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Vendola attacca: «La sinistra rischia di essere più leghista della Lega Nord»

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Il governatore della Puglia sul settimanale «Vanity Fair»: non si può pensare di costruire un Berlusconi di sinistra.

 

La sinistra? Rischia di diventare più leghista della Lega. Parola di Nichi Vendola. Il governatore della Puglia parla delle proprie idee riguardo il partito del Carroccio in un’intervista al settimanale «Vanity Fair», secondo quanto riferito da una nota di Sinistra ecologia e libertà.
IO E BOSSI UGUALI E CONTRARI – «Io e Bossi siamo eguali e contrari. Parliamo entrambi al popolo ma diamo risposte contrarie». Ha detto Vendola. «Quello di Bossi – ha spiegato – è un populismo reazionario che rompe disinvoltamente lo spirito repubblicano, la sua cultura solidaristica, il suo orgoglio costituzionale».
LA MITOLOGIA DELLA PADANIA – Secondo Vendola, la Padania è un’invenzione puramente ideologica: «Ho sempre considerato la mitologia della Padania un’invenzione politica o ideologica. Ma quello che sta accadendo nel settentrione non mi pare sia spiegabile solo con l’epopea del territorio: ci sono processi profondi, sociali e culturali, che meritano di essere indagati».
LA SINDROME DI ZELIG – «L’errore più grave del centrosinistra – ha aggiunto il governatore della Puglia – è quello di ammalarsi della sindrome di Zelig e di cercare al Nord di essere più leghista della Lega. Come altrettanto grave è rimuovere il problema». Nel corso dell’intervista, Vendola rincara la dose: «Oggi per una parte delle classi dirigenti del Nord, il federalismo è il nome del processo di secessione, di fuoriuscita dai doveri di solidarietà nazionale. La sua forza è nella crisi del sistema regionalistico: nel rimbalzo di irresponsabilità tra Roma e i territori dal punto di vista della spesa pubblica». «La questione settentrionale – ha rilevato il leader di Sel – nel corso del tempo è diventata l’ideologia delle classi dirigenti, una forma di rancore sociale calamitato contro un Sud letto solo attraverso fantasmi, pregiudizi, luoghi comuni».
SINISTRA COME RIAPPROPRIAZIONE DAL BASSO – Per Vendola, «un pezzo rilevante della forza produttiva e sociale del Nord è in quel tessuto di piccole e medie aziende che hanno conosciuto effetti traumatici per l’ingresso nell’euro, la globalizzazione senza regole, la paura della Cina e degli immigrati». «Tutti sommovimenti arrivati negli anni – ha affermato – in cui la tv dei reality ha soppiantato scuola e università come principale canale di formazione dello spirito pubblico». «La sinistra – ha concluso Vendola – non vince se si concentra sulla costruzione di un Berlusconi di sinistra. La sinistra vince se la politica diventa una vocazione diffusa nei territori, una riappropriazione dal basso».


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