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Regione Puglia. Pd, tutti contro tutti per le poltrone

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Se non è resa dei conti, ci manca poco. Le riunioni convocate oggi dal Pd per trovare la quadra sulle cinque postazioni in consiglio regionale che spettano al partito (vicepresidenza, capogruppo e i tre presidenti di commissioni) hanno tutta l’aria, infatti, di un braccio di ferro incrociato tra dalemiani, franceschiniani e «emiliani». In mattinata, infatti, il deputato Michele Bordo riunirà i parlamentari dell’area Bersani: obiettivo, trovare un’intesa con l’a re a che fa capo al presidente Pd Michele Emiliano sulle due postaizoni principali (vicepresidente e capogruppo). L’idea è di concedere al sindaco di Bari la vicepresidenza (Franco Ognissanti) chiedendo all’ex candidato presidente dell’Aula, Antonio Manigl i o, di «fermarsi» al ruolo di capogruppo. In cambio, Emiliano non alzerebbe barricate sull’intesa (già raggiunta a livello locale) per la nomina di Vito Antonacci a segretario provinciale di Bari del partito, nomina cui il sindaco aveva già contrapposto quella di Ubaldo Pagano (della segreteria re gionale).

Ma all’abbinata Ognissanti-Maniglio si contrappone quella che l’Area democratica dei franceschiniani, oggi, intende mettere sul tavolo: Maniglio è giusto che faccia il vicepresidente del Consiglio – tuona Gero Grassi – ma il capogruppo spetta farlo a Donato Pentassuglia, tarantino (e Taranto è sotto-rappresentata). Niente da fare, ribattono dall’altra parte, l’Area di Franceschini ha già avuto due assessori (Amati e Minervini), ora possono solo farsi da parte.

La sfida sarà giocata nella riunione delle 15,30 convocata dal segretario regionale Sergio Blasi con tutti i consiglieri. Successivamente, alle 18, Grassi ha convocato i franceschiniani all’Excel – sior per mettere a punto le strategie dopo l’approvazione del nuovo Statuto del partito nell’assem – blea nazionale dei giorni scorsi. Sarà anche l’occasione, per Area democratica, per tirare un bilancio delle trattative prima con Vendola e poi con il partito sui nuovi assetti istituzionali pugliesi.

Quanto alle tre presidenze di commissione, nel caso vada in porto l’una o l’altra soluzione (quella prediletta da Bersani e quella cara ai franceschiniani), appare ormai certa la destinazione di Antonio Decaro, Pino Romano (anche lui tra i papabili come capogruppo) e Dino Marino. Più serena la situazione negli altri partiti: due andranno all’I dv (che oggi candiderà i neo-consiglieri Mazza e Schiavone, con Gianfreda verso il ruolo di capogruppo), una alla Puglia per Vendola (mal di pancia tra gli esponenti Sel, che incassata la presidenza dell’Aula di Onofrio Introna restano a bocca asciutta) e la settima commissione (assegnata all’opposizione) all’Udc, che ha ottenuto anche l’indicazione del segretario del Consiglio espresso dalla maggioranza.

Un segnale, questo, inequivocabile: i 4 consiglieri regionali centristi metteranno al riparo la maggioranza dal rischio di vedersi numericamente scavalcata dall’opposizio – ne, dopo la fuga nei «Moderati» dell’Idv Olivieri e del Pd Canon ico.

BEPI MARTELLOTTA


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