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Vieste – QUANDO SI DICE FERRAGOSTO…

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Non ci si è fatti mancare nulla a Vieste per il Ferragosto. Traffico, fuochi d’artificio, baillame urbano, falò sulle spiagge e, purtroppo, alcune azioni della criminalità.

Nel più puro rispetto della tradizione il traffico, con abbondante contorno di ingorghi, l’ha fatta da padrone. Al mattino, a mezzogiorno, nel pomeriggio, a nord ed a sud della città, le auto incolonnate erano il sottofondo dello skyline di Vieste. Quasi come un rito propiziatorio per la stagione turistica qui si vuole (o meglio taluni commercianti chiedono ancora) che in pieno centro urbano si sia inondati dai gas di scarico, dai rumori e dal conseguente caos nella viabilità urbana. Quando si avrà il coraggio di essere davvero moderni è di imporre (a dispetto di qualsiasi petulante commerciante) che la città diventi per sempre più ore al giorno una zona pedonale. Ne guadagnerebbero tutti: i residenti l’agognata tranquillità, i turisti l’opportunità di muoversi in liberta, i commercianti di lavorare al meglio. Eppure, dopo quarant’anni di turismo (o presunto tale) siamo ancora a discutere di queste ovvietà. Per non parlare dell’annosa questione dell’organizzazione della viabilità e dei parcheggi, con la ciliegina della rimozione forzata.
I fuochi nella sera di Ferragosto sono da sempre una sorta di bollino blu per certificare che la stagione estiva c’è stata davvero e che tutto si è svolto secondo tradizione, ovvero spesso senza regole. Eppure a scorgere bene sotto quella sorta di cortina fumogena che sono questi movimentati giorni di agosto, si vede con chiarezza un fatto ormai inconfutabile: è crollato il mito dei quindici giorni di agosto che sistemano tutto e gonfiano l’economia della città. Le strutture ricettive turistiche (alberghi, villaggi, campeggi, residence e la miriade di appartamenti) hanno trovato grandi difficoltà a vendere i soggiorni del mese di agosto per cui i “buchi” sono stati tanti, spalmati in maniera disomogenea fra costa nord e costa sud.
Gli esercizi commerciali, in città ma anche nell’extraurbano, hanno riscontrato un forte calo dei consumi, talora dovuto anche all’appiattimento nella tipologia del prodotti venduti. Dalle tante e troppe pizzerie al taglio (in pratica pizzerie con tanto di servizio a tavola), ai bar improvvisati, ai negozi di ciarpame finto artigianato, ai rivenditori di abbigliamento low cost (ed ovviamente low quality), ai banchi di fruttaroli disseminati ad ogni incrocio di strada. Per non parlare poi delle modalità di vendita e/o di servizio che squalificano il decoro urbano. Si va dai negozi di scarpe che a centro città costruiscono muraglie di scarpe con espositori che ingombrano i marciapiedi, ai tavolini dei bar che all’ora del “coprifuoco” (la chiusura al traffico serale) debordano dai limiti di occupazione degli spazi pubblici per inondare la strada, dai ristoranti/pizzerie/trattorie/osterie che, soprattutto nel centro storico, ammorbano l’aria con fumi e cattivi odori perché non dotati degli opportuni impianti di trattamento, ai rumori assordanti di tane attività che con televisori e maxi schermo pompano musica fino a notte inoltrata.
I giovani, composta da un’esigua pattuglia di turisti e da una proporzionalmente più numerosa schiera di viestani, hanno come sempre celebrato il Ferragosto con falò sulle spiagge, con contorno di abbondanti bevute, un po’ di musica con un passaggio in quei due o tre posti dove la si trova fino a notte fonda. Per loro è solo questo che passa il convento. E poi ci si interroga perché ad agosto non arrivano più quelle comitive di giovani di una volta. Cosa verrebbero a fare, a rischiare la depressione visto la poca (o nulla) varietà di divertimenti disponibili? Preferiscono il Salento perché lì hanno ogni sera l’imbarazzo della scelta sul come far notte!
A rendere amaro questo Ferragosto viestano hanno poi contribuito alcuni eventi criminosi per una città che da diversi mesi sembrava aver ritrovato una certa tranquillità. Sono stati, infatti, rapinati dell’incasso alcuni titolari di attività commerciali attesi sotto casa a chiusura della serata lavorativa. Da segnalare anche l’aggressione ad un giovane professionista viestano, Vito Turi. Atteso sotto casa è stato brutalmente malmenato, a scopo di rapina. C’è da sottolineare come l’aggressione sia avvenuta in pieno centro urbano.
E per non farci mancare niente, c’è stato anche un incendio in località Tomarosso  che ha richiesto l’intervento di tre velivoli “fire boss” della Protezione Civile, oltre a squadre impegnate a terra.
Così anche questo Ferragosto è passato, ci si prepara agli scampoli della “stagione” ed ai consuntivi di quelli che, chiuse le varie attività, si dedicheranno a scaricare solo gli altri le colpe delle cose che non hanno funzionato e dei mancati incassi.
Che volete, è la solita estate viestana!


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