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Sanità Puglia/ 2.200 assunzioni congelate. Fiore e il governo: si tratta per il Piano

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Manovra di rientro, verifiche sui tagli. Martedì l’incontro. C’è la riduzione dei posti letto. Si attendono 500 milioni.

 

Le internalizzazioni del personale sanitario resteranno congelate, almeno fino a quando non verrà trovata un’intesa con il governo Berlusconi. La Regione Puglia non ha nessuna intenzione di arrivare allo scontro e alla rottura con l’esecutivo romano, d’altronde in ballo ci sono 500 milioni di euro. Senza quei soldi «diventerebbe difficile persino pagare gli stipendi», fa notare un manager pugliese. Ecco perché l’assessore alla sanità, Tommaso Fiore, è pronto a sedersi al tavolo delle trattative. Dalla Capitale, ieri, è stato dettato il cronoprogramma che dovrà, entro il prossimo 15 ottobre, portare alla stesura definitiva del piano di rientro dal deficit da 450 milioni.
Si parte martedì prossimo con il primo incontro tra i tecnici del ministero e quelli della Regione Puglia. Insieme dovranno rivedere il piano di rientro presentato prima della pausa estiva e parzialmente bocciato. Prima di quella data, Fiore avrà una riunione operativa con ogni direttore generale delle As pugliesi. Le audizioni sono cominciate ieri mattina con i manager di Lecce e Brindisi, nelle prossime ore toccherà a Bari, Taranto, Foggia e Bat. «Dovremo rivedere i piani locali», spiega l’assessore. Ma nessuno stravolgimento in vista. «Piccoli dettagli da sistemare, più che altro si tratta di articolare meglio il piano di rientro», dice ancora Fiore. Obiettivo arrivare a Roma con un documento che possa passare le verifiche tecniche ministeriali. Dopodiché, partirà la fase due, quella politica. Entro il 21 settembre, l’assessore incontrerà i sindaci delle sei province per discutere il piano ospedaliero.
I tagli dei posti letto (circa 2.200) e le chiusure dei reparti hanno provocato dure reazioni nei Comuni interessati. Da qui la necessità di tornare a spiegare il motivo di alcune operazioni. La concertazione coinvolgerà anche i partiti della coalizione di maggioranza: come annunciato dallo stesso Fiore ad agosto, riparte il confronto gli alleati. Era stato il Partito democratico ad invocare un dibattito sui tagli da apportare sul territorio ed è stato accontentato. Infine, dopo la chiusura della Fiera del Levante, l’assessore alla Sanità porterà il documento conclusivo in Consiglio regionale. Parallelamente andranno avanti le trattative con Roma, senza forzare la mano. «Non abbiamo nessuna intenzione di arrivare allo scontro con il governo – spiega Fiore – vogliamo sederci ad un tavolo e discutere». Questo significa anche che, per il momento, il processo di internalizzazione del personale sanitario «resta congelato» (2.200 addetti), annuncia l’assessore. Non verranno addottati provvedimenti, non ci saranno delibere che daranno il via libera alle assunzioni nelle Asl. Persino le internalizzazioni dei 600 lavoratori delle Asl di Lecce e Brindisi sono a rischio, nonostante fossero state già deliberate. Com’è noto, il consiglio dei ministri, lo scorso luglio, ha riaperto i termini – entro il 15 ottobre – per modificare il piano di rientro sanitario della Regione Puglia (una manovra da 450 milioni di euro). Ma tra le prescrizioni imposte dal governo Berlusconi, c’è anche la sospensione dei procedimenti di stabilizzazione e internalizzazione dei precari.

Vincenzo Damiani
 


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