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Vico/ L’Azienda rifiuti presenta i conti ai dipendenti

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Gli strascichi del servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti a Vico del Gargano che, per circa due anni è stato gestito dalla Si.Eco, Azienda di Triggiano; una storia infinita che oggi vede penalizzati i dipendenti che si sono visti, sul proprio cedolino dello stipendio, riportare trattenute, anche di oltre quattromila euro.

 Dire che il tutto possa essere ricondotto ad una assurda quanto allucinante vicenda è, a dir poco, riduttivo. L’assurdo di tutto questo sta proprio nel fatto che l’Azienda barese ha la pretesa di rivalersi sul personale, il cui unico torto è stato quello di continuare a garantire un servizio di qualità nonostante che la Si.Eco li facesse operare in condizioni di grave difficoltà, vuoi per l’inefficienza e insufficienza degli automezzi, vuoi per i ripetuti ritardi nei pagamenti delle spettanze.
Se poi a tutto questo aggiungiamo che, nei due anni di gestione, la Si.Eco ha prodotto danni patrimoniali che peseranno notevolmente sui contribuenti vichesi; inoltre, che dei servizi che avrebbe, come da contratto, dovuto assicurare si sono perse le tracce, è incomprensibile spiegare il perchè oggi presenta il conto, guarda caso, al personale dipendente.
E non è finita. Poco più di un mese addietro, i titolari dell’Azienda, Marco Giovanni e Luciano Vasienti, sono stati condannati dal giudice della sezione di Rodi Garganico del tribunale di Lucera, Michele Nardelli, al pagamento di tredicimila euro, avendo dovuto rispondere di reati ambientali, per aver trasformato l’area destinata alla custodia degli automezzi a discarica a cielo aperto, dove veniva depositato soprattutto materiale pericoloso. E questo per dimostrare, se mai ce ne fosse stato ancora bisogno, l’inaffidabilità della Si.Eco. Anche se con molto ritardo, l’amministrazione comunale, a giugno scorso, ha avviato le procedure di contestazione degli addebiti a carico dell’Azienda, fino al provvedimento, lo scorso luglio, di rescissione del contratto e l’affidamento del servizio ad altra Ditta.
Nel passaggio dalla Si.Eco alla Tacneco, al personale sono stati notificati provvedimenti sia da parte dell’amministrazione comunale che dalla stessa Azienda. Il responsabile del settore comunale, Elio Aimola, nel dispositivo di rescissione del contratto, disponeva che, in via “temporanea e in regime di somma urgenza, la continuazione del servizio in via diretta con l’utilizzo di tutte le attrezzature, materiali e mezzi presenti ancora in cantiere, e con lo stesso personale, e questo sino a quando non sarà possibile procedere al riappalto del servizio in danno della Ditta decaduta”.
Contestualmente, la Si.Eco comunicava ai dipendenti che, a seguito della nota dell’Amministrazione comunale, è “costretta a porre in ferie coattive tutto il personale dipendente, nessuno escluso, in attesa di determinazioni”.Determinazioni che ci sono state a stretto giro di posta, per contestare al personale il fatto che “arbitrariamente, in qualità di dipendente, ha disatteso a precise disposizioni aziendali”.
L’inadempienza? La mancata comunicazione ai dirigenti dell’Azienda delle dimissioni. La Si.Eco, pur ritenendo sciolto, a partire da luglio, il rapporto di lavoro, nello stesso tempo addebita ai lavoratori le indennità dovute per il mancato preavviso delle dimissioni”.
Franco Mastropaolo

 

 

 

 

 

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