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Vieste/ “Idee Democratiche”: un P.D. che serve all’Italia e agli italiani

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Conclusa a Vieste l’iniziativa di Area Democratica. Un nuovo patto tra le parti sociali a livello nazionale, regionale e locale per contrastare la crisi. Il PD perno politico di una nuova Alleanza democratica per battere la destra e il governo che non c’è.

 

Sabato 28 agosto seconda tornata di “Idee Democratiche”, incontri in spiaggia e in piazza organizzati da “Area Democratica” di Capitanata. Al “Lido Oasi” di Vieste l’on. Cesare Damiano, già ministro del Lavoro nel governo Prodi, Elena Gentile, assessore regionale al Welfare, Gianni Mongelli, sindaco di Foggia, Antonio Bonanese, segretario confederale della CGIL, moderati dal giornalista Francesco Bellizzi e da Francesco Pastore della segreteria cittadina del PD di Foggia, hanno colto il senso dell’incontro, quello di confrontarsi e di “dire le cose come stanno, per prepararsi alle situazioni nuove che la politica presenterà nei prossimi mesi.
Damiano ha spinto molto sull’acceleratore della piena coscienza da parte dei cittadini e delle forze politiche e sindacali della gravità della situazione, che presenta una crisi nient’affatto conclusa, in cui gli esperti si attendono una nuova recessione. “Nell’era della globalizzazione matura le parti sociali debbono confrontarsi su cosa fare per non cancellare i diritti, salvaguardando innovazione, lavoratori e impresa: l’autunno è alle porte e vedremo ancora gli effetti della crisi”, ha detto Damiano chiamando all’azione ed alla proposta le parti sociali, sollecitando la CGIL e lo stesso Partito Democratico soprattutto a mettere in campo proposte alternative per salvare l’esistenza stessa del sindacato confederale e la possibilità di un lavoro che garantisca dignità, diritti e garanzie. “Compito del Partito democratico –ha concluso il relatore- è quello di essere perno di una grande alleanza, non più litigiosa e divisa, che possa avere un progetto credibile e garantire interventi veri sulla gestione dell’economia, partendo dalla competitività, in cui il mondo imprenditoriale sia parte attiva e solidale, e vengano salvaguardati i diritti del mondo del lavoro”.
Elena Gentile ha difeso con passione le ragioni della scelta di internalizzare i servizi finora dati all’esterno, a volte senza garanzie di dignità contrattuale e senza certezze di regolare retribuzione. “Nostro obiettivo, nostra scelta politica è la stabilizzazione dei lavoratori precari, una platea spesso gonfiata dalle scelte del centrodestra regionale, che ha preferito bloccare le assunzioni ed esternalizzare i servizi. Tremonti ha voluto bloccare quell’accordo da noi raggiunto. Noi vogliamo invece –ha detto la Gentile- una nuova cultura del lavoro e delle istituzioni, anche diversa da quella dominante, per un clima nuovo di confronto col mondo dell’impresa e con il sindacato”.
Il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, ha voluto porre con coraggiosa determinazione l’esigenza di opporsi con tutte le forze alla proclamazione del dissesto, per molti versi ereditato, per la città capoluogo. “Foggia è attaccata su due fronti: sul fronte del bisogno di lavoro, di servizi, di razionalizzazione dei costi e delle scelte; e sul fronte delle “prescrizioni” della Corte dei Conti, che impone tagli per porre le basi di una sana amministrazione. Occorre allora tagliare, parlando chiaro e chiamando tutti ai sacrifici, per evitare un dissesto che non può portare alcun vantaggio”. Mongelli ha invocato un patto forte con i sindacati, con le forze produttive, con i cittadini per evitare la mannaia anche psicologica del dissesto. “Non ho chiesto al governo aiuti come pure è stato fatto per Roma, Catania, Taranto: ho chiesto per questa città un sostegno per il reddito, in un modello di relazioni diverse, perché la città si salva se si rimette in moto. E’ il mio più forte impegno”, ha concluso Mongelli.
Antonio Bonanese, dirigente confederale CGIL, ha evocato i riflessi drammatici che provoca la prospettiva del dissesto come quella dei tagli indiscriminati. Ha difeso la posizione intransigente della CGIL per il rispetto degli accordi contrattuali e della sentenza della magistratura per il caso Melfi ed ha indicato con preoccupazione il caso Pomigliano come la realizzazione pratica dell’idea che il governo di centrodestra ha dei contratti, per determinare l’isolamento della CGIL, che però “non rinunzierà mai alla difesa dei diritti dei lavoratori”.
In serata ai Giardini nella villa comunale la chiusura con David Sassoli, capogruppo del PD al Parlamento Europeo, l’on. Marina Sereni, vicepresidente nazionale del PD e Aldo Ragni, presidente della Direzione Provinciale del PD di Capitanata, intervistati dalla giornalista Antonella Caruso sui temi al centro del dibattito politico nazionale.
“Con il progetto del nuovo Ulivo –ha detto Sassoli- si riparte da due: dalle due vittorie di Romano Prodi. Ed è quanto ci chiedono gli elettori del centrosinistra per superare l’emergenza democratica che pesa sul paese. Condizione per costruire un’alleanza democratica èl’unità del Pd e delle forze anti-populiste, garanzia per dare un futuro diverso al Paese e costruire con un PD forte l’alternativa alla destra". La crisi di Ferragosto del centrodestra mostra assai chiaramente l’implosione di un modello e di una maggioranza che non fa nulla per il paese. “Non sappiamo -ha proseguito l’europarlamentare- quale sarà l’esito del processo di sgretolamento della oramai ex-maggioranza, ma di certo la Costituzione sarà, e dovrà essere, la guida. Il Pd ha ora una grande occasione. Qualunque sarà la soluzione, da parte nostra occorrerà coraggio e duttilità nella consapevolezza che, pur non potendo affrontare da soli questa nuova stagione, è nostro compito accreditare di fronte al paese una nuova iniziativa politica, con una ritrovata concordia nel partito, con uno sforzo unitario pari alla difficoltà dell’impresa, sempre e solo nell’interesse del paese”.
Sulla stessa lunghezza d’onda le dichiarazioni dell’on. Marina Sereni che ha ricordato come “negli ultimi nove anni per ben sette anni il nostro paese è stato governato da Berlusconi. E non si può esprimere un giudizio positivo su questa lunga esperienza di governo”. Per la vicepresidente del PD, “Bersani ha fatto compiere a tutto il PD un decisivo passo in avanti, facendo propria la proposta che solo pochi giorni prima aveva avanzato Dario Franceschini a proposito della costruzione di una nuova alleanza democratica che veda protagonista il PD. Questo è ciò che serve non solo al PD ma soprattutto all’Italia e agli italiani, che non possono più permettersi un governo che non governa”.
La manifestazione si è conclusa con il bilancio tracciato da Aldo Ragni: “Molto meglio e molto più di quanto ci aspettassimo. Questa è solo la prima edizione di “Idee Democratiche”, che si ripeterà l’anno prossimo, per diventare un appuntamento annuale, organizzato da Area Democratica ma a disposizione di tutto il PD. Credo –ha concluso Ragni– che in questi due giorni abbiamo reso un grande servizio al nostro partito spostando la discussione direttamente sulle questioni che riguardano il Paese. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno risposto positivamente al nostro invito, parlamentari, amministratori, dirigenti, mondo dell’impresa, sindacato, cittadini. Un grazie a tutti perché in questi due giorni abbiamo dimostrato che il PD serve all’Italia”.

Adolfo Nicola Abate 


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