del centrodestra. «Non discuto il nome. Contestiamo che su una nomina così importante per il territorio tutto venga come al solito calato dall’alto. Per altro chi ha premuto sul ministro, il deputato Leone, non ha neppure titolo a farlo. Ha avuto un percorso politico senza sforzo non essendosi mai misurato direttamente con l’elettorato e con i voti di preferenza».

Antonella Caruso
 


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