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Vieste/ L’identità perduta e quelle scalinate scomparse

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Riceviamo e pubblichiamo.

 

 Quand’ero piccolo, quando mio fratello Michele si addormentava nel bagno in compagnia della coniglietta di Playboy, mio padre, di fronte alle mie urgenti esigenze che pensavo trovassero naturale ascolto nel bagno di casa, mi liquidava con due frasi in dialetto viestano, mai alternate, pronunciate in successione alla velocità della luce: “Vai a cagare a mare, vai a cagare alla spiaggia”. Era normale per mio padre defecare sulla spiaggia. Altri tempi. Io non ci stavo. Dopo una lunga, dura ed estenuante lotta contro la stitichezza e il pisciaturo sul balcone di casa, aspiravo al bagno (e alla coniglietta di Playboy). Andiamo con ordine.

I lavori di costruzione del marciapiede del lungomare Cristoforo Colombo hanno eliminato le scalinate che consentivano l’accesso al mare denominate “punta della banchina” e “mezza presa” (alcuni anziani suggeriscono la presenza di un’altra scalinata a mare denominata "la presa")?
15 aprile 2009, Video News Vieste: “Sarà completato il lungomare Colombo”. Leggo: “… Il marciapiede sarà intervallato anche da un paio di scalinate che consentiranno l’accesso al mare, in particolare alla punta della banchina e alla mezza presa”. Uhm. Salgo sul Comune. Il gentilissimo architetto Latosa mi spiega la sua versione dei fatti. In ogni caso, non c’è traccia nel progetto (tavola n. 12, marzo 2000, committente Comune di Vieste, tecnico arch. Anna M. Falcone) delle due scalinate.

I luoghi dell’identità dove i nostri avi sbattevano i polipi, si facevano fotografare con le proprie spose nel giorno del matrimonio o con i migliori amici, imparavano a nuotare, amoreggiavano (facevano i "purciduzz") e, in un’epoca in cui la merda non incuteva timore (quanti bagni i nostri genitori hanno fatto nei vari "ruagn" di Vieste!), defecavano (dato testimoniato dalla presenza, così raccontano gli anziani, delle famose "pr’set") permettendo ai loro sederi di farsi accarezzare dal polverino di mare, non ci sono più.

Sono lontani i tempi i cui i nostri genitori sbattevano i polipi, pulivano i pesci e i mitili sulle rocce (pratica altamente sostenibile dal punto di vista ambientale e diffusa oggi in molte nazioni). Sono lontani i tempi in cui i nostri genitori si facevano immortalare da fotografi bravissimi e umani in via Cristoforo Colombo, si tuffavano dalla punta di Santa Croce, iniziavano l’arte dell’amore incantando le fortunate fanciulle con la spettacolare vista sul mare della Marina Piccola. Le feci sulle scalinate e più in generale alla punta di Santa Croce ci riportano indietro nel tempo quando i pescatori di Vieste, per la carenza di servizi igienici domestici e per la vicinanza al porto, eleggevano il posto più panoramico di Vieste a naturale zona cagatoio.

Oggi la situazione igienica nelle case è fortunatamente migliorata. Tuttavia, un gruppo di pescatori abili come gli incursori della Marina Militare Italiana, alle cinque di mattina, eludendo i sofisticati sistemi satellitari del signor Pastorella, rilasciano gli escrementi sulla scogliera di fronte al Faro. “Ci sono cose che non si possono comprare”. Siamo ossessionati dalla vista della merda. Vieste non può più permettersi di mostrare ai propri turisti le scalinate di via Cristoforo Colombo imbrattate di merda.

A rigor di logica, se applicassimo il teorema dell’architetto Latosa dovremmo interdire l’accesso dei pescatori a tutta la costa di punta Santa Croce, poiché con la chiusura delle scalinate la zona cagatoio si è spostata verso lo “Spacco di Rosinella” sempre più minata da “presate” e fazzolettini di carta bianchissima Todis che hanno sostituito la più ecologica carta del pane che era scelta per i bisogni umani grazie al suo colore (la “Mancina” è off limits dall’ultima diarrea che ha colpito i pescatori di Vieste nel 1985 dopo la grande abbuffata di biotossine nascoste nei molluschi bivalvi) .

