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«Moro si comportò senza coraggio». «Bocciato» alla Maturità

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La verità storica su Aldo Moro è sacra e non si può dissentire dalla storiografia ufficiale? La risposta è «no», pena un voto basso all’esame di maturità. Accade ad uno studente impegnato nelle prove per la Maturità: il suo italiano è valido, così come grammatica e sintassi, ma quelle che non sono piaciute alla commissione sono le sue idee delle vicende storiche e politiche.  Sì, per una volta che c’è uno studente che ha delle idee, la commissione non è d’accordo. Così il giovane, che si sente penalizzato dal «39» (un voto che cumula il risultato delle prove scritte) perché lo azzopperebbe nella corsa verso il massimo della valutazione finale, va a chiedere spiegazioni ai professori e ottiene la risposta che è, più o meno, di questo tenore: «Certe cose non si possono scrivere».

Le «certe cose» riguardano l’atteggiamento di Aldo Moro quand’era prigioniero delle Brigate Rosse. Atteggiamento che lo studente, nella necessaria sintesi che fa nel suo compito, definisce non particolarmente coraggioso ma, piuttosto, prossimo alla codardia. E trae questa conclusione dalla lettura delle stesse lettere rese pubbliche dopo la morte dello statista.

Il giovane maturando è di Leverano e frequenta l’ultimo anno al Liceo Galileo Galilei di Nardò. Il suo impegno politico è palese da tempo, milita in una formazione giovanile di destra, ma ciò appare indipendente dalla sua formazione culturale: appassionato di storia e cultura italiana ha un curriculum scolastico eccellente. Ecco perché ambisce al massimo dei voti ma vuole anche il rispetto delle sue idee.

Su Facebook e nei luoghi d’incontro dei giovani non si parla d’altro. Il social network è attraversato da diverse discussioni e oltre cinquanta messaggi: si parla di Sergio Ramelli, vittima di un pestaggio mortale, dopo un tema sulle Brigate Rosse ma anche della libertà che hanno i docenti di correggere gli errori grammaticali e la forma, non le idee. «Siamo alla fucilazione intellettuale»: è il lapidario commento del dirigente regionale di Azione Giovani, Pippi Mellone.


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