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Casermette Foggia/ “Troppi detenuti pochi poliziotti”

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I sindacati chiedono al Prefetto di far bloccare i “distacchi”.

 

Rivedere le piante organiche con un aumento della polizia penitenziaria e porre fine il «distacco» del personale, ossia il trasferimento temporaneo degli agenti in altre carceri: sono le due richieste per fronteggiare il sovraffollamento del carcere di Foggia avanzate ieri mattina al prefetto Antonio Nunziante dai sindacati della polizia penitenziaria. Gli agenti di custodia da tempo hanno proclamato prima lo stato d’agitazione e quindi dai primi del mese attuato la forma estrema di protesta (non possono scioperare), ossia il rifiuto a ritirare il vitto dalla mensa. La popolazione carceraria aumenta a dismisura (si è a quota 700 a fronte di una struttura nata per ospitare tra i 350 e i 400 reclusi), quella della polizia penitenziaria resta invece immutata.
«E’ nostro dovere informarla che se la casa circondariale di Foggia è ancor oggi un luogo sicuro è solo grazie allo spirito di sacrificio e abnegazione del personale di polizia penitenziaria» hanno detto ieri mattina i sindacalisti (presenti esponenti di Sappe, Osapp, Fns Cisl, Uil penitenziari, Sinappe, Fp Cgil, Ugl, Cnpp) al prefetto che li ha ricevuti a Palazzo di Governo. Al prefetto è stata segnalata la carenza di personale nella struttura al rione delle Casermette.


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