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Faida del Gargano: è caccia ‘al latitante’

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Franco Libergolis è l’obiettivo numero uno della caccia all’uomo messa in atto dalle Forze dell’Ordine.

 

La parola fine pesa come un macigno; pesa come quel sangue versato in oltre 30 di faida. Sul Gargano l’emergenza c’è e si percepisce anche nell’aria: si taglia a fette. Ma a Manfredonia, così come a Macchia, a Mattinata e a Monte Sant’Angelo ci si rimbocca le maniche. Un moto d’orgoglio, una sorta di riscatto sociale, perchè la gente si ribella a quell’industria di morte e terrore. Si lavora giorno e notte con un unico obiettivo: la cattura dei latitanti, o meglio la cattura "del latitante" Franco Libergolis elemento di spicco della mafia garganica. Il suo nome è inserito nell’elenco dei 100 ricercati più pericolosi d’Italia. Anche quindici servizi al giorno da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Foggia in quel fazzoletto di terra, dalla bellezza paesaggistica che toglie il fiato. Servizi – come ha sottolineato il capitano Cleto Bucci, vice comandante del Reparto Operativo – finalizzati alla prevenzione generale e al controllo del territorio. Si svolgono, dunque, coordinati a largo raggio, "con l’impiego – ha aggiunto Bucci – di militari della territoriale e dei contingenti di rinforzo della Compagnia di Intervento Operativo e dell’11° Battaglione "Puglia". In totale operano venti militari con una media giornaliera di 13-15 servizi dedicati esclusivamente al monitoraggio e pattugliamento di quell’area garganica. Altri 10 Carabinieri della CIO sono impiegati giornalmente di rinforzo a Vieste. Si lavora, dunque, anche in vista, tra le altre cose, del Comitato nazionale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il ministro Roberto Maroni lunedì sarà a Manfredonia per riaffermare la presenza dello Stato. 


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