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Trabucchi: il business mette a rischio il futuro dei giganti buoni del Gargano

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Con la nascita di una nuova associazione riemerge la querelle sui trabucchi viestani.

 

Belli ed impossibili. I Trabucchi del Gargano, caratteristici ed artigianali strumenti di pesca a picco sul mare, accende le fantasie non solo dei visitatori ma anche degli imprenditori. Solo due domeniche fa il Corriere della Sera ha dedicato un vasto approfondimento alla storia e al fascino dei trabucchi che ha nuovamente acceso i riflettori su uno dei patrimoni storico-culturali più preziosi ed importanti del Gargano, tanto da diventarne un vero e proprio vessillo a livello internazionale. La precisione della costruzione artigianale e nelle tecniche di pesca sono i tratti distintivi di uno strumento sul quale in molti avrebbero intenzioni di business tout court. Proprio per questo motivo diventa più profondo il contenzioso tra l’associazione Trabucchi del Gargano del presidente Enzo Spalatro e le istituzioni locali, in primis il Comune di Vieste che nei mesi scorsi “appurato” il fallimento della mission dell’associazione, subentra nel ruolo di guida, e, insieme ai proprietari delle strutture, vedrà di espletare e di risolvere anche il problema della gestione delle strutture”. Facendo un passo indietro va ricordato che a seguito degli accertamenti della locale Capitaneria di Porto i trabucchi di Vieste sono stati giudicati abusivi ed hanno visto il ritiro delle concessioni. A causa di questo evento e della conseguente presa di posizione del Comune, l’Associazione Trabucchi del Gargano ha fatto ricorso al Tar Puglia, la cui sentenza è attesa per il prossimo settembre. Da gennaio in poi pochissime sono le notizie istituzionali trapelate sull’argomento. In questi ultimi giorni il coupe de theatre: nasce l’associazione Trabucchi e Torri del Gargano, alla quale aderirebbero coloro i quali sono interessati a trasformare la struttura in attività ristorativa. “A dispetto di tutto l’enorme e continuativo operato di questi nove anni – spiega Spalatro – ,sotto l’egida del parco del Gargano, con gli auspici dei Comuni di Vieste e Peschici è nato questo nuovo soggetto, che, di fatto, ci eclissa. In pochissimi anni abbiamo recuperato i trabucchi storici e resi funzionali per l’attività di pesca. I capisaldi della nuova associazione sono proprio le due persone che, attraverso la costruzione di trabucchi abusivi (sequestrati), hanno originato l’attuale situazione di disagio. Insomma questa associazione nasce con il peccato originale, sconfessando quanto da noi fatto – prosegue -. Altro membro della diaspora è Maurizio Ursi, il delegato del Parco del Gargano, che, per il sol fatto di aver visto intralciato l’operato dei due soggetti pocanzi citati, a nostro oggettivo parere, ha fatto passare la nostra associazione dalla parte del torto con la storia della mancanza di concessioni demaniali”. Dichiarazioni forti quelle di Spalatro che vengono argomentate da Pina Cutolo, ex presidente dell’associazione. “In realtà noi siamo in regola – afferma. Si vogliono trovare improbabili escamotage burocratici per sbarazzarsi di noi. Abbiamo la concessione demaniale ai sensi dell’art. 53 del codice marittimo; inoltre, nel 2002, il Comune di Vieste ci ha rilasciato le concessioni evidenziando esplicitamente che le aree sulle quali insistevano i trabucchi si trovano su suoli demaniali. Quindi, se c’è stata un’inadempienza essa è vincolata alle informazioni non rispondenti alla realtà fornite dal Comune, il quale nella primavera del 2009 ci aveva tranquillamente rinnovato le concessioni – continua- . crediamo che siano interventi vessatori per chi vuole indebitamente appropriarsi di alcuni meriti. Toglierci la voce per certa gente significa avere campo libero per i propri affari”. Inevitabilmente il discorso ritorno, sulla storia dei due trabucchi sequestrati l’anno scorso. “Quei due ristoranti sono iniziative arbitrarie che nulla hanno a che fare con la nostra associazione – chiosa Spalatro -. Il Tar si esprimerà a settembre e finalmente sapremo la verità. Credo che questa nuova operazione punti a misconoscere la nostra posizione trasparente e netta. Sin dall’inizio abbiamo stretto un accordo con il parco del Gargano, attraverso il quale ci impegnavamo a gestire i trabucchi senza scopi di lucro che andassero aldilà dell’aspetto culturale. Invece, certa gente punta al modello peschi ciano che consente l’attività ristorativa. In tal modo, si snatura la testimonianza antropologica di un antico mestiere – conclude -. Ora il vero rischio, è quello di vedere la proliferazione di pseudo trabucchi costruiti ex novo. Il risultato sarà osceno e deturperà la nostra splendida costa; allora sì che saremo in presenza di abusi edilizi su demanio marittimo”. Di tutta questa querelle politico – burocratica l’Amministrazione Comunale di Vieste, contattata da l’Attacco, fa sapere che non ci sono significative novità e che si stà lavorando per la risoluzione del problema. D’altronde i trabucchi per loro stessa natura sono abituati ad essere pazienti e a lavorare in qualsiasi condizioni…

Matteo Palumbo
L’Attacco


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