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Sanità, piano di rientro/ «La Puglia ha tempo fino al 30 settembre»

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Il Consiglio dei ministri ha deciso la riapertura dei termini per i piani di rientro della Regione Puglia. Lo ha annunciato il ministro della Salute Ferruccio Fazio uscendo da Palazzo Chigi.

Poi, un Comunicato del CdM chiarisce: «Per la Puglia, che ha presentato nei termini la richiesta di sottoscrivere il prescritto accordo, corredato dal relativo piano di rientro, il Consiglio ha deciso di concedere alla Regione la possibilità di integrare, entro il 30 settembre prossimo, la documentazione già trasmessa, così da poter poi procedere alla stipula del predetto accordo».

Intanto, ieri è proseguita la «guerra» fra gli esponenti politici del centrosinistra e del centrodestra. Chiede «senso di responsabilità al governo » il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro: «Anche i pugliesi sono cittadini italiani. Queste sono ore decisive per il futuro della Puglia».

«Non si può mettere in atto la strategia del terrore per tenere tutto sotto controllo, non lo si può fare a livello nazionale, né lo si deve fare a livello regionale – commenta l’on. Gero Grassi (Pd) – quanto sta accadendo in Puglia è gravissimo. Il ministro dell’Economia Tremonti facendo retromarcia sul Piano di rientro e bloccando 500 milioni di euro per la Puglia, prospettando il commissariamento in materia di sanità non sta risolvendo un problema, ne sta creando un’infinità: migliaia di famiglie terrorizzate all’idea di non ricevere lo stipendio nei prossimi mesi, moltissimi servizi messi a rischio per la mancanza di fondi, liste d’attesa tenute ancora più in attesa, per l’incertezza del domani».

«Mi auguro che prevalga la responsabilità, perché la battaglia politica è sempre legittima ma non può confondersi con la lealtà dei rapporti istituzionali e con la tutela degli interessi di 4.200.000 cittadini» è anche l’opinione del coordinatore regionale di Sinistra ecologia e Libertà e assessore alle Politiche giovanili e per l’immigrazione della Regione Puglia, Nicola Fratoianni.

Dal canto suo, il movimento «La Puglia per Vendola» afferma di apprezzare la posizione critica del governatore nei confronti di Tremonti: «Non vorremmo che in questa particolare fase un governo Berlusconi ormai a trazione leghista faccia ricadere le contraddizioni interne alla sua maggioranza sul Mezzogiorno, e in particolare sulla Puglia». Di tutt’altro tenore le dichiarazioni provenienti dagli esponenti del centrodestra.

«Dal partito di Vendola arrivano proposte illiberali per mettere a tacere l’opposizione». È quanto denunciano il vice-presidente del Consiglio Regionale pugliese Nino Marmo ed il capogruppo Pdl Rocco Palese. «Come gli capita spesso, di fronte alla verifica delle sue colpe e dei suoi errori, Vendola ha perso la testa, scaricando istericamente infamie e menzogne sulla testa dei suoi avversari», spiega Marmo.

«È un atteggiamento da masochista quello di Vendola che, non contento delle bastonate di Tremonti, le richiede anche a Napolitano che non potrà fare altro che ribadire che le disposizioni inerenti il Patto di stabilità, che sistematicamente Vendola sforate, sono dettate ai fini dell’unità economica della Repubblica e costituiscono principi di coordinamento della finanza pubblica»: è quanto aggiunge il consigliere del Pdl Ignazio Zullo.

«Nessuno vuole far perdere alla Puglia 500 milioni di euro che potrebbero essere investiti in servizi sanitari. Ma non si può continuare a mistificare la realtà dei fatti», ribadisce Rober to Mar ti anche lui consigliere Pdl. Dà una lettura diversa della vicenda il capogruppo pugliese dell’Udc, Salvato – re Negro: «Paradossalmente Fitto e il Pdl di Puglia, complice il ministro Tremonti, stanno spianando la strada a Vendola per la candidatura a premier». Fuori dal coro Michele Rizzi, di Alternativa comunista: «Altro che Napolitano, Vendola ritiri il Piano sanitario ».

 

 

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