E’ una questione di sensibilità. Siamo da sempre indifferenti alle colonie di coliformi totali. Vieste può tollerare la cattiva qualità delle acque di balneazione in alcune località. Se applicassimo il teorema dell’architetto Latosa dovremmo interdire l’accesso a Via Ripe, vocata zona cagatoio e ‘cannoni’ vari sotto il balcone dell’avvocato Bosco. Se applicassimo il teorema dell’architetto Latosa dovremmo interdire l’accesso al mare alle persone (divieto esteso a tutti per via delle difficoltà oggettive di appurare le fonti d’inquinamento). E’ una questione statistica. I bagni dei lidi sono poco usati.

Se applicassimo il teorema dell’architetto Latosa dovremmo interdire l’accesso dei cani ai marciapiedi. Il teorema dell’architetto Latosa non mi convince. Forse sarebbe stato più utile installare alla punta di Santa Croce un bagno chimico Sebach Top San Hn, una buona illuminazione, un servizio di pulizia giornaliera della costa, un sistema di videosorveglianza.
E’ vero. Alle scalinate era vietato l’accesso: “Area incustodita. Balneazione non sicura per mancanza di servizio di salvataggio”. I polipi si sbattono sempre meno sulle rocce, pochissimi puliscono il pesce e i mitili con l’acqua di mare.

A quarant’anni ho imparato che “ci sono cose che non si possono comprare”: sbattere i polipi e pulire il pesce. Per i resti dei pesci, crostacei e molluschi (rifiuti organici) che finiscono nella discarica di Landa La Serpe, c’è MasterCard. Le attività quotidiane che si svolgevano sulle scalinate erano un pretesto per stare insieme. Le scalinate svolgevano in definitiva l’importante funzione di aggregazione di una collettività. La loro scomparsa testimonia la nuova era di facebook, dell’Apple, del mojito e del Quasenada.

Il silenzio dei viestani di fronte alla scomparsa delle scalinate testimonia la perdita d’identità di un popolo di contadini e pescatori che con la colonizzazione turistica e il miraggio capitalistico ha perso la giusta rotta.

Lazzaro Santoro

NB. Per chi volesse accertarsi, le foto delle scalinate sono su Google Earth:
– http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode&q=cartina+di+Vieste&sll=41.948256%2C16.159515&sspn=0.144015%2C0.550003&ie=UTF8&t=h&hq&hnear=Vieste+Foggia%2C+Puglia&ll=41.886633%2C16.180842&spn=0.000433%2C0.001321&z=20&layer=c&cbll=41.886733%2C16.180877&panoid=KPwYstgPmVj2bRilp_KlCw&cbp=12%2C70.74%2C%2C2%2C25.29

– http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode&q=cartina+di+Vieste&sll=41.948256%2C16.159515&sspn=0.144015%2C0.550003&ie=UTF8&t=h&hq&hnear=Vieste+Foggia%2C+Puglia&ll=41.886356%2C16.180732&spn=0.000433%2C0.001321&z=20&layer=c&cbll=41.886429%2C16.180796&panoid=vjKuzZEDgsPOqIYMOOIQqQ&cbp=12%2C25.6%2C%2C2%2C6.86

– http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode&q=cartina+di+Vieste&sll=41.948256%2C16.159515&sspn=0.144015%2C0.550003&ie=UTF8&t=h&hq&hnear=Vieste+Foggia%2C+Puglia&ll=41.886917%2C16.181037&spn=0.000433%2C0.001321&z=20&layer=c&cbll=41.886824%2C16.180959&panoid=iO-tHnh6HFVOaZsvvQDqng&cbp=12%2C185.3%2C%2C1%2C13.42

– http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode&q=cartina+di+Vieste&sll=41.948256%2C16.159515&sspn=0.144015%2C0.550003&ie=UTF8&t=h&hq&hnear=Vieste+Foggia%2C+Puglia&ll=41.886824%2C16.180959&spn=0.000433%2C0.001321&z=20&layer=c&cbll=41.886824%2C16.180959&panoid=iO-tHnh6HFVOaZsvvQDqng&cbp=12%2C190.69%2C%2C0%2C5

– http://maps.google.it/maps?f=q&hl=it&geocode&q=cartina+di+Vieste&sll=41.948256%2C16.159515&sspn=0.144015%2C0.550003&ie=UTF8&t=h&hq&hnear=Vieste+Foggia%2C+Puglia&ll=41.887137%2C16.181214&spn=0.000433%2C0.001321&z=20&layer=c&cbll=41.887237%2C16.181266&panoid=U2QKY2EUAcy7a0JTAv_lPw&cbp=12%2C154.28%2C%2C1%2C14.27


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