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Gargano si lavora per sconfiggere la faida

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Due territori sotto assedio. Due perle della nostra provincia: Manfredonia e Monte Sant’Angelo, terra, quest’ultima dell’Arcangelo San Michele. Ora però hanno un marchio a fuoco che le contraddistingue. Quel marchio di chiama faida! La guerra tra i pastori del promontorio che in oltre trent’anni ha seminato morte e terrore. Una lotta armata riconducibile – dice il procuratore della Repubblica di Bari, Antonio Laudati – a una grandissima ricchezza, quella che viene dal controllo degli stupefacenti, dalle estorsioni, dal controllo dei flussi finanziari. I due sindaci lunedì pomeriggio hanno incontrato il ministro Maroni, anteponendo la questione sicurezza dei cittadini su tutto. Lo ha fatto Angelo Riccardi che ha chiesto al Ministro di avere a disposizione "strutture all’altezza, con la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri ed una nuova struttura per la polizia di Stato’ . Lo ha fatto anche Andrea Ciliberti che a sua volta ha chiesto ‘che vengano messe a disposizione per il territorio di Monte uomini, mezzi e tecnologie adeguate’. La risposta del rappresentante di Governo non si è fatta attendere. In primis con l’istituzione di due gruppi investigativi: cacciatori dell’Aspromonte, nuclei speciali per stanare i due latitanti l’ergastolano Franco Libergolis e Giuseppe Pacilli. Poi con l’accoglimento, in tempi rapidissimi, delle richieste avanzate dai due sindaci di Monte e Manfredonia. Perchè il Gargano va liberato.


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