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Sviluppo dell’aeroporto “Gino Lisa”, vertice a Palazzo Dogana (3)

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L’atto di accusa di Gigi Manzionna: “Basta con questi incontri alla Provincia non frega nulla del turismo”.
Uno dei pionieri dell’imprenditoria turistica garganica si scaglia con decisione contro la bontà di questi tavoli istituzionali.

 

Uno dei pionieri dell’imprenditoria turistica garganica, il viestano Luigi Manzionna (sette strutture, tra alberghi e villaggi, con trecento dipendenti fissi), si scaglia con decisione contro la bontà di questi tavoli istituzionali: “Vedo che l’interesse è davvero enorme — dice ironicamente guardandosi intorno per far notare che la maggior parte dei politici erano già andati via -, ci fate parlare alla fine quando sono andati tutti via, per questo non avrei voluto nemmeno parlare. Ma una cosa la devo dire: del turismo alla provincia di Foggia non gliene frega proprio nulla”. Con piglio deciso, secco, taglia le gambe a chi stava provando fino a quel momento un certo interesse per il secondo incontro dedicato all’aeroporto Gino Lisa di Foggia. Lui non ci sta a rappresentare un
comparto che rappresenta il sessanta per cento del Pil provinciale e non esser mai preso in considerazione per il peso che rappresenta con i suoi circa 300 dipendenti. “Il nostro unicoproblema è di ordine politico — continua—la verità è che a Bari non contiamo niente. Basta che i nostri politici continuano a riempirci la testa con il termine ‘destagionalizzazione’, mentre i servizi a livello locale sono praticamente assenti: sono bastati due giorni di pioggia per farli scappare via”. La critica è a 360 gradi, anche se il tema sul quale gli imprenditori si scagliano con sempre maggior vigore è quello dell’assenza di un sistema di collegamento efficiente, che possa supportare i grandi numeri degli spostamenti turistici: “Di cosa stiamo parlando se non ci sono neppure le strade — afferma – quando ci chiedono dove possano uscire ci troviamo in seria difficoltà. A quel punto che diciamo al turista, arrangiati?”. Sottolinea come l’assenza di infrastrutture faccia da contrappeso al lavoro, al rischio che gli imprenditori sopportano sin dalle prime iniziative turistiche del Gargano. Quasi nessuno ha messo in piedi la propria attività con capitali pubblici. Ecco perché il livello di scontro rimane sempre altro con la classe politica, colpevole dell’inerzia che ha marginalizzato un territorio, o almeno di questo sono convinti. Con Manzionna c’è la gran parte degli imprenditori del Gargano: uno spaccato di portatori d’interesse con cui bisognerà per forza fare i conti.


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