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Il rientro di Di Gioia e lo stand by dell’UdC creano malumori a Palazzo Dogana

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"Il fatto che Leonardo Di Gioia rivesta la carica di Consigliere regionale non produce una situazione di incompatibilità istituzionale e politica. Nessuno di noi, con la nomina di Di Gioia, si sente diminuito nella propria dignità e nel ruolo di pubblico amministratore che riveste. Nessuna mortificazione, quindi, per il PDL. Ad ognuno il suo ruolo."  Così Gabriele Mazzone, coordinatore del Popolo della Libertà, cerca di porre fine alle polemiche scatenatesi dopo la decisione del presidente Pepe, di far rientrare nello staff di governo della provincia, l’ex assessore al bilancio ed attuale consigliere regionale, Leonardo di Gioia. Il malumore diffuso scatenatosi all’interno di Palazzo Dogana alla notizia del rientro di Di Gioia, fa il paio con l’irrisolta questione con l’UdC. Dopo l’approvazione del bilancio di previsione 2010, sembrava oramai imminente il ritorno in Giunta dei centristi. A 5 mesi dal ritiro delle deleghe, invece, la questione UdC non è ancora risolta e Pepe continua a temporeggiare sull’assegnazione dei tre assessorati vacanti: bilancio, trasporti e turismo. Su queste ultime due poltrone, già occupate da Vito Guerrera e Nicola Vascello – fuori dalla Giunta, dopo la decisione del partito di Casini di appoggiare Mongelli alle comunali dello scorso anno – si concentrano le mire dei centristi. Lo stesso onorevole Angelo Cera, ha ribadito l’urgenza di accelerare le pratiche per il rientro a Palazzo Dogana. Un rientro che darebbe all´UdC una base d’appoggio sulla quale ricostruire un assetto stabile in un partito che, in Capitanata, dopo le dimissioni del segretario Franco Di Giuseppe sta vivendo un momento non semplice.


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