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Rodi Garganico/ D’Anelli bacchetta i colleghi sindaci per la discarica

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Scongiurato il pericolo di vedere le vie cittadine dei Comuni del Gargano nord piene di rifiuti, a seguito della chiusura della discarica di Cerignola su provvedimento della procura di Foggia.

 E il momento, anche se a caldo (non è riferibile alle alte temperature che si registrano in questi giorni), di come sia stato possibile, nell’arco di appena due giorni, risolvere il problema che, in caso contrario, avrebbe letteralmente fotografato una situazione di degrado tale da fare il giro del mondo. Una sorta di Napoli che affogava nell’immondizia, paragone non del tutto azzardato se ricordiamo il numero di turisti e residenti che in questo periodo sono sul Gargano e, di conseguenza, le tonnellate di rifiuti che non si sapeva dove andare a smaltire.
«Sono stati giorni di fuoco – spiega il sindaco Carmine D’Anelli – durante i quali, mentre tanti colleghi e lo stesso assessore provinciale all’ambiente, Stefano Pecorella – erano in spiaggia, limitandosi a qualche telefonata per “avere notizie”, dal primo momento ci siamo adoperati per trovare una soluzione che potesse scongiurare, nell’immediato, quello che si sarebbe prefigurato in caso che la discarica di Cerignola fosse stata ancora non disponibile».
D’Anelli, come sempre, non ha peli sulla lingua quando deve puntare l’indice contro qualcuno, ma con la stessa naturalezza sa riconoscere i meriti di chi si rimbocca le maniche e non si ferma se non dopo aver portato a termine il compito. «Se oggi possiamo tirare un sospiro di sollievo – ci dice D’Anelli – lo dobbiamo al procuratore della repubblica di Foggia, Vincenzo Russo, al viceprefetto vicario, Michele Di Bari, e al dirigente della prefettura, Daniela Aponte – che si sono letteralmente fatti in quattro, non risparmiandosi un solo minuto per dare una risposta positiva alle nostre sollecitazioni affinché la discarica di Cerignola quantomeno riaperta». Il procuratore Russo si è impegnato, in prima persona, perchè fossero rimossi i sigilli, valutando, insieme ai colleghi quale fosse la decisione più equilibrata da prendere sotto l’aspetto legale. «Fermo restando che resta tutta in piedi la denuncia presentata dal proprietario di un terreno confinante con la discarica che ha determinato l’intervento della magistratura, non sono state sottovalutate le conseguenze che ci sarebbero state qualora la chiusura del sito di Cerignola si fosse prolungata ancora per un giorno».
In sintesi, rispetto della legalità ed esigenza di emergenza hanno trovato il punto di equilibrio in una decisione che va ascritta al buon senso e alla professionalità di chi opera in settori delicatissimi della società, quali sono la magistratura e gli organismi amministrativi. Una emergenza che, però, non può continuare all’infinito; è tempo che vengano prese decisioni definitive per evitare che i cittadini continuino a pagare costi che, giorno dopo giorno, sono sempre più onerosi, e che in tempi di congiuntura incidono ancora più pesantemente sui bilanci familiari.
Ma il problema continua a tenere banco.

Franco Mastropaolo

 

 

 

 

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