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Pesca: la Regione propone il fermo

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Lo stato di agitazione delle marinerie dell’Adriatico non si placa. Il nuovo regolamento comunitario relativo alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile della pesca nel Mediterraneo rischia di mettere in ginocchio una delle principali risorse della nostra economia.  Entrato in vigore il primo giugno, pur se approvato nel 2006, dispone l’utilizzo di reti a maglie larghe e modifica le distanze dalla costa consentite per l’attività di pesca. “La normativa ha colto le nostre marinerie impreparate. Abbiamo una tradizione di pesca secolare, nobile, sana eppure per l’Unione europea insostenibile. Ci sarebbe bisogno di forte innovazione per dimostrare che mare e pesca possono ancora vivere insieme”. Ha dichiarato l’assessore regionale Guglielmo Minervini. La Regione Puglia sta provando a dare il proprio contributo per tamponare la situazione di emergenza di un settore così vitale e oggi drammaticamente a rischio. Una prima proposta sul tavolo, ovvero la proroga della deroga al regolamento comunitario, è stata dichiarata impercorribile dal Ministro alle politiche agricoleGalan per l’indisponibilità dell’Ue, ma la Puglia è capofila delle regioni adriatiche che torneranno all’attacco con il governo proponendo un fermo biologico straordinario per arginare gli effetti del “regolamento Mediterraneo”. I dettagli di tale proposta saranno illustrati alle rappresentanze degli armatori pugliesi, tra cui quella di Molfetta, nel corso di un incontro che si svolgerà lunedì mattina alle 12 nella sede dell’assessorato all’agricoltura (Lungomare N.Sauro 45), al quale interverrà l’assessore alle risorse agroalimentari Dario Stefano e l’assessore alle infrastrutture strategiche Guglielmo Minervini. Poi mercoledì 16 le trattative si sposteranno a Roma in un nuovo incontro con il ministro Galan.


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