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«Manina» nella sanità Pd ricuce con Vendola

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Continua a tenere banco, e probabilmente lo terrà anche martedì prossimo, quando il presidente Nichi Vendola ha convocato il vertice con la maggioranza, la questione della «manina» che avrebbe pilotato nuove nomine nell’Asl salentina. Il consigliere Pd Antonio Maniglio, dopo aver perso la corsa per la presidenza del consiglio regionale assegnata all’esponente di Sel Onofrio Introna, ha sollevato il caso ammonendo il governatore, che poche ore prima aveva sottolineato di voler tenere lontana la politica dalla sanità e di non intendere trasformare il proprio ufficio in un poltronificio. Maniglio, ora, raccolta la disponibilità della Regione a fare chiarezza, spegne i fuochi: «Apprezzo e condivido la decisione dell’assessore Fiore di istituire un osservatorio sui concorsi. Mi pare una scelta coerente con l’impostazione del presidente Vendola ed è un messaggio chiaro a tutti gli operatori. Ma l’istituzione dell’osservatorio conferma che il problema di garantire pari opportunità e trasparenza a chi partecipa a un concorso esiste – dice – ed è percepito in modo diffuso nel sistema sanitario. In questo senso riconfermo che chiedere “chiarimenti”, prima oralmente e poi per iscritto, non significa avere certezza che siano stati perpetrati abusi, altrimenti – precisa – sarei andato di corsa in Procura; questa mi pare, viceversa, una delle funzioni fondamentali di un consigliere regionale: esercitare un controllo sugli atti di Regione, Asl ed enti partecipati e provocare l’introduzione di meccanismi in grado di dare trasparenza ed efficacia alle scelte che si compiono».

Ora, spiega, «aspetto di capire tempi e modalità di funzionamento dell’osservatorio. Anche in questo modo si può accettare la competizione nel centrosinistra. Non forzando sui numeri o su egemonie più o meno presunte – rimarca Maniglio dopo che il Pd ha ceduto nel braccio di ferro con Vendola per la presidenza dell’Aula – ma verificando chi, tra le forze politiche che sostengono Vendola, interpreta al meglio i bisogni delle persone, il loro disagio, la richiesta sempre più forte di risposte vere sui temi che ogni giorno le famiglie hanno di fronte. Il Pd, se vuole innalzare il suo profilo riformista, deve riconnettersi a questi bisogni sociali. Questa mi pare la sfida vera per Vendola e il centrosinistra della Puglia».

«La politica deve restare fuoridalla sanità? il presidente della Regione dica come» attacca Euprepio Curto, neo-consigliere regionale dell’Udc. È importante, per Curto, che Vendola «abbia confermato come prioritario l’obiettivo di una politica che stia fuori dalla sanità. Ma, nel contempo, al governatore non può sfuggire il fatto che l’Udc non si accontenta di una mera dichiarazione di principio. Quanto potrebbe emergere dalla vicenda scatenata dal consigliere Maniglio – afferma – dimostra che, al di là delle buone intenzioni, nel settore sanità è assolutamente necessario intervenire chirurgicamente. Ed è per questo motivo che l’Udc ritiene assolutamente prioritario che il presidente Vendola indichi da subito con chiarezza quali saranno le nuove procedure selettive per i direttori generali Asl, in modo da verificare la concreta rottura col recente passato».

Nel dibattito interviene anche l’ex candidato governatore Michele Rizzi, di Alternativa comunista. «Gli ultimi scontri tra Pd e vendola, con la sconfitta del candidato Pd alla presidenza del consiglio regionale, hanno spinto Maniglio a nuove indiscrezioni sulla sanità pugliese e i suoi guasti. Nomine di primari e lottizzazione sanitaria, a quanto pare, rimane sempre all’ordine del giorno della politica di centrosinistra. E la legislatura deve ancora cominciare! Anche per questo riteniamo che la sanità vada ripubblicizzata interamente, partendo dalla stabilizzazione vera dei precari e che vada esclusa la politica dalla sua gestione che generalmente significa spartizione di potere e collasso sanitario». [b. mart.]


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