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Monte Sant’Angelo/ A Festambiente “Sud Sostantivo Femminile”

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Noi, impegnate sulla via della sostenibilità. Cura del territorio, qualità della vita, difesa della legalità. Per il Sud, la parola alle donne. L’APPELLO…

 

Noi donne siamo una grande risorsa per la rinascita del Sud. Una forza inespressa che già opera nell’informazione, in magistratura, nelle forze dell’ordine, nel terzo settore, nel sistema educativo, nel volontariato, nel mondo artistico e imprenditoriale, portando un punto di vista spesso alternativo che riesce a promuovere quei valori che stanno alla base di una società più giusta, sostenibile e solidale.
Anche da noi occorre ripartire perché il Sud riesca ad emergere da una condizione storica di svantaggio territoriale che rischia di acutizzarsi sempre di più in questo momento di grave crisi globale, per uscire dalla quale occorre rivedere l’attuale modello di sviluppo.
La capacità di cambiamento e di innovazione dei territori sarà determinante per riuscire a trovare un nuovo equilibrio economico, sociale ed ambientale.
Un equilibrio al quale la cultura femminile può dare un apporto determinante, valorizzando e portando sui tavoli politici, nei luoghi di lavoro, nella società alcune proprie istanze specifiche, che possono rappresentare un importante elemento di svolta per uno sviluppo sostenibile dei territori meridionali.
Per questo le donne meridionali per il futuro del Sud chiedono e si impegnano a lavorare per:
ü    La cura e manutenzione del territorio, anche come motore occupazionale.
ü    Modelli organizzativi alternativi, più improntati al benessere della persona ed alla qualità della vita rispetto a quelli attuali nella gestione delle aree urbane, del lavoro, dei servizi.
ü    La promozione di stili di vita individuali e collettivi più sostenibili, rispettosi dell’ambiente e delle diverse sensibilità e bisogni sociali.
ü    La promozione di una cultura della legalità, contro tutte le mafie.
ü    La riqualificazione del sistema educativo e culturale dei territori del Sud, con particolare attenzione all’integrazione del sistema istruzione-formazione-lavoro, per dare la possibilità ai giovani meridionali di investire le loro competenze e la loro vita nella loro terra.

Prime firmatarie    Rita Borsellino (eurodeputata)
            Carmen Consoli (artista)
            Cristiana Coppola (responsabile Mezzogiorno di Confindustria)
            Silvia Godelli (assessore al mediterraneo Regione Puglia)
            Rossella Muroni (direttore generale di Legambiente)

Dichiarazioni per adesione all’appello
RITA BORSELLINO, europarlamentare: “Aderisco con entusiasmo a questa iniziativa a sostegno di Sud Sostantivo femminile, perché credo fermamente nella capacità delle donne e degli uomini del Sud di riscattare il territorio  e riscattarsi dalla situazione di disagio che purtroppo ci caratterizza. Il nostro territorio devastato e martoriato da anni di malgoverno, incuria e soprattutto dalla carenza di lavoro può e deve uscire da questo guscio e ritrovare la strada per un futuro di sviluppo e legalità, avendo cura delle sue grandi e invidiate risorse su cui la criminalità tende a mettere le mani. Ognuno di noi è chiamato a impegnarsi per la crescita e la cura del territorio, per migliorare la qualità della vita e l’ambiente in cui viviamo, per difendere e promuovere la cultura della legalità".
CARMEN CONSOLI, artista:"La Terra è Madre, nutre e cura le sue creature, tende a conservarne le specie, ripristinare gli equilibri. La Natura è madre, non conosce inutile violenza, ha una legge e una ragione per tutto, ma non le occorrono codici e codicilli per funzionare. L’archetipo dell’amore materno è quello di un amore orizzontale, di colei che ama indistintamente tutti i suoi figli, prescindendo dai loro pregi e difetti, li ama semplicemente perché sono. Credo che ci siano delle caratteristiche universali femminili che possano essere una grande ricchezza nella sfida mondiale alla sostenibilità e all’educazione".
SILVIA GODELLI, assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo della Regione Puglia:“E’ sempre stato così: nei tempi bui delle crisi tocca alle donne costruire la speranza, dare al futuro una possibilità. Così è oggi, in un mondo che tocca il suo punto limite, mentre troppe certezze illusorie crollano miseramente, e l’idea falsamente onnipotente di uno sviluppo illimitato tanto quanto violento espone sempre più crudamente le sue irrimediabili crepe. Costruire dunque un futuro diverso, nel rispetto delle leggi della natura, nella riparazione dei diritti violati degli individui e dei popoli. questo ci tocca, questo vogliamo fare. Essere donna, in questa fase, é risorsa grande: partendo da Sud, dalle radici dei tanti Sud del mondo, essa si fa universale, materna e riproduttiva, pacifista e riparatrice, ancestrale eppure, sempre e ancora, innovativa”.

CRISTIANA COPPOLA, responsabile Confindustria Mezzogiorno: “Cura del territorio, qualità della vita, difesa della legalità e scuola costituiscono i pilastri sui quali si può realizzare un Sud migliore. Questo Sud in realtà esiste già, ma le sue potenzialità sono in grande misura ancora inespresse e lo stesso avviene per molte donne, i cui talenti non sono adeguatamente valorizzati. Le donne si impegnano per il Sud. Dare spazio a questo impegno e alle donne vuole dire quindi favorire la crescita del Mezzogiorno: un traguardo importante per tutta la società meridionale e per l’intero Paese”.

ROSSELLA MURONI, direttore generale Legambiente: “La storia dell’ambientalismo annovera tra i suoi esponenti donne eccezionali, fortemente impegnate nel portare avanti le ragioni dell’ambiente, della sostenibilità, della salute. Figure straordinarie che, spesso, oltre alle difficoltà dell’impresa, hanno dovuto affrontare lo scetticismo del mondo accademico o professionale per poter vedere riconosciute le proprie capacità e la correttezza delle proprie intuizioni. Gli esempi sono numerosi ma mi piace ricordare in questa occasione, le battaglie per la tutela del patrimonio naturale del premio nobel per la pace Wangari Muta Maathai, o l’infaticabile impegno di Vandana Shiva contro lo strapotere delle multinazionali che vorrebbero brevettare l’agricoltura e costringere i contadini a coltivare piante geneticamente modificate, senza dimenticare l’impegno della nostra Laura Conti in difesa della salute dei lavoratori di Seveso o il coraggio di Luisa Minazzi, fondatrice del circolo Legambiente Casale Monferrato, recentemente scomparsa per un cancro dovuto all’esposizione all’amianto. Luisa ha combattuto, prima e dopo aver scoperto il suo male, per ottenere la messa al bando dell’asbesto e il riconoscimento dei diritti delle vittime dell’inquinamento da amianto, tutt’ora impegnati nel processo contro i vertici dell’Eternit”.


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