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Festambiente sud/ La rivolta dei “Motus” con la terza tappa dell’Antigone

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Il debutto dell’Otello di Federica Santoro, le spose bambine di Pizzicato e Piotrowicz, i protagonisti della seconda giornata del Teatro Civile Festival.

 

Il programma di venerdì 23 luglio, al Castello di Monte Sant’Angelo

La seconda giornata del Teatro Civile Festival ospiterà un’interessante rilettura di testi classici: saranno infatti l’Otello di Federica Santoro e i Motus con l’Antigone a calcare il palcoscenico del Castello di Monte Sant’Angelo il 23 luglio.

Ad aprire la serata, un aperitivo artistico alle 19,45, nel corso del quale verrà presentato il video Infant Brides, un fotoreportage di Achille Piotrowicz e Antonio Pizzicato.
Una bambina viene scelta per sposare un ragazzo più grande di lei; destino comune a molte, nell’Etiopia rurale. Spesso non hanno dodici anni. Vengono sottomesse alla vita coniugale e al mistero del concepimento mentre il loro corpo e i loro pensieri sono ancora acerbi. Allora l’integrità e il futuro delle piccole viene inciso irreversibilmente e, alla fine, molte delle bambine vendute spose, hanno per madre una bambina sposa. Questa è la tradizione: così si fa, e basta.
Infant Brides è tratto da un reportage di Achille Piotrowicz, fotogiornalista freelance che scava nella realtà di Paesi considerati ‘il terzo mondo’ per testimoniare le ferite che arrossano i margini della dentatura bianca orgoglio della società del benessere. Il piccolo film foto-documentario è un’estensione della ricerca sul linguaggio vocale tracciata da Antonio Pizzicato – regista, compositore e performer della voce – combinando la narrazione visiva composta in scatti d’autore (mediante immagine fotografica) alla diffrazione sonora in cui si moltiplica la voce che attraversa la parola poetica o – come in questo caso – la preghiera.
Il video verrà proiettato al Castello durante tutte le giornate del Teatro Civile Festival, dalle 19 alle 21. La visione sarà assistita dagli autori ed è riservata, su prenotazione, a due spettatori alla volta.

Alle 20, 45, nella piazza d’armi del Castello Federica Santoro e Luca Tilli porteranno in scena, in prima nazionale, L’ingegneria del consenso – Otello dall’Otello di W. Shakespeare a V. Packard. Lo spettacolo rappresenta una riscrittura dell’Otello di W. Shakespeare. Federica Santoro, diplomata all’Accademia nazionale d’arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, e Luca Tilli entrano nelle profondità dell’Otello di Shakespeare, approfondendone gli aspetti sonori e le invenzioni sceniche per poi, con una sorta di leggerezza e ironia, far riaffiorare alla superficie e far vivere il testo fuori dai luoghi comuni, ridipinto, una riscrittura che approda ai persuasori occulti di Vance Packard.
I personaggi a tutti noti, come le due figure femminili di Desdemona e di Emilia, si perdono e rimangono le loro funzioni, come distorte dalla Storia, trasformate, spostate di qualche grado dal suo asse; restano tracce dei veri protagonisti, rimangono i segni dei meccanismi che mettono in moto la loro tragedia. Dalla beffa alla tragedia.

Alle 22,30 spazio ad un’altra grande figura femminile, l’Antigone, presentata dalla compagnia Motus, guidata da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, con lo spettacolo Iovadovia (Antigone) contest #3. Da circa un anno i Motus hanno iniziato questo loro inquieto percorso nel mito di Antigone, vista come figura eminentemente politica che incarna il rapporto-conflitto tra le generazioni. Iovadovia, da leggere così com’è, tutto d’un fiato, è la terza tappa del ciclo intrapreso attorno ai temi e alle suggestioni della tragedia classica, reinventata, reinterpretata, metabolizzata dagli attori nelle forme attuali di un immaginario desolatamente metropolitano.
Stavolta il gruppo romagnolo mette a fuoco l’incontro – alle soglie della morte – fra la protagonista e un Tiresia-donna, privato della vista per "aver troppo visto", sul bordo di un metaforico lago scuro, collocabile in quel punto limite che i greci chiamano Ate, un labile confine fra vita e morte, che solo brevemente nel corso dell’esistenza può essere varcato. Li immaginiamo sul bordo di un lago nero, senza fondo, in un accampamento mobile, come i tanti sorti dal nulla ai margini delle metropoli, costruiti da quelli che hanno perso spazio vitale a seguito "della crisi" o semplicemente hanno deciso di Andarevia…
Un "luogo oscuro" condiviso e illuminato dagli sguardi degli spettatori, anche in questo caso immessi nello spazio scenico, testimoni del confronto che qui assume una forma circolare, magica. L’improbabile contest si declina così sulle note di un abbandono, che non è fuga, ma viaggio verso la morte-camera oscura per Antigone e l’ignoto che si profila a un Tiresia-donna dopo aver lasciato il cospetto di Creonte, accusandolo di aver invertito la cosmologia della vita e della morte.
L’intero progetto dedicato ad Antigone permette ai Motus, di compiere un viaggio fra le rivolte del contemporaneo, di offrire ancora una volta un nuovo sguardo che, partendo dalla tradizione, si proietta sul presente dando la possibilità di riflettere sul nostro futuro, cercando di trasformare l’indignazione in azione.

Durante la serata saranno allestiti, sempre all’interno del Castello, appositi spazi di degustazione di prodotti tipici e di vini del paesaggio.

I biglietti sono in vendita:
– presso l’edicola Scarabocchio, corso Vittorio Emanuele 189, Monte Sant’Angelo (Fg) – 0884 562299
– ingresso del Castello di Monte Sant’Angelo (Fg)
– sul circuito di Booking Show (www.bookingshow.com)

Teatro Civile Festival di Legambiente è giunto alla quarta edizione. E’ socio fondatore del Consorzio 5FSS e fa parte della rete dei festival di Legambiente Festambiente.net. Promosso dalla direzione nazionale di Legambiente, gode di sostegno da parte di istituzioni e sponsor privati ed è organizzato dal circolo Legambiente FestambienteSud di Monte Sant’Angelo.

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Teatro Civile Festival, in scena con Legambiente
Festival teatrale nazionale di Legambiente
Castello di Monte Sant’Angelo (Fg) dal 22 luglio al 25 luglio 2010

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