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Gatta: “La scelta di sostituirmi è la prova del regime di democrazia bloccata nel P.d.L.”

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Pesano come un macigno le dichiarazioni rilasciate dal neo consigliere regionale Giandiego Gatta, il quale, evidentemente, intende cominciare ad esercitare il proprio ruolo di leader del suo partito in provincia, forte dell’enorme suffragio conseguito nell’ultima competizione elettorale regionale, dove con i suoi 14.000 voti è stato il candidato più suffragato della Capitanata. E lo fa senza mezzi termini, cogliendo l’occasione della nomina a commissario del Parco del Gargano dell’attuale assessore provinciale Pecorella, nel ruolo che fu proprio di Gatta, prima come presidente dal 2004, poi come commissario dal giugno del 2009.
“La scelta del Ministro Stefania Prestigiacomo di sostituirmi, su sollecitazione dell’on. Leone, con altro commissario, nella persona di Stefano Pecorella, attuale assessore provinciale è la prova provata del regime di democrazia bloccata imperante nel P.d.L. in provincia di Foggia .
Ancora una volta si prediligono logiche legate a interessi di gruppi ben identificati, intenti solo a consolidare posizioni di potere ben riconoscibili nel ruolo svolto in provincia di Foggia dall’on. Leone, vicepresidente della Camera, e del suo delfino Pecorella, premiato con un “buono fedeltà” prima con un assessorato provinciale, oggi con la nuova nomina al Parco, a prescindere dal catastrofico risultato elettorale conseguito a Manfredonia, dove il P.d.L. ha riportato appena il 14,36% e tutta la coalizione di centro destra poco più del 20%.
Non si ingenera così nell’opinione pubblica il sospetto o il disegno negativo e diseducativo secondo cui chi ha ben lavorato ed anche per tal motivo gode del consenso popolare debba essere “non coinvolto” nelle decisioni da assumere e chi non ne gode debba essere invece premiato?!
Ho sempre sostenuto la necessità di dare vita ad operazioni di “apertura” a nuove energie e di evitare il cumulo di cariche ed incarichi in capo agli stessi soggetti, sia per tenere sempre vive le legittime ambizioni ed aspirazioni di chi con sacrificio ha scelto di fare politica, sia per impedire la formazione di centri di potere con feudatari ed i soliti, privilegiati, vassalli.
Invece, inopinatamente, il Ministro ha sostituito il sottoscritto commissario del Parco con un commissario già ricoprente altro ruolo assessorile alla provincia. E così, dove non potè Pecoraro Scanio, ministro del governo Prodi di centro sinistra, è riuscito il duo Leone-Prestigiacomo, esponenti di spicco del Popolo della Libertà.
Ebbene, se (come si tenta di argomentare da parte di alcuni) la ragione della mia sostituzione alla guida dell’Ente Parco trova la sua giustificazione nel criterio (giusto e condivisibile!) di evitare il cumulo di cariche (essendo, il sottoscritto, stato eletto al consiglio regionale e disponibilissimo a rimettere il mandato al nominando presidente del Parco), non si capisce per quale ragione quello stesso criterio non debba valere per il mio sostituto, che ricopre numerosi altri incarichi.
Non era forse possibile individuare un altro nominativo tra i tanti meritevoli di considerazione?!
La cosa è ancor più grave ove si consideri che tale nomina è stata imposta dall’alto senza che della questione nulla sapessero il coordinamento cittadino e quello provinciale del P.d.L. .
Se questo sarà lo scenario che ci aspetta nei prossimi mesi ed anni, non potrò sottrarmi all’obbligo politico e morale di combattere, con ogni mezzo e con la massima determinazione, un sistema ed una logica che mortificano il merito e le fondamentali regole di trasparenza e di democrazia interna al P.d.L.”


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